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Consiglio Valle dal 27 gennaio al 3 febbraio 2020

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito in sessione straordinaria e urgente da lunedì 27 gennaio 2020, per discutere un ordine del giorno incentrato sui documenti di bilancio della Regione per il triennio 2020-2022.

In discussione ci sono infatti il documento di economia e finanza regionale e i disegni di legge di stabilità regionale, le sue disposizioni collegate e il bilancio di previsione finanziario.

In apertura, i consiglieri hanno preso atto di due relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti: una sul bilancio di previsione della Regione Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste per gli esercizi finanziari 2018-2020, l’altra sul controllo della legittimità e della regolarità della gestione speciale della Finaosta Spa per il periodo 2013-2017, con specifico riferimento all’indebitamento, ai sensi delle leggi regionali n. 40/2010 e n. 13/2014.

La seduta di lunedì pomeriggio è stata dedicata all’illustrazione dei documenti di bilancio da parte del della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA), del consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) e del presidente della Regione e Assessore alle finanze, Renzo Testolin (UV).

La relazione di Marquis

Il consigliere Pierluigi Marquis ha richiamato la decisione del Consiglio di fine dicembre 2019 di deliberare l’esercizio provvisorio, «non essendovi le condizioni per approvare il bilancio proposto dal Governo, che è stato rinviato all’esame della seconda Commissione con l’intento di ricercare le necessarie condizioni di condivisione. Un percorso inconsueto e sofferto che si è sviluppato in un contesto segnato nella sua fase cruciale da gravi fatti che hanno determinato l’apertura di una crisi politica alla quale non si intravede, al momento, una via di uscita.»

«Il processo di liquefazione della società – ha aggiunto Marquis – si estende anche alla politica nostrana: al Consiglio regionale, interessato dalla crescita del numero dei gruppi consiliari, è richiesto un impegno collettivo, improntato alla responsabilità, all’unione delle forze, alla ricerca di sintesi politiche sui numerosi problemi da affrontare, altrimenti prevarrà lo spirito di rivalsa e la litigiosità che non portano nulla di buono ai cittadini per i quali si deve lavorare. In questi giorni di Consiglio è auspicabile si sviluppi un dialogo e un confronto costruttivo sia per discutere e approvare il bilancio, sia per eventualmente risolvere la crisi o per approcciare alle elezioni con un progetto per la Valle d’Aosta e non solo per determinare nuovi equilibri di forza. Diversamente si perderà un’ulteriore occasione per affrontare con responsabilità l’incarico affidatoci.»

A conclusione dell’esame in seconda Commissione i documenti finanziari sono stati approvati con 54 emendamenti, di cui 2 al DEFR, 36 alla legge di stabilità, 4 al bilancio e 12 alle disposizioni collegate.

«Non tutti i mali sono venuti per nuocere – ha sottolineato Marquis – e se questo fatto ha determinato alcune criticità alla gestione amministrativa nel mese di gennaio ha anche consentito di intervenire sul documento mettendo a disposizione significativi contributi dei Consiglieri su questioni di grande importanza per i cittadini, il tessuto imprenditoriale e gli Enti locali, ma ha anche consentito allo stesso Governo di auto-emendare alcune proprie proposte

«Qualora a fine dicembre fosse stato approvato il bilancio, cosa ne sarebbe dell’erogazione dei mutui alle più di 700 famiglie che attendono dal 2018? – ha chiesto Marquis -. La proposta di soluzione avanzata fornisce una concreta risposta al bisogno dei cittadini relativamente al sostegno per la casa e ossigeno al comparto dell’edilizia privata, che ha registrato un forte rallentamento in questi anni. Per evitare di fare attendere ancora ai cittadini in attesa dal 2018, l’erogazione del mutuo si propone un intervento di abbattimento degli interessi che i cittadini pagano accedendo liberamente al mutuo presso una banca convenzionata con la Regione mantenendo di fatto le medesime condizioni di agevolazione attuale. Se approvata, questa azione consentirà di risolvere nell’arco di sei mesi, qualora si formerà un nuovo Governo, tutta la questione dei mutui diversamente irrisolvibile e determinerà alla Regione nell’anno di attivazione della misura un gettito di entrate fiscali superiore alla spesa sostenuta. Sempre per stimolare il recupero edilizio è stata avanzata la proposta di ridurre il 50% dell’IMU per i 5 anni successivi al completamento di un intervento di riqualificazione degli immobili da parte dei privati cittadini. Sono stati presentati e approvati dalla Commissione anche significativi emendamenti a beneficio del comparto commerciale e degli Enti locali. Altresì, si ritiene meritevole su alcune proposte non approvate dalla Commissione il confronto politico in Aula, riconoscendo ad essa la sua sovranità.» 

