fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Riceviamo e pubblichiamo dai fratelli Mattioli

Il 6 agosto 2018, travolti nella loro da una colata detritica successiva a un forte temporale in Val Ferret, hanno perso la vota i coniugi milanesi Vincenzo Mattioli, di 71 anni, e Barbara Gulizia (70).

Martedì 3 dicembre 2019, la procura di Aosta ha chiesto l’archiviazione – per assenza di prevedibilità – del fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose a carico del sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi.

Sabato 7 dicembre 2019, i figli della coppia – Emanuela e Simone Mattioli – ci hanno inviato una lettera con richiesta di pubblicazione:

Il 6 agosto 2018, mentre si trovavano in vacanza, hanno perso la vita in una zona adibita a parcheggio, ai bordi della carreggiata di una strada comunale, travolti nella loro macchina da un violento debris flow, i nostri genitori Vincenzo Mattioli e Barbara Gulizia.

Ad oggi è trascorso più di un anno e purtroppo al dolore della tragica ed improvvisa perdita si è unito per me e mio fratello un senso di impotenza ed incredulità.

Nei giorni seguenti il tragico episodio, visibilmente sotto shock, io e mio fratello Simone avevamo appreso dai giornali che erano state aperte d’ufficio dal p.m. della Procura d’Aosta, Dott. Carlo Introvigne e poi richiuse poco dopo, le indagini per accertare se si potesse ravvisare qualche profilo di responsabilità a carico delle amministrazioni locali.

Successivamente le indagini sono state riaperte, sempre d’ufficio, dal p.m. della Procura d’Aosta Dott.ssa Menichetti e nel registro degli indagati è stato iscritto il Sindaco Dott. Stefano Miserocchi. Questa volta le indagini sono proseguite e nel corso dell’incidente probatorio è stata nominata dal GIP, in qualità di CTU, la Dottoressa Elisabetta Drigo, la quale prima nella sua perizia, e poi nel corso dello stesso dibattimento in aula tenutosi l’8 novembre 2019 (e verbalizzato), ha asserito chiaramente quanto segue: prima di quel 6 agosto 2018 si erano già verificate in quella stessa area dove sono morti i nostri genitori due colate detriche nell’86 e nell’87 che hanno investito la strada comunale; da giorni prima del 6 agosto 2018 (e come da diversi anni tutte le estati) si registrava lo zero termico intorno ai 4.300 metri; la zona dove si trovava il parcheggio era zona classificata F1 nelle carte (ovvero area di altissimo rischio idrogeologico – rischio di vita) ; per tutto l’anno, essendo la zona molto pericolosa, dovrebbero essere disciplinati gli accessi con un sistema di navette ; il bollettino meteorologico il giorno 6 agosto 2018 riportava “precipitazioni di moderata entità”. Nonostante ciò non è stata emanata l’allerta gialla evidenziando che tali perturbazioni erano “temporali di calore”. I nostri periti, e le carte meteorologiche in nostro possesso, indicano, incontrovertibilmente, che era presente un fronte ben organizzato, tant’è che i CFR delle Regioni Piemonte e Lombardia riportavano, nel bollettino criticità, l’allerta gialla.

Nel corso dell’incidente probatorio sono emersi tutti questi dati, ciononostante la Dott.ssa Drigo ha concluso che l’evento era sì prevedibile, ma non prevedibile a quella magnitudo con cui si è verificato il 6 agosto. E non può essere attribuita responsabilità né al Sindaco né a chiunque altro per l’accaduto. Di chi sarebbe stata la responsabilità dunque ? Dei miei genitori che hanno parcheggiato la loro macchina in un parcheggio mai regolamentato ( non presente su piano regolatore) adiacente ad una strada comunale, dove non era presente nemmeno una segnaletica ad avvertire dell’elevata pericolosità dell’intera aerea pur essendo nota a tutti e pur risultando incontrovertibilmente dalle carte ? Mi permetto peraltro di osservare che la magnitudo di un evento naturale è sempre imprevedibile ma la sola prevedibilità del verificarsi di un evento potenzialmente pericoloso (confermata dalla stessa Drigo), a prescindere dalla magnitudo con cui lo stesso si potrebbe verificare, implica a rigor di logica, il prender determinate misure di prevenzione! Mi sembra questione ovvia.

Dal 1987 ad oggi non si è non solo provveduto ad eliminare e interdire definitivamente e irreversibilmente quella zona adibita a parcheggio nemmeno prevista nel piano regolatore, ma neppure si e’ provveduto ad intervenire con qualche misura di sicurezza o con della banalissima segnaletica! Vorrei evidenziare che prima dei tragici eventi del 6 Agosto 2018, il campeggio , posto anch’esso in una area ad elevato rischio idrogeologico, vicino al torrente Marghera presentava un vallo di protezione. Questo è indicativo che le Autorità preposte al controllo del territorio erano ben a conoscenza della elevata pericolosità della zona. L’area non regolamentata adibita a parcheggio, nel tempo, invece, ha continuato ad ospitare autoveicoli , senza alcuna prevenzione o protezione, mettendo, per anni, a repentaglio la salute e la vita degli ignari turisti. Possiamo dire , senza “se” e senza “ma” che quella zona “aspettava” solo il/i morto/i.

