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L’età dell’Oro, di Manuela Lucianaz

Giovedì 30 gennaio 2020, alle ore 17, la Libreria Brivio organizza la presentazione del libro L’età dell’oro – L’âge d’or. Memorie di centenari (o quasi) della Valle d’Aosta di Manuela Lucianaz, con le fotografie di Sara Cuzzocrea.

È una raccolta di biografie che attraversano il Novecento per approdare nel nuovo secolo: trentaquattro storie di lunghe vite di protagonisti – alcuni noti altri meno – della storia valdostana.

Il volume è il risultato di un lungo lavoro dell’autrice Manuela Lucianaz e della fotografa Sara Cuzzocrea, che hanno percorso la Valle d’Aosta alla ricerca delle storie più autentiche, più avventurose e più intense per raccoglierle dalla viva voce dei loro protagonisti, donne e uomini con una lunga vita alle spalle, e restituirle alla collettività attraverso la trascrizione delle loro parole, cercando di regalare al lettore anche il tono colloquiale e confidente degli incontri.

Le fotografie dei volti e delle mani segnati dal tempo e dal lavoro e i particolari delle case, dei ricordi materiali, i ritratti e i paesaggi incorniciati in stampe di epoche molto lontane, arricchiscono ulteriormente questo affresco intimo che Lucianaz ha composto con cura e devozione.

Ci sono storie che raccontano imprese familiari diventate punti di riferimento economici e turistici sul territorio valdostano – per fare solo qualche esempio: il Caffè Artari a Morgex, il bar Sofia a Pila, il Piccolo Emporio e La Chaumière ad Aosta -, storie di un instancabile impegno nella valorizzazione della cultura e delle tradizioni, racconti dei carnevali, dell’onnipresente musica, storie di teatro e di interminabili feste, di pittura e di scultura, di patois e letteratura. Sono raccontate con lucida precisione esperienze lavorative in ambiti che oggi sono profondamente cambiati e di cui vale la pena riscoprire le origini, i mestieri legati alla montagna e all’allevamento, il contrabbando, le prime industrie che si insediano in Valle d’Aosta. 

Non manca la storia della Resistenza rievocata nei suoi momenti più drammatici da molti testimoni che sembrano rivivere la sofferenza e lo strazio del periodo dell’occupazione nazifascista, della deportazione e della prigionia o quella estrema della vita degli operai delle miniere di Saint-Marcel e di Cogne o di quelli impegnati nella costruzione della diga di Valpelline.

Ci sono poi tante storie di emigrazione e di immigrazione, per la guerra, per la fame, per amore. Sono storie di metropoli luminose, di spazi immensi se paragonati ai borghi alpini abbandonati, racconti di fortune e di fallimenti, di fughe, di perdite e di commoventi ritorni.

E ancora, troviamo in questo libro le gioie e il senso della sofferenza di uomini e donne che non hanno mai smesso di mettersi in cammino, di ricominciare dopo le peggiori prove che la vita ha loro riservato senza perdersi d’animo, scoprendo così la forza di una fede semplice e profonda, la bellezza dell’amore e la ricchezza di una famiglia solidale, spesso molto numerosa, di una collettività coesa e attenta ai singoli.

Oggi si dice: “Cose d’altri tempi”, eppure la lettura di queste parole, a volte dure, dolorose, altre volte divertite nel ricordo della bella gioventù, narrazioni semplici e profonde ad un tempo, lascia un senso di calore e di tenero affetto, e nel suono immaginato delle parole di chi oggi non c’è più la tenerezza sembra acuirsi ancora di più per rafforzare quel legame sottile che tiene unita, nel bene e nel male, una intera collettività. 

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