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Villeneuve: dal 17 gennaio 2020 si riduce la zona rossa

Nella serata di giovedì 16 gennaio 2020, nella sala consiliare di Villeneuve, si è svolto il secondo incontro con la popolazione colpita dalla frana del 27 dicembre 2019 e di Capodanno.

L’incontro è stato aperto dal sindaco Bruno Jocallaz, che ha segnalato che il Municipio è diventato punto di raccolta della corrispondenza destinata agli evacuati. Ha aggiunto che la Centrale unica del soccorso ha attivato un servizio di supporto psicologico alle persone evacuate. Ha annunciato l’apertura di conto corrente per la raccolta solidale di fondi de devolvere agli evacuati. L’Iban sarà reso noto a breve. Infine, di comune accordo con le persone interessate, è stato deciso che il servizio di accompagnamento degli abitanti della zona rossa nelle loro abitazioni, dal 17 gennaio, sarà effettuato in orario serale, dalle ore 17.30 alle 19.30, grazie al supporto offerto dal Distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari.

Autorizzati i primi rientri

Il geologo della Regione autonoma Valle d’Aosta Davide Bertolo ha annunciato la ridefinizione della zona evacuata: è stata effettuata una simulazione di caduta massi con software  appositi e collaudati dalla comunità scientifica. In seguito saranno effettuate le simulazioni inserendo le opere di protezione. La simulazione effettuata è coerente con la perimetrazione della zona rossa ma ha permesso di escludere alcune zone. Si è deciso di rendere nuovamente abitabili alcune abitazioni immediatamente adiacenti la chiesa parrocchiale. Il rapporto sarà consegnato venerdì mattina e, dopo il tempo per realizzare l’ordinanza, gli abitanti potranno rientrare nelle case ritenute sicure. 

È tuttavia possibile – ha specificato il geologo Alessandro Bellini – che, al momento del disgaggio, fra circa tre settimane, possa esserci un abbassamento della soglia di sicurezza, le cui conseguenze saranno valutate al momento opportuno. Non si esclude quindi che possa essere disposta una nuova evacuazione precauzionale, ma solamente per alcune ore nel corso delle giornate necessarie. 

L’avanzamento dei lavori di messa in sicurezza

Bellini ha comunicato che i lavori stanno procedendo celermente anche grazie all’impegno della ditta incaricata. A breve potrà essere effettuato un disaggio di alleggerimento della zona a monte della nicchia di distacco. Questo perché l’ammasso roccioso non si può stabilizzare in modo efficace, essendo profondamente alterato. Poi si potrà rimuovere tutto il materiale terroso, per mettere in evidenza la roccia sottostante e valutare se sia in condizioni stabili o instabili e definire gli interventi attivi da eseguire. La barriera di sacrificio che sarà montata, conterrà il materiale che dovesse scivolare a valle. 

L’ingegner Paolo Gachet ha spiegato che è stata effettuata una chiodatura per contenere la placca già staccata, ubicata dietro una barriera già colpita. Si è trattato anche di un test per capire se vi siano ulteriori fessurazioni, che non sono state riscontrate. Poi sono state effettuate perforazioni sulla porzione sottostante. La barriera è già arrivata ed è depositata nel piazzale del campo sportivo. Le perforazioni per piazzarla (su una lunghezza di 130 metri) sono state completate. Il ragno sta già lavorando alla barriera bassa. Saranno gettati i plinti con l’elicottero ed entro due settimane, meteo permettendo, la barriera da 50 metri sarà montata. Gachet si è esposto dicendo che ritiene di confermare il completamento delle opere a metà marzo, a condizione che le condizioni meteo non siano troppo penalizzanti e che il disgaggio della parte superiore non presenti criticità attualmente non prevedibili. La seconda barriera sarà lunga 80 metri. 

Bellini ha ripreso la parola per spiegare che la dimensione delle barriere è stata definita grazie a simulazioni di crollo. La barriera di sacrificio può contenere blocchi sino a 6,7 metri cubi.
Ha specificato che le chiodature non devono essere interpretate come una misura di assoluta sicurezza poiché non si ha la certezza che l’ancoraggio sia su materiale solido.

Oltre l’emergenza

Bertolo ha spiegato che, dopo questa prima fase urgente, dovranno essere controllati anche i settori limitrofi, poiché le infiltrazioni d’acqua possono aver compromesso anche altre zone rocciose. In particolare si sta pensando di andare a coprire il canale Cva. Si stanno già acquisendo dati per analizzare la situazione. 

Il risarcimento dei danni?

Rispetto al risarcimento dei danni subiti, il sindaco ha spiegato che l’intenzione è di convocare una riunione specifica con le persone interessate, quando l’Amministrazione sarà in possesso di tutte le informazioni per fornire indicazioni precise.

Pio Porretta, coordinatore del Dipartimento di Protezione civile e Vigili del Fuoco della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha spiegato che – nella prima fase di un evento critico – ci si concentra sugli aspetti dell’evacuazione. Poi bisogna capire quali sono le risorse da mettere a Bilancio per far fronte alla fase di emergenza. Poi la Protezione civile può avviare l’istruttoria sul fenomeno, al termine della quale si valuta se ci sono i parametri per l’emissione di un decreto di calamità naturale da parte della Prefettura, grazie al quale accedere alle risorse della legge sulla Protezione civile. Ha specificato che, comunque, non coprirebbero i danni per intero. E ha aggiunto che l’evento di Villeneuve non ha le caratteristiche di gravità necessarie per accedere ai fondi statali. 

Rispondendo a specifico quesito, è stato specificato che se invece vi fossero ulteriori danni generati nel corso dell’effettuazione degli interventi di messa in sicurezza e da essi derivanti, saranno le polizze assicurative a farsi carico dei risarcimenti riconosciuti.

20200116 Villeneuve Pubblico
Il pubblico presente all’incontro con la popolazione di Villeneuve di giovedì 16 gennaio 2020

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