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Nasce VdA Libra

Nel pomeriggio di venerdì 10 gennaio – data di insediamento del primo Consiglio Valle – si è svolta la conferenza stampa di presentazione di VdA Libra, il movimento al quale hanno dato vita i fuoriusciti da Mouv’: Roberto Cognetta, Stefano Ferrero, Mauro Caniggia Nicolotti, Tania Piras, Manuel Voulaz. Ma è aperto a tutti, tranne a coloro che hanno pendenze con la giustizia.

Sono stati illustrati gli otto punti caratterizzanti:

  • Siamo riformatori – vogliamo cambiare completamente il sistema Valle d’Aosta promuovendo prospettive diverse per affrontare il futuro. Ciò non solo con l’obiettivo di risolvere i problemi contingenti ma anche nell’ottica di uno sviluppo sostenibile rispetto a quello degenerativo attuale
  • Buonsenso e onestà – due parole precise che ci hanno sempre guidati e che continueranno a farlo sempre. Capire i problemi e cercare di risolverli al meglio senza mai prescindere da un codice etico improntato sull’onestà
  • Diritto alla felicità – alla base di tutto il benessere collettivo non solo garantendo ma soddisfacendo le esigenze primarie della comunità: salute, casa, lavoro, tutela del territorio, acqua, famiglie, anziani, istruzione e sicurezza pubblica
  • Efficienza e anima del territorio – la prima risorsa valdostana è il turismo; va ottimizzato, migliorato, potenziato e va abbinato un piano di trasporti funzionale e accessibile. Sburocratizzazione, trasparenza e incentivi all’imprenditoria
  • Essere comunità – indispensabile ricostruire un senso comunitario intorno alla capacità di autogoverno e di benessere collettivo. Se non condividiamo insieme la coscienza di essere una Comunità, quindi un modo di definirci e di riconoscerci, rischiamo non solo di perdere la nostra autonomia ma anche di non capire le sfide che ci attendono e le modalità di affrontarle
  • Siamo tutti valdostani: – basta! Le patenti di “valdostanità” non esistono. Tutti gli abitanti della regione sono valdostani e uguali. Smettiamo di credere e utilizzare quelle classificazioni che vorrebbero dividerci tutti in valdostani di souche (di origine) e di adoption (di adozione). Al di là delle diverse provenienze o delle origini etniche, siamo tutti uguali e siamo tutti valdostani in quanto abitanti della Valle d’Aosta
  • Siamo tutti per l’autonomia – rispetto. I valori dell’autonomia e dello Statuto speciale appartengono a tutti quanti: abbandoniamo, dunque, le definizioni politiche e divisive tra autonomisti e… altro. Le patenti di autonomista non esistono. Il terreno di scontro politico in Valle d’Aosta deve vertere esclusivamente sulle modalità di interpretare e attuare concretamente al meglio le potenzialità dell’autonomia amministrativa, sfruttandone le risorse. Con lo Stato, invece, l’autonomia va difesa e va richiesto un rafforzamento e un incremento della stessa
  • Il francese è di tutti e non un ostacolo – attenzione: la francofonia è stata nel tempo quasi svilita e va recuperata e valorizzata. Essa non deve essere più uno strumento divisivo e politicizzato come è successo fino a oggi, utilizzato solo come prova di sbarramento nei concorsi, ma un patrimonio che appartiene a tutti noi e che dobbiamo sfruttare ribaltando completamente la visione che essa sia un ostacolo o, addirittura, qualcosa da combattere.

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