fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Egomnia: avvisi di garanzia a Bianchi, Borrello, Fosson e Viérin

La notizia – diffusa venerdì 13 dicembre 2019 – che il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Antonio Fosson, gli assessori Stefano Borrello e Laurent Viérin, il consigliere Luca Bianchi sono stati raggiunti da avviso di garanzia nella settimane scorse nell’ambito dell’inchiesta Egomnia, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Torino parallelamente all’inchiesta Geenna ha ulteriormente appesantito il clima politico.

Il Movimento 5 Stelle ha diffuso una nota nella quale afferma: «Esigiamo le immediate dimissioni dei consiglieri regionali che con i loro comportamenti hanno minato la più importante istituzione democratica della Valle d’Aosta».

La Lega Vallée d’Aoste, che ha annunciato la venuta del segretario Matteo Salvini per venerdì 20 dicembre 2019 (incontro alle ore 10.30 all’Hostellerie di Cheval Blanc), commenta in questi termini l’indagine per voto di scambio a carico dei quattro eletti in Consiglio Valle: «Risulta evidente come non solo i gravissimi fatti di cui sono accusati ma anche le smentite della ricezione di atti giudiziari frettolosamente trasmesse ieri dal Presidente stesso nonostante tali atti fossero in suo possesso da giorni, siano superate dai fatti di cui siamo venuti a conoscenza nella giornata odierna che non fanno che confermare che la Valle d’Aosta si trova in una situazione di gravissima crisi politico-istituzionale.
Di fronte a una tale enorme ombra che si staglia minacciosa sulle massime istituzioni regionali, pur ribadendo l’assoluto rispetto dei diritti degli indagati, la Lega Vallée d’Aoste ritiene che l’unica risposta possibile siano le immediate dimissioni dei responsabili, per dovere di chiarezza verso la nostra comunità, e la conseguente dimissione della maggioranza dei consiglieri che permetta così l’indizione di nuove elezioni. Dobbiamo restituire alla nostra Regione una rappresentanza politica su cui non aleggi il sospetto che gli eletti perseguano interessi diversi da quello del bene comune
».

Il commento di Ambiente-Diritti-Uguaglianza è il seguente: «Sapevamo che sarebbe andata così e lo avevamo anche detto a chi ha avuto la pazienza e l’umiltà di ascoltare. Nessun cronoprogramma poteva resistere ai tempi della Giustizia e nessuno può dirsi veramente sorpreso.
La cronaca continua ad indignarci, ma non ci stupisce, dato che conferma la nostra denuncia pubblica di un sistema clientelare e infiltrato dalla ndrangheta.
Anche per questo motivo, ADU, assieme al solo M5S, è stato l’unico movimento che non ha governato con chi oggi è accusato di vicinanza alla mafia. Non potevamo stare con i responsabili dell’attuale disastro morale, con chi cerca i voti di quelli che vorrebbero picchiare un loro collega di maggioranza (Alberto Bertin, a cui rinnoviamo tutta la nostra solidarietà).
L’inchiesta ribadisce che questo Consiglio, in gran parte eletto da voti mafiosi, è delegittimato e non può approvare nessuna riforma di sistema. Nemmeno quella, sempre più necessaria, del superamento del conflitto d’interessi tra le cariche di Presidente e quella di Prefetto.
In ultimo, non accettiamo lezioni di legalità dalla Lega e dal suo così detto “uomo forte” che pretende di venire in Valle per sfruttare lo sconforto e la rabbia. 
Noi crediamo ancora che da questa miseria, se ne possa uscire tutti e tutte insieme, anche grazie a quelle energie positive che i giovani ci hanno mostrato nelle piazze dei Fridays for Future e delle Sardine
».

L’associazione Libera Valle d’Aosta si esprime così: «Il presunto coinvolgimento di alcuni esponenti di spicco delle Istituzioni regionali, indagati per voto di scambio politico-mafioso, rappresenta un’ulteriore grave testimonianza del radicamento della ‘ndrangheta sul territorio valdostano (già evidenziato dall’operazione Geenna) e dai possibili stretti contatti tra la locale ‘ndranghetista e la politica regionale. Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi dell’inchiesta (anche attraverso la costituzione come parte civile nell’operazione Geenna); la Magistratura farà il suo corso, ma è necessaria la presa di consapevolezza da parte di tutta la cittadinanza e delle Istituzioni della gravità dei fatti e delle ripercussioni sulla società».

Potrebbe interessarti:

© 2020 All rights reserved.