«In questa fase – ha detto ancora – sarebbe anche necessario, considerare gli effetti della gestione ordinaria e di eventuali elezioni sull’esercizio 2020 e sulla programmazione del futuro della Valle d’Aosta. Nel 2020 al di là dell’attuazione del bilancio dovrà essere definita la programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, ovvero la strategia di sviluppo e di selezione degli investimenti che sono funzionali ad affrontare le grandi sfide: la lotta ai cambiamenti climatici, la transizione energetica, il rilancio della crescita e dell’attrattività del territorio. Rivestono urgenza anche le scelte strategiche sul futuro di CVA, sulle infrastrutture di trasporto, su tutto quanto inciderà sul comparto turistico nel lungo periodo e quelle a livello istituzionale relative alla stabilità di Governo e alle modalità di gestione associata dei servizi degli Enti locali disciplinata dalla legge regionale 6/2014.»

Il presidente Marquis ha poi evidenziato che «il bilancio 2020 si caratterizza rispetto a quello precedente per una maggiore disponibilità di risorse quantificabile in circa 30 milioni di euro e per la certezza delle risorse conseguente alla avvenuta definizione della partita relativa al contributo della regione al risanamento dei conti dello Stato. I fondamentali economico-finanziari sono positivi e va sottolineata anche la potenziale e significativa capacità d’indebitamento della Regione per fare fronte a eventuali investimenti infrastrutturali. Dal bilancio emergono alcuni “timidi” segnali innovativi che però non assumono caratteristica di strutturalità e non lasciano ancora presagire un cambiamento sensibile di approccio rispetto al passato

Entrando nello specifico del documento di bilancio, Marquis ha riferito: «Le risorse disponibili, al netto delle partite di giro e del fondo pluriennale vincolato, sono pari a circa 1,4 miliardi di euro per il 2020, 1,9 miliardi per il 2021 e 1,3 miliardi per il 2022. Di questi, 102 milioni 808 mila euro per ciascuna annualità sono stanziati a titolo di contributo regionale al risanamento della finanza pubblica.La spesa corrente per il 2020, al netto del contributo allo Stato, risulta pari a 1.040 milioni, mentre gli investimenti, saranno di 252 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Considerando il triennio 2020-2022, l’incidenza percentuale media della spesa corrente è pari all’82% circa, quella degli investimenti è del 18%

Riguardo alle entrate, il Consigliere Marquis ha specificato che «quelle di natura tributaria costituiscono l’80% delle entrate totali e sono rappresentate da 131 milioni di tributi propri e 1.041 milioni di compartecipazioni ai tributi erariali», dettagliando poi nello specifico gli interventi per ciascuna missione di spesa per il 2020. 

