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La politica off ConsVdA commenta l’esercizio provvisorio

Ci sono partiti politici che non siedono in Consiglio Valle e che hanno esposto le loro valutazioni in merito all’esercizio provvisorio con note stampa.

Movimento Nuova Valle d’Aosta

Il Movimento Nuova Valle d’Aosta «si dissocia e  ritiene deplorevole ciò che è accaduto in Consiglio regionale: i Valdostani meritano di meglio. Non presentare un bilancio regionale redatto dalla maggioranza e non presentato dalla stessa per mancanza di voti da componenti della stessa per pura operazione politica per prolungare il mandato, mandando a quel paese il futuro dei Valdostani che questa approvazione di bilancio avrebbe portato». Il segretario Luigi Nardi aggiunge: «L’esercizio provvisorio cancella di fatto tutti i provvedimenti futuri presi e autorizza solamente le spese di gestione ordinaria compromettendo di fatto l’evolversi della crescita aziendale e privata in Valle d’Aosta ed è una batosta ulteriore alle Amministrazioni comunali  già messe in difficoltà». E la nota conclude: «Troviamo scandaloso che consiglieri regionali, si attaccano ossessivamente alle loro poltrone con tutti i mezzi a loro disposizione, al solo scopo di evitare le elezioni, spingendo così la nostra regione verso il baratro».

Il Movimento Nuova Valle d’Aosta chiede le dimissioni immediate «per incapacità amministrative» a tutti i 35 consiglieri regionali, per andare a nuove elezioni il più presto possibile.

Partito democratico

Il Partito democratico della Valle d’Aosta ha scritto: «Si è reso palese che la maggioranza non ha i voti per approvare il bilancio regionale e il resto del Consiglio se ne lava le mani, facendo solo campagna elettorale sulla pelle dei valdostani. Alcuni consiglieri parlano di un problema “politico”, ma che cosa avrebbe impedito di fare una discussione franca e serena sul bilancio, approvando emendamenti e modifiche direttamente in aula per consentire a tutti di patire con la dovuta serenità il 2020, non è dato saperlo ai valdostani».

L’esercizio provvisorio, sostiene il Pd «non è una passeggiata come qualcuno vuole far credere. Danneggia e farà perdere tempo all’economia valdostana e agli enti locali. Quali sono le garanzie che verrà costruito il prossimo anno un bilancio attento alle richieste delle parti sociali? Nella nostra regione non è stato neanche discusso il Defr. Perché non si propongono più risorse per l’istruzione, per la lotta ai cambiamenti climatici, per lo sviluppo e la crescita delle nostre imprese? Perché non si propone che i contributi della regione passino solo per bandi e avvisi pubblici e non più come richieste di contributo all’assessore di turno?».

E la segretario Sara Timpano conclude: «Questa non è politica, i valdostani chiedono responsabilità e legalità. Alla Valle d’Aosta serve una rigenerazione politica, serve un cambiamento culturale forte, serve trasparenza, serve mettere da parte vecchie logiche da politiche clientelari e i pacchetti di voto».

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