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Uv: Bilancio e poi invito alle dimissioni (se ci sono le altre 12)

Lunedì 23 dicembre, a Verrès, Union Valdôtaine ha riunito il suo Conseil fédéral. Un incontro chiuso alla stampa.

La proposta del Comité

Il presidente Erik Lavevaz ha aperto la riunione riepilogando gli ultimi fatti di cronaca e politica e precisando che le dimissioni di Luca Bianchi da consigliere regionale non sono state in alcun modo sollecitate dal mouvement.

Ha auspicato che la vicenda si concluda con la proclamazione dell’innocenza delle persone coinvolte ma, politicamente, l’indagine Egomnia «è stata un’ulteriore mazzata per una situazione già instabile». Ha poi ricordato che, «in piena emergenza, il Comité fédéral aveva dato indicazione agli eletti di approvare il Bilancio e poi di rassegnare le loro dimissioni».

Dopo tre ore di discussione, il Comité fédéral, riunito prima del Conseil, ha elaborato una proposta da sottoporre al voto: Il Conseil fédéral dell’Union valdôtaine fa appello alla responsabilità delle forze politiche per votare il Bilancio senza andare in esercizio provvisorio. Invita gli eletti a rassegnare le dimissioni entro il 18 gennaio. Se ci fosse, entro quella data, una proposta di maggioranza qualificata (24 consiglieri) Uv valuterà la posizione da adottare.

Il dibattito

Si è partiti dicendo che non era una proposta chiara, poi si è detto che una maggioranza a 24 era impossibile, si è aggiunto che – siccome i consiglieri unionisti sono sei – 24 vorrebbe dire che ci sarebbe una maggioranza a prescindere dall’Uv, si è detto che una maggioranza a 24 si potrebbe avere solo calpestando i principi etici. E poi, avversione sempre più manifesta: non siamo pronti per le elezioni regionali o per un election day con le comunali, non vogliamo consegnare la Valle d’Aosta alla Lega. 

C’è stato il tentativo insistito e ripetuto di prendere tempo, per recuperare il sangue freddo e vedere cosa succede.
Per rabbonire gli unionisti che volevano le elezioni, si è ricordato che, con le dimissioni di Fosson, sono partiti i 60 giorni che, se non si trova un accordo, porteranno allo scioglimento del Consiglio.

La proposta di Testolin

Renzo Testolin ha proposto di autorizzare la prosecuzione del tentativo in corso di ricostituire una maggioranza. In funzione dell’approvazione del Bilancio ma anche, eventualmente, per andare oltre. Una trattativa che ha detto incompatibile con un’invito alle dimissioni. Ha chiesto di dare mandato ai consiglieri di trattare per l’approvazione del Bilancio e poi di riconvocare il Conseil per prendere le decisioni successive e conseguenti.

Questa ipotesi è stata caldeggiata da Giulio Grosjacques, che ha ipotizzato che una decisione diversa sarebbe stata come sfiduciare Testolin, che si è preso il carico di quattro Assessorati.

La decisione

Alla fine si è arrivati a una posizione non unanime: «Le Conseil Fédéral de l’Union Valdôtaine, suite aux démissions du Président Fosson et de la crise conséquente, fait tout d’abord appel à la responsabilité de toute les forces politiques pour voter, dans les délais prévus pour éviter l’exercice provisoire, le budget régional, document fondamental pour les investissements, les services et les activités de la Région et des collectivités locales. 
Le Conseil invite aussi les élus de l’Union Valdôtaine à donner la disponibilité de démissionner, dans le cas où cela soit utile pour rejoindre les 18 signatures nécessaires pour redonner la voix aux électeurs». 

Ciò che si rischia – e lo ha evidenziato il senatore Albert Lanièce – è però la frattura fra il mouvement e i suoi eletti in Consiglio Valle. Perché si è anche detto che, nel caso in cui gli eletti non accogliessero l’invito, sarà il Conseil fédéral ad assumere le decisioni conseguenti. 

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