Per la tutela della salute, è previsto uno stanziamento di 291,3 milioni di euro (contro i 267,9 milioni del 2019), di cui circa 262 milioni annui per il finanziamento del servizio sanitario regionale destinato alla garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) e 81,5 milioni nel triennio per spese di investimento in ambito sanitario. All’istruzione e diritto allo studio sono assegnati 197,6 milioni (189,2 milioni nel 2019), di cui 14 milioni nel triennio per l’edilizia scolastica. L’ambito dei servizi istituzionali generali e di gestione presenta un importo complessivo di 141,6 milioni (contro i 142,5 milioni del 2019). Alle relazioni con le altre autonomie territoriali locali sono assegnati 101,6 milioni (102,6 milioni nel 2019), di cui 87,5 milioni di trasferimenti correnti ai Comuni senza vincolo di destinazione per ciascun anno del triennio. Alle politiche sociali e famiglia sono assegnati 95,7 milioni (86,2 milioni nel 2019), di cui 17,8 milioni trasferiti agli enti locali per i servizi sociali a favore delle persone anziane e inabili. Allo sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente sono assegnati 82,3 milioni (83,6 milioni nel 2019), di cui 8,1 milioni per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e 11,5 milioni agli enti locali per la realizzazione di impianti di depurazione. Ai trasporti e mobilità sono assegnati 98,2 milioni (80,1 milioni di euro nel 2019); per la tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali 43,7 milioni (34,3 milioni nel 2019); allo sviluppo economico e competitività 36,2 milioni (31,2 milioni nel 2019); alle politiche per il lavoro e la formazione professionale sono assegnati 27,3 milioni (27,7 milioni nel 2019), mentre all’agricoltura, politiche agroalimentari e pesca 20,8 milioni (18,5 milioni nel 2019); al turismo vanno 20,4 milioni di euro (10,6 milioni nel 2019), all’assetto del territorio e edilizia abitativa 2 milioni (7,2 milioni nel 2019), alle politiche giovanili, sport e tempo libero 8,4 milioni (4,7 milioni nel 2019). Per l’energia e diversificazione delle fonti energetiche sono previsti 5,9 milioni (3,3 milioni nel 2019).

La relazione di Aggravi

«La memoria corta degli uomini spesso gioca brutti scherzi e aiuta a ribaltare su altri le proprie colpe – ha detto in apertura del suo intervento il consigliere Stefao Aggravi -. È quindi bene ricordare che il bilancio è tornato all’esame della seconda Commissione a fine dicembre perché chi ha scelto di portarlo in Aula due volte senza avere quei muscoli vantati a parole e soprattutto i numeri per approvarlo è responsabile di quel che è accaduto.»

Il consigliere ha quindi ripercorso le varie tappe dalle dimissioni del presidente della Regione, di due assessori e del presidente della quinta Commissione, ai due rinvii in Commissione del bilancio, sottolineando che «nel frattempo abbiamo lavorato e abbiamo depositato la nostra proposta di primo emendamento chiaro e netto: l’abbassamento dell’addizionale IRPEF regionale, perché il nostro programma è semplice e volto ad abbassare le imposte qualora possibile. Un emendamento di giustizia fiscale che sarà subito applicabile e senza bisogno di un Governo: tolte le marchette, le risorse secondo noi vanno restituite direttamente ai valdostani. Ma, per terminare, non c’è stata nessuna interlocuzione possibile sull’emendamento con il “Governo superstite” che anzi ci ha scaricato una sequela di emendamenti – non proprio tecnici – e di contorno: abbiamo pure dovuto vivere comportamenti assolutamente non istituzionali da parte di qualcuno. Audizioni rimandate senza troppe preoccupazioni, lunghe attese per avere emendamenti nuovi del Governo e diktat sull’approvazione. Questa responsabilità è tutta vostra e uso il plurale perché un Governo per me è una squadra, anche se fatta da tanti fantasisti, come nel vostro caso.»

Entrando nel merito del bilancio, il consigliere Aggravi ha detto: «La Valle d’Aosta necessita di misure forti e coraggiose per invertire questa rotta di appeasement – chez-nous on dirait èndrumia – verso una crisi silente ma pericolosissima, soprattutto per una realtà di meno di 150mila anime. Un numero su tutti: la fascia di popolazione più attiva (20-40 anni) è in forte calo nell’ultimo ventennio (- 42% circa). Ma quello che oggi vedo è l’ennesimo tirare a campare seppur sotto una tempesta che non sembra affatto finita, anzi altri eventi dovranno ancora accadere temo. Da un lato critico e criticherò chi fa finta di nulla, ostenta calma e vende questo suo bilancio come la soluzione a tanti problemi. Dico “suo” perché al di là dei richiami alla condivisione, una vera volontà non c’è mai stata.»

