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Consiglio Valle il 27 dicembre 2019

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito in sessione straordinaria e urgente venerdì 27 e sabato 28 dicembre 2019, per discutere un ordine del giorno incentrato sui documenti di bilancio della Regione per il triennio 2020-2022.

Appena aperti i lavori, Union valdôtaine ha subito chiesto una sospensione per una Conferenza dei capigruppo. Poi si sono alternate riunioni di minoranza, maggioranza e di nuovo capigruppo.

L’annuncio di Testolin

Alla ripresa dei lavori, ha preso la parola Renzo Testolin, presidente a interim. Ha annunciato che, per motivazioni politiche, non è possibile approvare in aula il Bilancio 2020/22: «abbiamo preso a malincuore coscienza che, quando non si sono le possibilità per approvare il Bilancio, oggi. Propongo di prorogare per qualche settimana l’analisi del Bilancio per cercare, rimandandolo in Commissione, di trovare quella base di voti che ci permetta di dare risposte ai nostri cittadini che ci rammarichiamo di non riuscire a dare a partire dal 1° gennaio 2020, nonostante fosse una volontà di molti». I voti mancanti parrebbero essere quelli di due consiglieri dell’Union valdôtaine.

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Renzo Testolin annuncia all’aula che non ci sono i numero per approvare il Bilancio 2020/22 della Regione autonoma Valle d’Aosta

Il dibattito

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) ha replicato che, in questo modo, si sono persi dieci giorni che sarebbero stati utili per poter arrivare a entrare in esercizio provvisorio con una discussione aperta e la seconda Commissione fattivamente al lavoro. «Noi avevamo fatto un’apertura e no so se saremo in grado di ripeterla perché non avrei mai voluto vedere quello che sta succedendo, ora, in quest’aula e chi ha portato in aula il Bilancio senza avere i voti se ne assume tutta la responsabilità».

Il consigliere Andrea Manfrin (Lega VdA): «Proporre questo rinvio dopo che avete magnificato il Bilancio come se fosse in grado di dare tutte le risposte, è grave. Avevate chiesto una larga condivisione e avevamo dato la nostra disposizione. Non si può quindi cercare di scaricare le responsabilità sull’opposizione».

Il consigliere Claudio Restano (La Valle d’Aosta che cresce) ha detto: «Avevate presentato questa nuova maggioranza come un accordo amministrativo. Il grande assente era stato però il confronto politico fra movimenti. Non potete solo proporci di riportare il Bilancio in Commissione. Deve essere proposto un confronto serio e di più ampio respiro. Noi lo abbiamo già avviato con le forze di minoranza. Non ci si può limitare alla raccolta dei voti necessari per far passare il Bilancio, che non potrà essere solo quello di una parte del Consiglio».

La consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha detto: «Siamo oltre l’orlo del baratro. Ormai gli unici che hanno il diritto di esprimersi sul futuro della Valle d’Aosta sono i cittadini. Vi avevamo offerto la possibilità di discutere in ritmi serrati ma non avete voluto farlo. Che figura, che figura!».

La consigliere Patrizia Morelli (Alpe) ha ripreso alcuni concetti del presidente Testolin: «Il Bilancio era la conclusione corretta di un percorso, fatto con buon senso. Noi siamo disponibili a votare il Bilancio per metterlo in sicurezza. Sono legittime le decisioni assunte da alcuni componenti della maggioranza, dobbiamo prendere atto che la situazione è questa ma la politica non può fermarsi. A fronte della non riuscita di una soluzione, dobbiamo adottare un altro tipo di atteggiamento».

La consigliere Daria Pulz (AduVdA) ha detto: «Neppure chi ha dato vita a questo Bilancio ora vuole riconoscerlo come figlio suo e lo ritira. Perché nessuno getta la rete (civica) per salvare questo Bilancio? Se l’esercizio provvisorio ci sfugge di mano, cosa succederà? Spero non ci proponiate null’altro».

