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Foa racconta il Ghetto di Roma a Pont-St-Martin

Giovedì 30 gennaio 2020, alle ore 21, la Commissione di gestione della Biblioteca Monsignor Giuseppe Capra di Pont-Saint-Martin organizza, in occasione della Giornata della Memoria, un incontro-dibattito con lo storico Anna Foa dal titolo Frammenti di memoria dal ghetto di Roma.

Foa ha insegnato Storia moderna all’Università Sapienza di Roma ed è una fra le massime esperte di storia degli ebrei e Shoah. Tra le sue ultime pubblicazioni, si ricordano Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento (2009), Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ‘43 (2013), La famiglia F. (2018), Andare per i luoghi di confino (2018).

Il Ghetto di Roma e il rastrellamento del 16 ottobre del 1943 sono un emblema, nel suo “piccolo”, di quella che è stata la Shoah in Italia: una caccia spietata che non risparmiò le donne e i bambini, gli anziani e i malati, gli adulti di ogni età e condizione, tutti strappati alle loro case e alle loro vite per odio infame. Il ricordo di chi non fece ritorno e di chi tornò profondamente cambiato non si esaurisce ovviamente con il racconto di quanto accadde nel Ghetto di Roma, ma partire da quegli eventi consentirà al pubblico presente in sala di richiamare una tragica lezione di storia alla conoscenza e alla riflessione affinché nel dialogo cresca la consapevolezza del bene comune. La nostra epoca, del resto, appare dominata da un uomo che, come ha scritto il teologo tedesco Metz, non ha bisogno di ricordare perché non è minacciato da alcuna dimenticanza, ma non basta che un fatto sia accaduto perché diventi patrimonio acquisito, è necessario che la memoria cogliendolo, rileggendolo e reinterpretandolo lo sottragga all’oblio e al non senso.

Ricordare oggi appare ai più come l’incapacità di liberarsi dal proprio passato, come del resto evidenziano le tante “commemorazioni” sempre più deserte. Il 30 gennaio, invece, con la serata dedicata al Ghetto di Roma la Biblioteca di Pont-Saint-Martin non intende fare qualcosa per dovere ma desidera che, attraverso le parole di Foa, ciascuno possa lasciarsi interpellare in profondità, sentire la propria responsabilità, perché se non si ricorda ciò che accadde agli Ebrei in quella che è stata l’epifania del male, se non ci si lascia abitare da quell’evento non si può provare orrore per ciò che può di nuovo accadere.

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