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Consiglio comunale a Saint-Vincent il 27 gennaio 2020

Il Consiglio comunale di Saint-Vincent si è riunito lunedì 27 gennaio 2020.

I lavori si sono aperti con le comunicazioni del presidente del Consiglio e del sindaco. Paolo Ciambi ha richiamato i consiglieri all’osservanza del Regolamento. Ha segnalato che ci sono svariate circostanze che potrebbero portare al commissariamento del Comune. Ricordando lo striscione affisso subito dopo il Consiglio precedente, ha precisato che nessuno, nell’Assemblea, è permeato da ideologie neofasciste. Ha concluso segnalando che gli inquirenti hanno indicato che sarà difficile risalire ai responsabili del gesto.

Chieste le dimissioni di Ciambi

Il consigliere Ruggero Meneghetti (Stella alpina) ha chiesto l’iscrizione di due risoluzioni e un’interpellanza con carattere di urgenza. Ciambi ha spiegato che, a termini di Regolamento, sono iscrivibili risoluzioni solo per temi di carattere generale, mentre quelle presentate erano invece specifiche. Per quanto riguarda l’interpellanza (dedicata al futuro dello stabilimento termale), ha detto che non ne era consentita l’iscrizione in occasione del Consiglio dedicato al Bilancio.

Il consigliere Meneghetti ha replicato che, se le risoluzioni non fossero state trattate, la minoranza avrebbe abbandonato l’aula, facendo mancare il numero legale. Il sindaco ha risposto che le regole devono essere rispettate. Dopo consultazione, il segretario comunale ha spiegato che la risoluzione sulla non prosecuzione del progetto Sprar sarebbe stata tema rientrante nel Bilancio e quindi non compatibile. «Non c’è problema – le ha risposto Meneghetti – perché il Bilancio non sarà votato».

Meneghetti ha introdotto i temi delle risoluzioni per giustificarne l’urgenza: la prima prendeva spunto da una delibera della Giunta appena pubblicata e mirava a impegnare la Giunta a non dar corso a ulteriori periodi di Sprar dopo la chiusura del progetto in essere, che cessa il 30 giungo 2020; la seconda risoluzione (firmata da nove consiglieri, dunque la maggioranza del Consiglio) entrava nel merito del comportamento del presidente, verso il quale si intendeva esprime sfiducia.

L’assessore Rollandin ha suggerito di sospendere i lavori per decidere nel merito.

Alla ripresa, il presidente Ciambi ha annunciato che all’interpellanza sarà data risposta scritta, che la risoluzione sullo Sprar avrebbe richiesto cinque giorni di anticipo per essere iscritta come mozione e che quella sulla sfiducia al presidente del Consiglio era stata ritenuta inammissibile.
«Ci ha dato dei fascisti e non se ne va? », gli ha chiesto la consigliere Giacinta Merlin, appellandosi al sindaco: «Ciambi ha avuto un comportamento vergognoso nei nostri confronti e noi non ci fidiamo più di lui: si deve dimettere». Il riferimento era alla nota diffusa da Ciambi a seguito del rinvio della cancellazione della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Ciambi le ha chiesto di citare fonti a supporto delle sue accuse. Nella discussione si è inserito Meneghetti dicendogli: «Lei è inadeguato e non tutela il Consiglio ma solamente se stesso» e gli ha ricordato che era stato eletto all’unanimità.

La posizione della maggioranza non è cambiata ed è stata allora la minoranza a richiedere una sospensione. Alla ripresa, nonostante fosse stata data la disponibilità a discutere la risoluzione sullo Sprar, il consigliere Maurizio Castiglioni ha detto: «L’aspetto che più emerge da questa triste vicenda è che non è stato concesso un dibattito democratico su una vicenda che ha colpito la nostra comunità per l’effetto amplificatore della stampa e dei social rispetto alla dichiarazione del presidente. Questa sera era il luogo adatto per discutere la vicenda e questa prevaricazione non può passare sotto silenzio. O c’è un ripensamento da parte vostra o non ci sono le condizioni per proseguire i lavori».
Il sindaco Mario Borgio ha provato a dire di non ritenere la nota di Ciambi offensiva ma i consiglieri si sono alzati e hanno lasciato l’aula. «La leggerezza la fate voi a rimanere seduti lì come se niente fosse», ha detto il consigliere Lucia Riva. E il consigliere Francesco Favre ha chiesto che si chiudesse il Consiglio e che la maggioranza non proseguisse «con un comizio, per 45 minuti, come la volta scorsa».

La consigliere Antonella Lucchese ha nuovamente proposto che i gettoni di presenza per la seduta non siano riscossi dai consiglieri.

Cosa non si è discusso

Sono dunque rinviati ad altra seduta: la presa d’atto delle dimissioni dell’assessore ai Lavori pubblici e Ambiente; il disconoscimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini; l’approvazione delle aliquote delle imposte comunali Imu e Tari; la determinazione delle tariffe dell’imposta di soggiorno, dell’addizionale comunale all’Irpef, della Tosap, dell’imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni; le determinazioni in merito alle tariffe del servizio idrico integrato; la determinazione delle tariffe e del grado di copertura per i servizi a domanda individuale; le tariffe per l’utilizzo del Palais Saint-Vincent e del Centro congressi comunale e applicate quelle per i parcheggi pubblici a pagamento; la verifica della quantità e qualità delle aree fabbricabili da destinarsi a residenza, ad attività produttive e terziare per l’anno 2020; le indennità di funzione e i gettoni di presenza degli amministratori comunali; la comunicazione sull’attività svolta nel 2019 dalla Biblioteca comunale e posto in approvazione il programma per il 2020; la nota di aggiornamento al documento unico di programmazione e il bilancio di previsione 2020/2022; il riconoscimento di un debito fuori bilancio relativo a bollette energia e gas dell’anno 2019; la presa d’atto di un prelievo dal fondo di riserva effettuato con delibera della Giunta; la modifica di una scheda della convenzione con l’Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin per l’esercizio associato di funzioni comunali nell’anno anno 2019 e approvare la convenzione per il 2020; la verifica degli equilibri funzionali del Piano edilizio generale comunale per l’anno 2019; l’approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.

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