Il consigliere Luigi Vesan (M5S) ha affermato che «questo Consiglio è composto di persone completamente prive di spirito costruttivo, però capace di qualsiasi cosa pur di restare al potere. Fermiamo l’agonia della prorogatio».

Il consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA): «Quello che sta succedendo oggi è l’attestazione di un fallimento politico e amministrativo. Un Bilancio preventivo è un progetto ma non è giusto che lo faccia chi non ha più i numeri e non è più legittimato».

Il consigliere Alberto Bertin (Rete civica) ha detto: «Oggi potevamo chiudere questo capitolo con un Bilancio provvisorio. Però dobbiamo prendere atto della situazione».

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha detto: «Questo epilogo porterà la Valle d’Aosta, per la prima volta, all’esercizio provvisorio. Abbiamo dato la nostra disponibilità a modificare quelle parti del Bilancio non obbligatorie. Però dovete dare un risposta ai Valdostani: dite chi, all’interno di questa maggioranza, non è disponibile ad approvare questo Bilancio».

Il consigliere Jean Barocco (Union valdôtaine) ha detto:«Io credo nel dialogo. Mettere un po’ del nostro tempo per discutere potrebbe essere opportuno. Il mio movimento sta attraversando una fase travagliata. Magari anche altri. Per dare una dignità alle nostre posizioni, non dobbiamo pensare che questa sia una partita a poker. Dobbiamo trovare una soluzione per andare dove concordemente decideremo di andare. Usare il tempo è responsabilità e dobbiamo fermare il deleterio gioco di distruggere tutto, perché la politica è passione ma anche raziocinio. Usiamo i giorni del count down per trovare convergenze per approvare un Bilancio più condiviso. Questo tempo potrebbe anche permetterci di regolare le cose di famiglia».

Emily Rini (Forza Italia), intervenendo come consigliere, ha detto: «Ci sono consiglieri che si sentono stretti in casa loro ma lo nascondono. Io credo sia meglio essere trasparenti e avere il coraggio delle proprie idee. Non serve a nulla né minimizzare né scaricare la colpa su qualcuno o su qualcosa. Io avevo chiesto di poter riportare il Bilancio in Commissione ma per riportarlo qui identico a prima che senso ha? Spero ci sia ora la volontà di fare una condivisione vera e seria sui temi. Spero che la campagna elettorale si faccia in altre sedi, perché quest’aula è deputata ad altro».

Il consigliere Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha affermato: «Sarei dovuto essere relatore di questo Bilancio, nato in un contesto ambientale e politico particolare. Avevo piena consapevolezza delle difficoltà ma ora dobbiamo prendere atto dello scenario che abbiamo di fronte. Spero che si possa aprire un percorso il più veloce possibile ma gestito con spirito costruttivo, senza il quale non riusciamo a fornire il nostro contributo».

L’assessore Mauro Baccega (Uv) ha detto: «Io ho fortemente contribuito a costruire questo Bilancio, questo intoppo è stato generato dalle dimissioni del presidente e di altri colleghi consiglieri e che hanno avviato il percorso che ci porterà alle elezioni; il secondo fatto è l’inopportuna convocazione del Conseil fédéral dell’Union valdôtaine. Un movimento che non è in sintonia con il gruppo consiliare. Non mi sarei aspettato questo atteggiamento. Non so se si riusciranno a trovare convergenze. Ma è importante che questo Bilancio sia approvato entro gennaio 2020 senza essere stravolto. Mi prendo qualche giorno di riflessione per capire quale potrà essere il mio percorso futuro rispetto al gruppo Uv: per poter affermare liberamente le cose che sento e che provo ed esprimere al meglio le mie visioni».

La consigliere Alessia Favre ha dato la propria disponibilità a votare questo Bilancio e ha offerto la sua disponibilità a rassegnare le proprie dimissioni immediatamente dopo l’approvazione: «Lo spettacolo di oggi è tristissimo e stiamo scrivendo una pagina indegna della politica valdostana».

