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Aps: il CdA restituisce i premi 2018 ma se li attribuisce per il 2020

Nel pomeriggio di mercoledì 8 gennaio 2020, la quarta e la quinta Commissione del Consiglio comunale di Aosta hanno audito i membri del Consiglio di Amministrazione della società in house Aps, dando seguito all’approvazione della mozione, in occasione dell’adunanza del 19 dicembre 2019, per mezzo della quale i consiglieri impegnavano a «richiedere la restituzione di quanto percepito dai membri del C.d.A. di A.P.S. a titolo di “indennità di risultato” per il 2018, previa verifica, da effettuarsi entro il 31 dicembre 2019 con comunicazione dei risultati a tutti i consiglieri, dell’eventuale esistenza di un atto valido precedente di autorizzazione della stessa indennità; convocare il C.d.A. di A.P.S. in Commissione (IV e V congiunte) a fornire, se esistenti, elementi di giustificazione di quanto esposto [ovvero del fatto che Aps abbia sostenuto le spese per consentire al vicepresidente di conseguire un master di secondo livello all’Università di Ferrara, n.d.r. ] entro il 10 gennaio 2020. Disporre la trasmissione di ogni documentazione utile alla Procura contabile in merito a ciò che, alla luce di quanto anzidetto, appare oggi un indebito esborso di denaro pubblico, entro il 15 gennaio 2020».

Le spiegazioni di Franco

Il presidente del CdA di Aps, Antonio Carlo Franco, ha lungamente preso la parola: non solamente per dare risposta ai quesiti della mozione, ma per illustrare tutte le criticità riscontrate sin dall’avvio del mandato (nell’agosto 2018) e le soluzioni adottate.

Ha dunque fatto presente che, nel giro di poco tempo, Aps ha perso due figure storiche: il direttore generale e il responsabile del personale. Due figure che non hanno trasferito le proprie competenze in maniera adeguata ai due dirigenti che sono stati chiamati a sostituirle, uno dei quali già presente in azienda e il secondo di fresco arrivo. In questo modo (peraltro anche dando seguito al preciso mandato del socio Comune, che desiderava un Cda più fattivamente impegnato nella gestione) in componenti del Consiglio d’Amministrazione si sono trovati a svolgere ruoli operativi.

Tutto ciò ha generato significativi risparmi economici (ante il corso per il direttore generale, il responsabile del personale e il CdA era di 241mila euro annui; post è passato a 80mila, 65mila dei quali corrisposti ai componenti del CdA) ma anche un maggior costo di 231mila euro per i prepensionamenti.

Il CdA ha dovuto riassorbire i sette dipendenti precedentemente impegnati nella gestione del patrimonio Erp (passato ad Arer) e ridurre da 11 a sette i farmacisti ingaggiati per la farmacia comunale posizionata alla Gros Cidac. Ha dovuto far fronte agli aumenti nel corso delle cremazioni dovute al cambio del responsabile (senza che il precedente gli avesse trasmesso i propri “trucchi del mestiere”) e sta verificando la possibilità di far approvare una legge regionale che consenta la rimozione dello zinco prima della cremazione delle salme estumulate. Ha verificato che il personale non percepiva premi di risultato dal 2012 (anche perché i Bilanci non concedevano margini in tal senso).

Franco ha anche illustrato i dati economici della gestione, dai quali risulta una flessione nei ricavi ma una contestuale flessione dei costi, tali da far ritenere che il Bilancio 2018 sarà in utile, proseguendo il trend che aveva fatto approvare il attivo il Bilancio 2018. Le maggiori criticità si riscontrano nei parcheggi (in particola il De la Ville, largamente sotto-utilizzato a causa della vicinanza con il piazzale della cabinovia di Pila, ad accesso gratuito) e nelle affissioni (che patiscono la concorrenza della pubblicità digital e social).

Sulla questione premi, che era quella centrale, Franco ha detto che vi era la possibilità (sulla base dei calcoli del fattore Q) di eroga 56mila euro di premi ai dipendenti. Si è deciso (visto che bisogna ragionare nell’ambito di un triennio di lavoro) di erogarne 30mila. E, invece di corrispondente 375 euro a ogni dipendente in busta paga, si è deciso di erogarli come welfare aziendale e corrisponderli sotto forma di voucher, gestiti con la società Edenred. In questo modo, ha specificato, la somma non ha subito le decurtazioni d’imposta.

Per quanto riguarda il fatto che siano stati corrisposti i premi anche ai componenti del CdA, ha spiegato essersi trattato di un errore. Infatti non si erano avveduti che la delibera autorizzava il pagamento dei premi 2018 solamente ai componenti del vecchio CdA e non del nuovo. Però, il 31 dicembre 2019, Il CdA ha adottato una delibera con la quale impegna i suoi componenti alla restituzione delle somme percepite. I premi 2019 non sono stati erogati perché mancava la delibera autorizzativa ma – ha precisato – quelli del 2020 lo saranno perché la delibera è stata adottata. Del resto è un peccato che «Tutti gli sforzi che abbiamo fatto per la gestione dell’Azienda non siano stati riconosciuti da un premio».

Le spiegazioni di Barillà

Antonella Barillà (che di Aps è vicepresidente, mentre Marco Calchera è consigliere) era in Aps anche con il CdA precedente.

Ha posto l’accento sul fatto che, per valorizzare la componente a km zero del voucher, è stato espressamente chiesto all’erogatore dei voucher di convenzionarsi con strutture valdostane, segnalate dai dipendenti come di loro interesse.

Hai poi sottolineato l’attenzione per il benessere dei dipendenti e per la loro formazione, evidenziando l’adesione dell’azienda al tavolo nazionale per le politiche di conciliazione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e la presentazione del progetto Oasi (organizzazione accoglienze solidale inclusiva) per cercare di portare avanti politiche di conciliazione, di flessibilità, di sperimentazione del telelavoro e dello smart working.

Quando si è trattato di affrontare la questione del master, ha annunciato che non avrebbe parlato liberamente bensì dato lettura di un testo. Cogliendo la proposta formulata dal presidente della Commissione, Luca Lotto, ha chiesto che la restante parte dell’audizione fosse secretata.

Al termine della parte secretata, il tempo a disposizione era terminato.

L’audizione con i dirigenti

La sola quinta Commissione consiliare avrebbe dovuto procedere i lavori con l’audizione dei dirigenti della stessa società. È stata aggiornata a mercoledì 15 gennaio 2020 e saranno convocati separatamente, senza la presenza dei componenti del CdA.

Il commento politico

Il consigliere Étienne Andrione commenta l’audizione in questi termini: «Si è provato, come sostenevamo, che – per colpa peraltro interamente del sindaco, che evidentemente firma qualunque cosa – l’indennità di risultato versata agli amministratori del CdA di A.P.S. era illegittima e dovrà essere restituita. Aspettiamo invece di leggere la memoria del membro del CdA cui è stato pagato un master per decidere le azioni da intraprendere (fatta salva ovviamente la trasmissione alla procura contabile disposta con delibera di Consiglio)».

Il consigliere Pietro Verducci ha ribadito l’urgenza e la necessità di trasmettere il fascicolo con «tutti questi errori e sviste» segnalati dal presidente Franco alla Corte dei Conti, affinché possa effettuare le proprie valutazioni.

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