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Istituzioni valdostane sul web: siti non sicuri ma a norma per i cookie

La presenza su internet delle istituzioni valdostane è quanto mai variegata: pochi rispondono ai moderni canoni tecnici e sono ottimizzati per i motori di ricerca, la maggior parte ha una situazione intermedia ma quasi tutti chiedono agli utenti di autorizzarli all’utilizzo dei loro dati per azioni di analisi e marketing che poi non effettuano.

Abbiamo analizzato la situazione partendo da tre indicatori: la certificazione https, il design responsive e l’autorizzazione alla rilevazione dei cookie.

Qual è il significato degli indicatori

La certificazione https (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer) è un protocollo per la comunicazione sicura attraverso una rete di computer utilizzato su Internet. In sua assenza, il sito è considerato non sicuro se non malevolo. Quindi il browser utilizzato per la navigazione (Chrome, Safari, Firefox…) ne sconsiglia la visita.

Il responsive web design (RWD), indica una tecnica di web design per la realizzazione di siti in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali sono visualizzati (computer con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari, web tv), riducendo al minimo la necessità dell’utente di ridimensionare e scorrere i contenuti. In alternativa è possibile realizzare siti ottimizzati per la consultazione da mobile ma si tratta di una soluzione per lo più scartata in considerazione del fatto che il lavoro di gestione e implementazione del sito medesimo ne risulta raddoppiato.

L’autorizzazione all’utilizzo dei cookie permette al proprietario del sito di acquisire, registrare e conservare informazioni sui visitatori. Si tratta di dati principalmente utilizzati nel marketing. L’espressione del consenso è prevista dalla normativa europea sulla privacy (GDPR).

La certificazione https

Solamente la Regione autonoma Valle d’Aosta (da poche settimane) e i Comuni di Antey-Saint-André, Arvier, Ayas, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Challand-Saint-Victor, Charvensod, Courmayeur, Introd, Jovençan, La Magdeleine, Pollein, Quart, Saint-Pierre, Valgrisenche e Valtournenche (quindi il 22,3%) proteggono il proprio sito e i propri utenti con il protocollo https.

Fra l’altro, si consideri che i siti senza certificazione sono penalizzati da Google nella ricerca.

E questa bassa incidenza risulta incomprensibile, poiché l’ottenimento della certificazione richiede pochi minuti di lavoro e un costo annuale che si aggira intorno ai 100 euro.

Il design responsive

Sempre Google, dal 1° luglio 2019, attua la logica del mobile first e penalizza i siti che non sono mobile friendly. La decisione è facilmente comprensibile: a livello planetario, nel 2015 ha avuto luogo il sorpasso della consultazione mobile su quella desktop quindi il motore di ricerca, il cui scopo è di fornire alla propria utenza esperienze di navigazione soddisfacenti, privilegia i siti strutturati per un’efficace consultazione da smartphone e tablet.

La percentuale di siti degli enti valdostani che non rispondono a questa esigenza è del 31,5%. Non sono responsive i siti della Regione autonoma Valle d’Aosta e quelli dei Comuni di Allein, Aosta, Avise, Bionaz, Brissogne, Doues, Etroubles, Gignod, Gressan, Issime, Ollomont, Oyace, Pré-Saint-Didier, Roisan, St-Christophe, St-Nicolas, St-Rhémy-en-Bosses, St-Vincent, Sarre, Torgnon, Valpelline, Valtournenche e Verrayes.

Peraltro, anche le Linee guida di design per i servizi digitali della PA suggeriscono di procedere a verifiche sull’usabilità dei siti mettendo in evidenza il Mobiletester.

I cookie

L’aspetto più anomalo dell’analisi che abbiamo condotto è la percentuale elevatissima di siti che chiedono agli utenti di autorizzarli alla registrazione dei cookie: solamente 11 enti su 76 non lo richiedono. Si tratta di Allein, Arvier, Brissogne, Châtillon, Emarèse, Gignod, Gressan, Ollomont, Oyace, Saint-Vincent e Valsavarenche.

Fra questi vi sono enti del tutto disattenti alla problematica, ma altri che invece hanno evidentemente compiuto la scelta di non chiedere l’espressione del consenso ai propri utenti. E richiedono invece il consenso siti del tutto arretrati sugli altri fronti.

L’impressione che se ne trae è che il “terrorismo” messo in atto dopo l’entrata in vigore della GDPR abbia sortito l’effetto di far correre alla “messa in regola” a prescindere dall’effettiva necessità.

Il quadro della situazione

Qui di seguito, vi proponiamo la tabella riepilogativa della situazione di ogni singolo ente. Le crocette stanno a indicare la presenza delle tre tecnologie analizzate.

Entehttpsresponsivecookie
Allein


Antey-Saint-Andréxxx
Aosta

x
Arnad
xx
Arvierxx
Avise

x
Ayasxxx
Aymavilles
xx
Bard
xx
Bionaz

x
Brissogne


Brussonxxx
Challand-Saint-Anselmexxx
Challand-Saint-Victorxxx
Chambave
xx
Chamois
xx
Champdepraz
xx
Champorcher
xx
Charvensodxxx
Châtillon
x
Cogne
xx
Consiglio Valle
xx
Courmayeurxxx
Donnas 
xx
Doues 


Emarèse
x
Etroubles

x
Fénis
xx
Fontainemore
xx
Gaby
xx
Gignod


Gressan


Gressoney-La-Trinité
xx
Gressoney-Saint-Jean
xx
Hône
xx
Introdxxx
Issime
xx
Issogne
xx
Jovençanxxx
La Magdeleinexxx
La Salle
xx
La Thuile
xx
Lillianes
xx
Montjovet
xx
Morgex
xx
Nus
xx
Ollomont


Oyace


Perloz
xx
Polleinxxx
Pontboset
xx
Pontey
xx
Pont-Saint-Martin
xx
Pré-Saint-Didier

x
Quartxxx
Regione autonoma Valle d’Aostax
x
Rhêmes-Notre-Dame
xx
Rhêmes-Saint-Georges
xx
Roisan

x
Saint-Christophe

x
Saint-Denis
xx
Saint-Marcel
xx
Saint-Nicolas

x
Saint-Oyen

x
Saint-Pierrexxx
Saint-Rhémy-en-Bosses

x
Saint-Vincent


Sarre

x
Torgnon

x
Valgrisenchexxx
Valpelline

x
Valsavarenche
x
Valtournenchex
x
Verrayes


Verrès
xx
Villeneuve
x




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