Il consigliere ha quindi annunciato la ripresentazione dell’emendamento volto a tagliare l’addizionale IRPEF sui primi tre scaglioni di reddito (sino ai 55.000 euro): «Questo emendamento ha poi un forte significato politico che ci caratterizza. Crediamo, infatti, che la de-tassazione sia il primo passo per cambiare la Valle d’Aosta. L’applicazione concreta della norma di attuazione 184 ha due significati importanti: dimostrare che la vecchia politica della redistribuzione non può essere il futuro della nostra autonomia; applicare nel concreto una misura di giustizia fiscale a favore della classe media e dei redditi minori (fino a 15.000 euro) che sono la spina dorsale della nostra comunità.»

Stefano Aggravi si è poi soffermato sull’emendamento relativo ai mutui casa approvato in Commissione: «L’impasse che l’erogazione dei mutui casa ha avuto negli ultimi tempi non fa certo bene alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, né al settore edile oggi fortemente in crisi. Ma stiamo ben attenti a creare false aspettative, perché a seguito della presentazione di questo emendamento il messaggio giornalistico – e per amore di verità di alcuni colleghi – è stato fin troppo semplicistico. Dire che con l’approvazione di questo emendamento i mutui arriveranno a valanga perché facciamo affidamento al sistema bancario è falso e fuorviante. Le banche, che non sono enti caritatevoli, faranno i loro conti, adegueranno i loro tassi in base al contributo in conto interessi erogato dalla Regione, non faranno certo sconti sulle garanzie richieste alla gente, valuteranno bene il costo/rischio/redditività di vincolare loro risorse per 20/30 anni considerata l’attuale bassa resa di prodotti finanziari come il mutuo casa rispetto ad altri di durata più breve e maggiormente redditizi, etc. etc. Il problema c’è e va risolto.»

Il consigliere ha poi riflettuto su di una serie di temi: «Il personale regionale (non si può pensare di riformare la legge regionale 22/2010 con interventi spot o di emergenza e soprattutto non senza un modello di organizzazione ridisegnato dopo aver compreso reali fabbisogni, necessari potenziamenti/ricollocazioni ed efficienti ristrutturazioni di quelle strutture e/o processi che non sono più utili alle finalità dell’Amministrazione); il concorso per il reclutamento di capi squadra del Corpo dei Vigili del fuoco (non si è ancora capito cosa abbia inteso fare il Governo sulla questione Vigili del fuoco); la finanza locale (le risorse sono sostanzialmente in linea con quelle dell’anno passato e l’unica novità sono i fondi arrivati dal Governo centrale); la sanità e l’ospedale (l’aumento della spesa sanitaria è rappresentata da fondi assegnati dallo Stato per l’ospedale grazie al tanto criticato accordo finanziario del novembre 2018, ma che ne è stata della valutazione costi/benefici/opportunità richiesta lo scorso anno?).»

Per il consigliere Aggravi «sono poi del tutto assenti due aspetti cui tengo particolarmente: lo sviluppo economico e le misure di defiscalizzazione. A parte il rifinanziamento della legge regionale 8/2016 (Disposizioni in materia di promozione degli investimenti), non troviamo misure volte a invertire la deindustrializzazione della Valle. Non parlo certo di grande industria, industria pesante, etc. ma inutile parlare di zona franca della ricerca e Regione carbon free se poi non vi è una concreta e reale strategia di sviluppo economico volta ad attirare investimenti, investitori e nuove realtà produttive sul nostro territorio. Un altro aspetto importante per il sostegno alle nostre imprese è rappresentato dal sistema del contributo in conto interessi che aspetta da tempo una riforma ed un rilancio. Ancora devo capire: che fine hanno fatto le defiscalizzazioni IRAP tanto volute lo scorso anno dall’Assessore Testolin al posto del primo tentativo di abbassare l’addizionale IRPEF alle fasce più sensibili? Nessuna risposta.»