La consigliere Chiara Minelli (Rete civica) ha detto: «Il Bilancio va approvato al più presto, con qualche modifica. In tempi brevi non credo di possa dare un’impostazione molto diversa e non credo diano necessarie variazioni sostanziali. Bisogna trovare una mediazione ragionevole su alcuni punti guardando agli interessi della comunità e del territorio. Oggi si sarebbe dovuto discutere e approvare».

L’assessore Luigi Bertschy (Uvp) ha detto: «Viviamo una situazione che deve essere ben chiara all’opinione pubblica. L’esercizio provvisorio deve durare il minor tempo possibile e deve servire per trovare i voti necessari».

L’assessore Albert Chatrian (Alpe) ha ribadito che il suo gruppo avrebbe votato questo Bilancio perché avrebbe dato risposte puntuali e ha aggiunto: «C’è la possibilità di migliorare questo atto ma non di stravolgerlo».

Poi è stata nuovamente riunita la Conferenza dei capigruppo. È stato deciso di riunire alle ore 14 la seconda Commissione per approvare il disegno di legge dell’esercizio provvisorio e poi di tornare in aula alle ore 15, per approvalo e per porre in votazione i restanti punti all’ordine del giorno, Bilancio escluso.

Approvato l’esercizio provvisorio

Alla ripresa dei lavori consiliari, il disegno di legge sull’esercizio provvisorio è stato approvato con l’astensione di AduVdA. Si compone di due articoli che, ai sensi dell’articolo 43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), dispongono l’istituto dell’esercizio provvisorio per consentire la gestione finanziaria dell’ente nel rispetto dei principi applicati della contabilità finanziaria riguardanti l’esercizio provvisorio o la gestione provvisoria, a fronte della mancata approvazione entro il 31 dicembre del bilancio di previsione per l’anno successivo.

Il presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA), ha relazionato all’Aula sul provvedimento: «La legge regionale n. 30 del 2009 (Nuove disposizioni in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e principi in materia di controllo strategico e di controllo di gestione) prevede per l’esercizio provvisorio del bilancio un periodo massimo di quattro mesi e, pertanto, fino al 30 aprile. Se, entro il termine massimo consentito per l’esercizio provvisorio, non venisse approvato il bilancio di previsione 2020-2022, la legge prevede il passaggio alla “gestione provvisoria” che è limitata esclusivamente all’assolvimento delle obbligazioni già assunte e più vincolante rispetto all’esercizio provvisorio. Nel corso dell’esercizio provvisorio possono essere impegnate solo spese correnti e le eventuali spese correlate riguardanti le partite di giro. Non è, pertanto, consentito l’impegno delle spese in conto capitale, ad eccezione di quelle riguardanti lavori pubblici di somma urgenza. Non è, inoltre, consentito il ricorso all’indebitamento. Le spese correnti possono essere impegnate mensilmente, per ciascun Programma, per importi non superiori a 1/12 degli stanziamenti, al netto delle somme già impegnate negli esercizi precedenti e del fondo pluriennale vincolato.»

«Questa – ha detto il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) – era la soluzione che avevamo già discusso: sono inoltre contento che, in maniera chiara, ci si riferisca per l’esercizio provvisorio all’ultimo bilancio approvato, anziché ad altre soluzione fantasiose che erano state palesate lo scorso Consiglio. Voteremo quindi questa legge e speriamo che si possa arrivare nel più breve tempo possibile ad avere una legge di bilancio completa. E al voto, in quanto altre soluzioni non ne vediamo.»

La consigliere di ADU-VdA Daria Pulz ha osservato che «in coerenza, che per noi è un valore assoluto, con tutte le nostre precedenti dichiarazioni, prendiamo le distanze da una politica fallimentare che ha portato la Valle d’Aosta all’inesorabile esercizio provvisorio e che porterà all’approvazione di un bilancio che darà una pennellata di verde a un bilancio rosso-nero. Il nostro voto sarà di astensione, ma chiediamo, come atto di responsabilità, che ci si dimetta in massa, perché non possiamo accettare che la nostra più alta Istituzione sia infiltrata dalla ‘ndrangheta. Se vogliamo salvarci dall’astensionismo alle prossime elezioni, dobbiamo avere il coraggio di dare un segnale forte alla comunità. L’intento è quello di riattivare i meccanismi democratici: a volte bisogna fare un passo indietro per farne due avanti.»

