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Ciambi sbeffeggiato per la cittadinanza a Mussolini

Il presidente del Consiglio comunale di Saint-Vincent, Paolo Ciambi, a poche ore dal termine dell’adunanza nel corso della quale, per mancanza del numero legale, non si era potuto discutere né approvare il disconoscimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

Paolo Ciambi ha ritenuto «Particolarmente grave il rifiuto a discutere» questo quindicesimo punto perché «Il documento era un atto simbolico e molto significativo, recentemente adottato da molti grandi Comuni fra i quali Bergamo, Empoli e Mantova nonché annunciato dal Consiglio comunale di Aosta. Il momento storico impone che le istituzioni colgano ogni occasione per ribadire la ferma opposizione rispetto a ogni fascismo, palese o mascherato».

Ha annunciato che intende iscrivere nuovamente il documento all’ordine del giorno della prossima convocazione dell’assemblea cittadina. 

La prima risposta gli è stata scritta, su Facebook, dal consigliere Marco Fortis: «Scusate l’ignoranza ma se non fosse stato messo nell’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri sera neanche lo sapevo che Mussolini era cittadino onorario di St-Vincent. Qui è chi strumentalizza le scelte della minoranza che mi fa schifo. Mi fa schifo che venga usato un punto inserito in un consiglio comunale fatto il 30 dicembre in piene feste natalizie e che vuole fare passare persone che rispettano tutti (sopratutto a nome personale sto parlando) per delle cattive persone. Mussolini e cittadino onorario dal 21 maggio e 1924 e adesso i cattivi siamo noi?».

La seconda è stata appesa sulla facciata del Palazzetto del tennis tavolo: «Senza maggioranza niente revoca di cittadinanza oh hooo». Lo striscione ha lo stile di CasaPound, ma non è stato firmato e il referente valdostano, Lorenzo Aiello, ne disconosce la paternità. Lo striscione resta dunque anonimo.

Il gruppo Union valdôtaine-Stella alpina ha commentato: «Al di là della modalità, il gesto lascia trasparire contenuti non condivisibili. Vedremo se ora qualcuno si attiverà, utilizzando le registrazioni video delle tante telecamere comunali, per individuarne i responsabili.
È un gesto poco gradito
– scrive Ruggero Meneghetti –, evidentemente figlio di un comportamento fazioso e strumentale tenuto da Ciambi (chiaramente alla ricerca più della popolarità personale che dell’affrontare la questione in se) il quale ha iscritto all’ordine del giorno un argomento del genere senza nemmeno consultarci per concordarne le modalità.
Peraltro quella cittadinanza c’è da oltre 95 anni, qualche settimana in più non cambia alcunché
».

Il gruppo misto di Saint-Vincent dice di non accettare accostamenti al fascismo né a organizzazioni o partiti similari: «Siamo stati amareggiati nel trovare, ben al 15° punto, un argomento di tale rilevanza nell’ordine del giorno del Consiglio del 30 dicembre in prevalenza a carattere tecnico – precisa Maurizio Castiglioni –. Riteniamo oltremodo inappropriato, da parte di quello che resta dell’attuale maggioranza, l’utilizzo di eventi relegati alla storia e che nulla hanno a che fare con l’attualità e l’avvenire di St-Vincent, per prolungare la sopravvivenza di un esecutivo ormai, e soprattutto visti questi metodi, arrivato al capolinea.
È stata data enfasi strumentale alla vicenda da parte da parte del presidente del Consiglio Ciambi su una realtà storica avvenuta nel 1924 (!) mai emersa prima, nemmeno affrontata dalle Amministrazioni comunali i cui componenti la resistenza l’hanno fatta per davvero, e che potrà essere tranquillamente essere ridiscussa e votata il prossimo Consiglio comunale
».

Paolo Ciambi replica alla vicenda: «L’opposizione ha la maggioranza in Consiglio e, come da regolamento, può modificare l’ordine del giorno seduta stante come meglio crede: anticipare un punto, cancellarne altri. Hanno scelto di trattare solo il punto 2 (società partecipate) e hanno deliberatemxnet scelto di non trattare gli altri, compreso il disconoscimento della cittadinanza onoraria a Mussolini. Non possono lamentarsi se poi il loro gesto viene ripreso dai mezzi di informazione, Rai compresa. Hanno commesso una leggerezza e devono accettarne tutte le conseguenze. La cittadinanza onoraria a Mussolini è stata rinvenuta solo il 5 dicembre scorso e ho prontamente iscritto il disconoscimento all’ordine del giorno. Non c’era nulla da concordare con nessuno».

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