Quanto asserito dalla Dott.ssa Drigo nella sua Perizia e nel corso del dibattimento (ovvero che l’evento era prevedibile, ma che non ne era prevedibile la magnitudo con cui si è verificato il 6 agosto 2018) ha comunque convinto il p.m. Dott. ssa Menichetti a richiedere in questi giorni l’archiviazione delle indagini a cui naturalmente ci opporremo con la massima forza morale. Spetterà ora al GIP la decisione ultima. Io e mio fratello Simone lotteremo fino alla fine perché venga fatta chiarezza su una situazione che a noi continua a risultare poco chiara e che ci ha dato e ci sta dando molto dolore.

Ad ogni modo, il risultato finale è che ad oggi il parcheggio è stato chiuso e che i nostri genitori sono morti.

A mio avviso la tragedia che è avvenuta quel 6 agosto 2018 era prevedibile, ed affermarne la prevedibilità ma al contempo escluderla per il solo fattore della magnitudo in quanto colata detrica più forte delle precedenti colate detritiche dell’86 e dell’87, appare personalmente contraddittorio e paradossale.

Mi viene da pensare a questo punto che potenzialmente sia a rischio l’incolumità di tutti i cittadini e, soprattutto, di tutti i turisti che decidano di trascorrere le loro vacanze in Valle d’Aosta. È dovere delle istituzioni locali preposte alla prevenzione e protezione del territorio garantire ai turisti e ai cittadini la massima sicurezza.

Ho tanti ricordi della mia infanzia legati a quella Valle, ora quei ricordi hanno lasciato il posto ad incubi e profonda amarezza.

In generale poi, vorrei altresì evidenziare che il giorno 4 dicembre 2019 è stato pubblicato il Global Climate Risk Index 2020, dal quale si evince che l’ Italia è al 21° posto per rischio da eventi estremi ma al 6° posto per numero di vittime !!!

Spero che la Giustizia, alla luce di questa evidenza, e delle ultime vicende processuali inerenti ad alte tragedie da dissesto idrogeologico nel nostro Paese, possa attivarsi in significativo e opportuno in modo da tutelare i cittadini e i turisti che visitano il nostro Bellissimo Paese. Altrimenti l’Italia, prima o poi, punterà al primato mondiale per numero di vittime da dissesto idrogeologico.

Potrebbe interessarti:

Trovato il corpo della seconda vittima della frana di Planpincieux

Trovato il corpo della seconda vittima della frana di Planpincieux

All'alba di martedì 7 agosto, sono riprese le operazioni di ricerca della seconda persona che, lunedì 6 agosto, risultava dispersa sotto la frana che ha tagliato in due la Val Ferret, a Courmayeur.
Leggi tutto

Val Ferret: per il geomorfologo Giardino è stato un evento rapido e imprevedibile

Val Ferret: per il geomorfologo Giardino è stato un evento rapido e imprevedibile

Marco Giardino, professore universitario e geomorfologo, in Valle d'Aosta si era occupato del progetto Iffi (inventario fenomeni franosi in Italia), finalizzato a realizzare un censimento dei fenomeni franosi.
Leggi tutto

Il temporale in Val Ferret non era prevedibile

Il temporale in Val Ferret non era prevedibile

Lunedì 6 agosto, i bollettini della Regione autonoma Valle d'Aosta non annunciavano alcuna criticità per la giornata.
Leggi tutto

Frana in Val Ferret: una vittima, ma il bilancio potrebbe salire

Frana in Val Ferret: una vittima, ma il bilancio potrebbe salire

La frana che ha tagliato in due la Val Ferret, alle 17.48 di lunedì 6 agosto, ha causato una vittima. 
Leggi tutto

Una frana taglia in due la Val Ferret. Almeno una vittima e un centinaio di evacuati

Una frana taglia in due la Val Ferret. Almeno una vittima e un centinaio di evacuati

Alle ore 17.48 di lunedì 6 agosto, una frana si è abbattuta sulla strada della Val Ferret, in zona Planpincieux, località Meynet.
Leggi tutto

A Courmayeur, quasi 400 sfollati dalla Val Ferret

A Courmayeur, quasi 400 sfollati dalla Val Ferret

Alle ore 19 di martedì 7 agosto, il Centro Operativo Comunale del Comune di Courmayeur ha fatto il punto della situazione a seguito delle operazioni di evacuazione e di messa in sicurezza della Val Ferret dopo a colata detritica di lunedì 6 agosto.
Leggi tutto

© 2020 All rights reserved.