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Rete civica critica Lega, Mouv’ e AduVdA e risponde Uv

Rete civica ha diramato un comunicato stampa per contestare il comportamento delle opposizioni in Consiglio Valle: «Il Consiglio regionale è da mesi ingolfato da centinaia di atti depositati da LegaMouv-Adu. Complice un regolamento ormai vecchio, il principale organo democratico della nostra regione è bloccato da richieste di discussioni su qualsiasi argomento, da fiumi di parole, da risoluzioni a raffica presentate praticamente su ogni proposta di legge o atto amministrativo che arriva all’esame del Consiglio, da frequenti e lunghe richieste di interruzioni dei lavori per consultazioni e confronti interni. Alla esasperante lentezza dei lavori contribuisce anche la compagine dei 17, che non sempre arriva in Consiglio con una chiarezza di idee sugli orientamenti da assumere. Nel caso della maggioranza si tratta di insufficiente programmazione preventiva. Nel caso di LegaMouv-Adu si tratta di una precisa strategia per bloccare il Consiglio regionale, per dire che siamo allo sbando, che non si fa nulla e che bisogna sciogliere il Consiglio per andare al voto».

Rete civica ritiene inoltre che sia «inquietante l’asse che si è creato fra LegaMouv e Adu. Tre soggetti politici che hanno idee diverse, che hanno elettorati diversi, impostazioni ideologiche diversificate ma che operano a braccetto ed in modo organizzato. Emblematica è la vicenda delle ripetute richieste di convocazioni di Consigli straordinari. Siccome il Consiglio per eccesso di proposte avanzate, di verbosità ed interruzioni dei lavori non riesce a smaltire i punti all’ordine del giorno, allora ecco le richieste di convocazioni di Consigli straordinari sulle proprie iniziative. Uno strumento, che dovrebbe avere carattere eccezionale e che dovrebbe affrontare un solo tema, viene invece usato come se fosse procedura normale per dare una corsia preferenziale a temi scelti dall’asse. Per tali convocazioni sono richieste 12 firme e la consigliera di Adu aggiunge regolarmente la propria firma determinante alle altre 11».

I consiglieri Alberto Bertin e Chiara Minelli si chiedono «Che cosa hanno in comune un movimento nazionalista e sovranista come la Lega di Salvini, un Mouvement che si professa autonomista e un soggetto che si colloca a sinistra come Adu? Nulla, ma vogliono tutti (a parole) lo scioglimento del Consiglio, e sono accomunati da un grande impegno per contrastare una riforma istituzionale che dà agli elettori valdostani il potere di scegliere una maggioranza, un Presidente ed un programma per una intera legislatura. Se passasse la riforma, niente più ribaltoni, niente più giochini, niente più compromessi e teatrini inutili. Inoltre hanno un nemico comune: Rete Civica, il bersaglio preferito dei loro interventi».

Rete civica aggiunge infine: «Qualcuno potrà osservare che queste sono le regole del gioco, che l’opposizione non può che fare blocco. Ed invece non è così. E la dimostrazione migliore viene dal gruppo regionale dei 5 Stelle che vota nel merito dei provvedimenti, che non si è aggregato all’asse LegaMouv-Adu, che ha una sua autonomia di giudizio e comportamento. C’è chi fa una opposizione strumentale e indiscriminata e chi fa una opposizione seria e mirata».

La risposta dell’Union valdôtaine

La prima risposta a queste affermazioni è giunta da Erik Lavevaz, presidente di Union valdôtaine: «Stupiscono le affermazioni di Rete Civica relative alla riforma istituzionale apparse in un recente comunicato. L’Union Valdôtaine viene tirata in ballo nell’ambito di un’analisi personale di Rete Civica, all’interno di una diatriba tutta incentrata sui rapporti ed i ruoli diversi tra le forze di minoranza».

Lavevaz prende poi quello che ci pare essere un abbaglio quando ritiene che il Mouvement del quale parla Rete civica sia Union valdôtaine [nella nostra lettura riteniamo si riferisse a Mouv’, n.d.r.] e scrive: «se cosi fosse, rimandiamo a Rete Civica con fermezza le illazioni elargite. Crediamo ci voglia serietà e rispetto delle posizioni di tutti, in particolare di chi, più di altri, fa della condivisione con la propria base una forza». Tuttavia aggiunge: «Se invece, il Mouvement, di cui parla Rete Civica è qualcos’altro… chiediamo scusa a Rete Civica!».

Rete civica ha poi precisato: «Laddove diciamo “un Mouvement che si professa autonomista”, il termine citato in quel contesto, ovviamente è riferito al Mouv. Ci pareva del tutto chiaro e palese il riferimento al Mouv, ma evidentemente e spiacevolmente  qualcuno dell’Uv ha equivocato».

In riferimento alla riforma istituzionale, dove, lì sì, il riferimento a Uv ci stava, Lavevaz scrive: «Il nostro movimento ha detto in modo chiarissimo dal primo momento di non condividere l’impostazione che Rete Civica sta cercando di imporre relativamente alla riforma istituzionale, in particolare l’imposizione di tempi stretti che non permettono il confronto, e di lavorare seriamente anche a  delle proposte alternative, volte a trovare una maggiore condivisione. Questo significa “contrastare una riforma” o piuttosto fare politica in modo serio?».

E il presidente di Union valdôtaine conclude: «Nessuno all’interno del nostro movimento vuole andare ad elezioni, ma non accetteremo che, ancora una volta si usi la “velata” minaccia delle urne per fare passare una riforma istituzionale che sostanzialmente non piace quasi a nessuno, ma che qualcuno è disponibile a votare solo per andare avanti. Ecco, l’Union Valdôtaine no. Quindi chiediamo che le posizioni vengano rispettate, anche quando non sono condivise, tanto più quando sono chiare e coerenti».

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