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Connection Europe: una rete per l’immigrazione clandestina

I vertici di un’articolata organizzazione criminale internazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati arrestati al termine di un’attività investigativa condotta dalla Squadra mobile della Questura di Aosta e del Servizio centrale operativo, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino (sostituto procuratore Valerio Longi).

È stato dunque emesso un ordine di arresto nei confronti di sei cittadini iracheni, ritenuti appartenere a un sodalizio capace di gestire flussi di clandestini provenienti dal Medio Oriente attraverso la rotta migratoria del Mediterraneo orientale.

Le indagini sono state avviate a inizio 2019, a seguito dell’arresto di alcuni passeur effettuati dalla Polizia di frontiera.

La indagini hanno portato a individuare i vertici italiano dell’organizzazione e a svelarne il modus operandi. Il gruppo, in contatto con soggetti in Medio Oriente, organizzava la partenza di stranieri privi della regolare documentazione ma intenzionati a raggiungere l’Europa, fornendo loro il supporto logistico sino al Paese di destinazione prescelto. Il soggetto avente il ruolo apicale attribuiva a ogni membro dell’organizzazione un compito ben definito: autista dei mezzi utilizzati per gli spostamenti degli immigrati, staffette con la funzione di anticipare i veicoli e segnalare eventuali controllo di Polizia.

Il costo del viaggio era suddiviso per tratte e mutava a seconda delle modalità di percorrenza dell’itinerario: tipologia dei mezzi di trasporti, alloggio temporaneo nelle città di appoggio e transito.

Sono stati documentati numerosi viaggi effettuati verso i Paesi europei non solo varcando i trafori più noti (trafori del Monte Bianco e del Frejus) ma anche utilizzando valichi di frontiera secondari e meno presidiati dalla Polizia.

Nel corso dell’operazione sono state effettuate perquisizioni e sono stati sequestrati numerosi telefoni cellulari con una serie di schede telefoniche di vari Paesi, dispositivi informatici, navigatori, autovetture, documenti e denaro contante (presumibilmente frutto dell’attività illecita).

L’associazione era caratterizzata da una spiccata elasticità e per una particolare capillarità, confermata dal fato che due soggetti sono stati rintracciati in località diverse del Nord Italia (tra Torino e la provincia di Venezia) mentre un terzo era già detenuto (in provincia di Venezia) e altri due si trovavano all’estero.

Estradizione per due accusati

Martedì 27 gennaio 2020, la Questura di Aosta ha annunciato chei due destinatari di ordine di arresto sono risultati essere detenuti all’estero, per la precisione in Francia.

È stato dunque emesso mandato d’arresto europeo e a inizio agosto, al termine della pena che scontano nel carcere francese (sempre per lo stesso reato) saranno consegnati all’autorità giudiziaria italiana.

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