fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Polemica fra Rini e Uv dopo il decreto ingiuntivo

A Emily Rini, presidente del Consiglio Valle e coordinatore di Forza Italia in Valle d’Aosta, è stato notificato un decreto ingiuntivo per il pagamento a Union valdôtaine di circa 10mila euro.

Si tratta del saldo di debiti pregressi, quando Rini era iscritta all’Uv (movimento che ha lasciato nel giugno 2018).

«È un procedimento che abbiamo avviato a ottobre/novembre ed è relativo a crediti che il movimento ha dalla scorsa legislatura, per i quali Rini si era impegnata a sistemare la sua posizione, davanti ad un notaio, prima della sua candidatura alle regionali 2018», spiega il presidente di Union valdôtaine, Erik Lavevaz.

«Ho sempre onorato i miei impegni con l’Union Valdôtaine e, proprio nel maggio scorso, avevo risposto al movimento dichiarando che intendevo continuare a farlo, versando già all’epoca una quota. A seguito del procedimento della Corte dei Conti mi sono però ritrovata ad avere il mio conto corrente e tutti i miei beni bloccati e quindi non utilizzabili – spiega Rini -. Tale procedimento è nato da un voto che avevo espresso in Consiglio regionale in quanto unionista, per questo avevo chiesto la cortesia di attendere la definizione del giudizio. Proprio per questo pensavo di meritare un po’ più di rispetto dal movimento, che ho sempre rispettato, anche nel momento in cui ne sono fuoriuscita».

Rini prosegue: «Negli anni in cui ho rappresentato l’UV in Consiglio regionale, ho versato oltre 100 mila euro nelle sue casse, oltre alle spese per le campagne elettorali. A questo punto, mi piacerebbe sapere se questo provvedimento sia stato recapitato soltanto a me o anche agli altri colleghi attuali e delle scorse legislature – eletti nelle fila dell’UV – che non versano o che non hanno versato regolarmente al movimento. Per ulteriore chiarezza, occorre sottolineare che stiamo parlando di versamenti su base volontaria. Inoltre, sarebbe interessante sapere come mai tra i contributori dell’UV – come si può facilmente verificare in rete – risultino presidenti e amministratori nominati nelle società partecipate regionali, circostanza probabilmente lecita ma quantomeno inopportuna e anomala».

Rini conclude affermando che «Quella che ho subito è un’operazione squallida, che sa tanto di ritorsione per le scelte politiche che ho fatto. Ma, fortunatamente, sono una persona libera, senza scheletri nell’armadio e non ho paura di questi metodi, che ricordano tanto tristi realtà. Si metta il cuore in pace, chi pensava di mettermi così il bavaglio, perché semmai mi ha fornito un megafono. Comunque stiano tranquilli, coloro che hanno ordito questa bassezza, perché – come sempre – onorerò gli impegni presi».

«Nessuna ritorsione o cose del genere – replica Lavevaz –: un atto dovuto che sarebbe andato avanti ovviamente a prescindere dalle scelte personali fatte. L’accordo sottoscritto nel maggio scorso era un’eccezione che era stata concesso solo a Rini (altri avevano una parte dello stipendio bloccato ma hanno onorato gli impegni) per venirle incontro a seguito delle note vicende della Corte dei conti, e quindi non si è preteso che la posizione venisse messa apposto prima della candidatura, come prevede il nostro statuto… ma si è accettato in via eccezionale un impegno a saldare il debito in seguito (appunto con accordo davanti al notaio). Ora sono passati quasi due anni, abbiamo tentato la via bonaria, con proposta di rateizzazioni, senza risultato e quindi abbiamo deciso che, a questo punto, era un preciso dovere del Comité far valere i diritti del movimento per via formale, per rispetto del movimento stesso e di tutti i suoi iscritti e amministratori che onorano gli impegni assunti. Spiace comunque che questa vicenda esca ora, in un momento delicato della politica valdostana».

Sulle date, Rini precisa che il provvedimento è del 3 dicembre e commenta: «una data molto vicina a quella della mia presa di posizione nei confronti della maggioranza».

Le spiegazioni di Uv

A 24 ore di distanza, Union valdôtaine ha diramato una nota pre precisare la propria posizione nei confronti di Emily Rini, ritenendo che si rendano necessarie: «a seguito delle dichiarazioni di Emily Rini».

Uv ribadisce innanzitutto che il procedimento era stato avviato nell’autunno scorso e dunque le coincidenze temporali sono casuali.

«Si vuole anche sottolineare che […] non intendiamo ricevere lezioni di etica politica, da chi non è un esempio di coerenza, e soprattutto da chi, parlando di operazione squallida, dovrebbe ricordarsi che, dopo aver usato il nostro Movimento per essere eletta per la terza volta, ha pensato bene di abbandonare l’Union Valdôtaine, prima ancora della convalida della sua elezione. Peraltro Movimento il nostro che, notoriamente, prevedeva già nel suo statuto il limite dei 3 mandati».

Uv aggiunge di apprendere dalla stampa della «buona volontà della sig.ra Rini di saldare quanto dovuto, quindi speriamo che anche rispetto agli impegni assunti per la presente legislatura l’interessata verserà gli importi che si è impegnata a riconoscere al Movimento all’atto della sua candidatura, senza costringere l’Union Valdôtaine ad ulteriori azioni legali. Rassicuriamo inoltre l’interessata che le posizioni debitorie di altri eletti sono al vaglio del nostro legale, in base ai titoli in nostro possesso, ma che la posizione oggetto del presente provvedimento è del tutto eccezionale e senza precedenti».

Per quanto riguarda i riferimenti ai contributi volontari versati al Movimento da amministratori di società, Uv scrive: «innanzi tutto non si capisce quale sia il nesso con l’oggetto in questione, essendo nomine di competenza del Governo Regionale, che devono essere fatte nel rispetto della normativa vigente indicando persone che hanno i requisiti previsti, sulle quali il movimento non ha mai interferito e delle quali non si è mai neanche parlato nel Comité Fédéral. A differenza dei candidati alle elezioni regionali, che sottoscrivono un impegno formale a contribuire al sostentamento del movimento, per le altre cariche assunte da iscritti all’Union Valdôtaine che prevedono un’indennità, questo rimane tuttavia un obbligo morale stabilito dall’articolo 9 e dall’articolo 27 del nostro statuto, articoli che la sig.ra Rini sicuramente conosce, essendo stata tanti anni nella famiglia Unionista.
Qualcuno può forse essere stupito dal fatto che ci sia qualche iscritto al proprio movimento che crede nei principi dello stesso e che onora i propri impegni, e non usa lo stesso esclusivamente come un comitato elettorale. Fortunatamente nell’Union Valdôtaine, come in tutti gli altri movimenti, esiste anche questo
».

Rini annuncia un video

A commento del post dedicato all’articolo, sulla pagina Facebook di bobine.tv, Emily Rini annuncia: «a breve pubblicherò sul mio profilo un video, con documenti alla mano per rispondere a questa marea di falsità e cattiveria. L’Union che da lezioni di etica e morale fa abbastanza sorridere. È partita la macchina del fango, ma questi tristi e noti metodi non mi fanno paura».

© 2020 All rights reserved.