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Il presidente di Aps si ritiene bersaglio di un attacco politico

Si è rivolto a un legale, il presidente del Consiglio di Amministrazione di Aps Carlo Franco, per controdedurre alla mozione approvata dal Consiglio comunale di Aosta il 23 gennaio 2020.

Un’ampia memoria scritta è stata indirizzata al presidente del Consiglio comunale, al sindaco, al vicesindaco, il segretario comunale e all’Ufficio assistenza legale. È stata depositata mercoledì 29 gennaio 2020.

L’avvocato, Davide Rossi, sostiene che «Il Dott. Franco si è trovato nel mezzo di un mirato attacco politico, […] proprio quando la sua governance – e forse proprio a causa di questo – mostrava i risultati concreti della gestione oculata, efficace ed efficiente di questi appena due esercizi in cui è in carica (la nomina risale al 5.08.2018).
Oltre alle critiche sulla gestione della A.P.S. S.p.a. – che negli esercizi 2018 e 2019,
[…] ha visto importanti innovazioni in ambito del controllo di gestione e del controllo analogo, che hanno consentito di chiudere l’anno 2018 con un utile ante imposte di € 99.000,00, e le previsioni per il 2019 indicano un utile ante imposte di circa €. 200.000,00, superando le stesse previsioni del piano organizzativo strategico triennale – gli sono state rivolte anche critiche personali, sull’assunto che egli avrebbe commesso una grave violazione accettando la nomina da Presidente del Consiglio di Amministrazione A.P.S. S.p.a. quando la normativa non lo avrebbe consentito».

Il legale sostiene che l’art. 10, comma 7, del D.lgs. n. 39/2010 non è applicabile nel caso concreto e ne spiega le ragioni giuridiche, aggiungendo che «Nessuna disposizione di legge prevede, invero, come causa di ineleggibilità dell’amministratore l’aver svolto in precedenza attività di revisione per la medesima società. E neppure risulta astrattamente configurabile un simile conflitto: l’unico conflitto sorge nell’ipotesi opposta, ossia se l’amministratore svolgesse anche funzioni di controllo, ma così non è stato».

Conseguentemente l’avvocato di Franco afferma che «La richiesta di revoca della nomina da Presidente del Consiglio di Amministrazione appare, dunque, all’evidenza infondata, e strumentale soltanto a una battaglia politica personale di cui si faticano a comprendere le ragioni». Richiesta di revoca che non figura nella parte impegnativa della versione emendata e approvata della mozione consiliare.

Venendo alla gestione di Aps, il legale sostiene che Franco «ha sempre operato nel rispetto della normativa vigente, eseguendo gli incarichi conferitogli con la serietà e la diligenza professionale che lo contraddistinguono. Le critiche che gli vengono rivolte da taluni consiglieri comunali esulano dalla corretta azione amministrativa cui la pubblica amministrazione dovrebbe ispirarsi, essendo piuttosto il frutto di attacchi personali che minano ingiustamente la sua reputazione professionale».

Con la memoria depositata, Franco ha voluto prendere posizione rispetto a quella che ritiene essere l’«evidente infondatezza, e pretestuosità della mozione presentata da alcuni Consiglieri, provando a ricondurre la questione entro l’alveo della buona amministrazione, che prevede, tra il resto, la tutela del contraddittorio, del diritto di difesa e del legittimo affidamento».

È stato richiesto ai destinatari che provvedano a trasmetterla agli stessi Organi cui è stata inviata “ogni documentazione utile”.

L’avvocato conclude la propria comunicazione indicando che «Verrà svolta ogni utile attività difensiva presso le competenti sedi per dimostrare, se ve ne fosse bisogno, il corretto operato del mio assistito».

Andrione sollecita documentazione

Il consigliere di Aosta Étienne Andrione, fra i proponenti delle mozioni su Aps, non appena preso conoscenza della comunicazione inviata dal legale di Carlo Franco al Comune di Aosta, ha scritto al segretario comunale per sollecitare la consegna di documentazione: «in risposta a iniziativa di cui lo scrivente era un proponente, il Sindaco ha letto in Consiglio un parere del Collegio sindacale di A.P.S. Richiesto di fornirlo al Consiglio, a valutarne i contenuti, ha risposto che si trattava di « bozza » e che avrebbe provveduto a trasmettere copia della versione definitiva a tutti i consiglieri. A oggi, nulla è pervenuto.
Tale mancato invio appare particolarmente imbarazzante, stante che è proprio sulla base di questa risposta che la mozione è stata emendata e poi votata all’unanimità dal Consiglio
».

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