Replicando, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha detto: «Abbiamo presentato questo disegno di legge con la massima apertura verso le indicazioni emerse dalla Conferenza dei Capigruppo, prendendo come riferimento il bilancio 2019-2021 e permettendo agli Enti locali di costruire il proprio bilancio con la certezza delle risorse. Non era un passaggio previsto, ma cogliamo la possibilità di chiudere a breve un bilancio che dia delle garanzie alla nostra Regione. Mettiamoci al lavoro da subito per arrivare all’approvazione definitiva del bilancio stesso.»

Il capogruppo Luigi Vesan ha annunciato il voto favorevole del M5S «con entusiasmo scarsissimo e con rassegnazione: non avremmo voluto che si arrivasse all’esercizio provvisorio. Purtroppo sono due anni che arriviamo all’approvazione del bilancio senza che la maggioranza abbia i voti: chiediamo quindi che si vada al voto quanto prima.»

Il Capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne, Alberto Bertin, ha dichiarato il voto favorevole, «ma con rammarico perché questa situazione poteva essere evitata.»

Approvato il riconoscimento di debiti fuori Bilancio

Il Consiglio Valle ha approvato con 18 voti a favore (AV, UV, SA, RC-AC) e 17 astensioni (Lega VdA, Mouv’, M5S, ADU-VdA, GM, PNV-AC-FV), il disegno di legge sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio della Regione e proroga di termini.

Il testo è stato emendato in Aula per prorogare al 31 dicembre 2020: la validità delle graduatorie degli enti del comparto unico vigenti al 31 dicembre 2019 e concluse entro il 31 dicembre 2018; la presentazione dell’istanza di regolarizzazione dei casi di occupazione e uso senza titolo delle strade regionali e delle relative pertinenze; l’utilizzo da parte dell’Azienda USL di forme di lavoro flessibile nelle more dell’effettuazione delle procedure concorsuali dirette all’assunzione di personale medico, tecnico-professionale, infermieristico.

Il consigliere di Uvp Jean-Claude Daudry, nell’illustrare il provvedimento all’Aula, ha specificato che «si tratta di 2 milioni di euro di debiti fuori bilancio che, ai sensi del decreto legislativo 118 del 2011, sono suddivisi in due sottocategorie: la prima riguardante i debiti per i quali esiste già lo stanziamento, la seconda per i quali è necessario provvedere a individuare il relativo stanziamento attraverso un prelievo dal fondo di riserva spese impreviste (che ammontano a 25 mila euro e si riferiscono per la quasi totalità a spese legali). Per quanto concerne la prima categoria – acquisto di beni e servizi – i debiti di cui si richiede la legittimazione sono per 16 casi, di cui i principali sono: 721 mila euro per il servizio di gestione del centro rifiuti di Brissogne relativamente agli anni 2011 e 2012; 658 mila euro per servizi socio-assistenziali e socio-sanitari per persone anziane e inabili per il periodo giugno-ottobre 2019; 324 mila euro per le spese di gestione della Maison du Val d’Aoste di Parigi per il 2019.»

«Si è poi ritenuto fondamentale apportare un emendamento – ha sottolineato Daudry -, aggiungendo la proroga della validità delle graduatorie per il comparto unico, i lavori pubblici e la sanità.»

Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha quindi detto: «Questa mattina avevamo valutato con gli uffici la possibilità di inserire la proroga di alcune graduatorie che altrimenti sarebbero state perse: accogliamo quindi con favore l’impegno che c’è stato da parte di tutti su questa tematica, a partire dalla seconda Commissione, agli uffici, all’Aula.»

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