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VdA inattiva nelle risorse per Smart&Start

Smart & Start è uno strumento agevolativo istituito, nel 2006, dallo Stato per sostenere e aiutare a crescere le startup innovative ad alto contenuto tecnologico iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese.

La Corte di Conti ha condotto un’indagine per verificare l’analisi dei flussi finanziari a carico del bilancio statale e lo stato di attuazione del programma in relazione agli obiettivi previsti.

In particolare, la startup deve avere almeno una fra le seguenti caratteristiche: essere tecnologica e innovativa; sviluppare prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale; valorizzare i risultati della ricerca pubblica e privata dal punto di vista economico.

Le imprese devono essere di piccole dimensioni e costituite da non più di 60 mesi; il valore della produzione annua non può essere superiore a 5 milioni; le imprese medesime devono avere almeno un terzo del personale munito di dottorato con una esperienza pluriennale di ricerca oppure due terzi del personale in possesso di laurea magistrale.

Dal punto di vista economico, le startup, al loro interno, devono sostenere i costi per la ricerca e lo sviluppo pari, almeno, al 15% del maggior valore tra costo e valore della produzione e, inoltre, essere dotate di una privativa industriale relativamente all’oggetto sociale e all’attività di impresa. È, altresì, possibile richiedere le agevolazioni anche se la società è in corso di costituzione.

Possono ottenere gli aiuti anche le imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano.

Il progetto finanzia programmi di spesa di importo tra 100 mila e 1,5 milioni di euro e i fondi ottenuti possono essere utilizzati per acquistare beni di investimento e sostenere costi di gestione. Stipulato il contratto di finanziamento, la startup deve procedere con gli investimenti entro 24 mesi.

L’agevolazione prevista consiste in un finanziamento senza interessi, della durata massima di 8 anni ed è pari al 70% delle spese ammissibili. L’importo finanziabile sale all’80% nel caso in cui la società sia composta da sole donne, da under 36 o se è socio un esperto con titolo di dottore di ricerca, impegnato in tale attività in modo stabile e non abbia conseguito il dottorato da più di 6 anni. Il rimborso inizia dopo 12 mesi a partire dall’ultima quota di finanziamento ricevuta.

Nel caso in cui a richiedere il finanziamento siano startup costituite da non più di 12 mesi, queste possono usufruire di servizi di tutoraggio.

L’apertura dello sportello telematico era avvenuta il 16 febbraio 2015. Al 30 giugno 2019 la dotazione complessiva della misura è stata pari a
274.886.667,10 euro. Il valore complessivo delle agevolazioni richieste è stato di 1.177.862.890,58 euro, comprensivo di tutoraggio (laddove previsto).

Dalla Valle d’Aosta sono arrivate tre domande (per un totale di 2.907.573,00 euro di finanziamento richiesto), ma una sola è stata ammessa a finanziamento. Aveva richiesto 981.900,00 euro e ne ha ottenuti 400.904,01. Non era stato richiesto il tutoring.

La Valle d’Aosta, il Molise, il Trentino-Alto Adige e l’Umbria sono le regioni che, afferma la Corte dei Conti nella propria relazione «appaiono le più inattive».

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