«Di tutta l’analisi non mi resta che una sintetica e triste certezza – ha concluso Aggravi -: nel prossimo triennio pensato da questo Governo c’è soltanto la mera e vecchia abitudine di redistribuire risorse dei cittadini secondo logiche e finalità che non tengono conto del fatto che il mondo è cambiato e che la Valle d’Aosta deve necessariamente cambiare.»

La relazione di Testolin

Il presidente della Regione ha premesso: «Oggi discutiamo di un documento, oggetto di lavoro da parte dell’esecutivo sin dal mese di settembre, che ha alla base mesi di confronto tra Assessorati, sintesi di verifiche effettuate sul territorio e di confronti avuti nel tempo con le associazioni, con altri amministratori, con esigenze e problemi che dopo essere stati analizzati hanno poi guidato le scelte calate nel bilancio, che ha cercato di essere coerente con le linee politiche del programma di governo. L’obiettivo è quello di dare risposte sia in continuità con scelte del passato sia ricercando nuovi percorsi per dare riscontri alla collettività

Testolin ha quindi auspicato «un dibattito serrato sugli effetti positivi e anche sulle criticità, perché per ben che si lavori è sempre difficile dare risposte a tutti: confido che il bilancio non passi in secondo piano per essere utilizzato a semplice pretesto per dare più o meno enfasi alla criticità politica di questo momento. Nessuno può nascondersi da una situazione cambiata e ad oggi influenzata se non drogata dal possibile ritorno alle urne

«L’obiettivo primario e irrinunciabile è quello di dotare la nostra Regione di un bilancio, la cui mancata approvazione accentuerebbe una paralisi della macchina amministrativa, con ripercussioni negative in tutti gli ambiti e a cascata una serie di ripercussioni non positive sui cittadini e sul tessuto socio-economico della regione. Oggi, siamo ancora in una fase di non completa certezza sulla sua approvazione. Il voto a questo bilancio non servirà per sancire il futuro di un percorso amministrativo e non darà prospettive di governabilità, ma ci darà indicazioni e ci dirà se la politica sarà in grado di mettere davanti a se stessa le priorità della comunità. Alla base della discussione odierna, c’è un documento costituito dal lavoro di tante persone, compresi gli uffici dei vari Assessorati, che in questi mesi si sono adoperati seriamente per tracciare il futuro di tutti i settori in cui l’Amministrazione deve cercare con equilibrio di dare le risposte di cui i cittadini hanno bisogno

Ha fatto un appello affinché «quest’Aula riesca a dare un forte segnale di responsabilità e approvare un bilancio che, indipendentemente da chi in futuro potrà gestirlo amministrativamente, potrà sicuramente rappresentare un’ottima a base di lavoro su cui innestare eventuali variazioni finanziarie o di indirizzo

Entrando nel merito del bilancio, Renzo Testolin ha sottolineato: «I numeri attestano un bilancio  in crescita e in salute che può guardare rispetto agli ultimi esercizi con più serenità verso investimenti che vadano a impattare sulle opportunità di lavoro cercando di creare i presupposti per sostenere uno sviluppo economico legato all’attrattività e sostegno alle attività industriali e alla ricerca, così come della valorizzazione turistico culturale del nostro territorio, ma anche garantendo servizi e sostegno alle famiglie, e tracciando un percorso di modernizzazione e di efficientamento in sanità

«A seguito di un’accurata analisi sono stati reperiti dieci milioni di euro da destinare fin da subito ai fondi di rotazione per la prima casa, mentre altri dieci milioni di euro permetteranno alla Finaosta di dare risposte immediate ai mutui di ristrutturazione di prime e seconde case mantenendo tassi all’1% per i cittadini e senza gravare sulle casse della Regione. In aggiunta agli ordinari rientri semestrali dei fondi di rotazione, si potranno quindi dare subito risposte a un totale di 35 milioni di euro di domande di mutuo a favore dell’edilizia residenziale

«In questo bilancio vi sono poi oltre 250 milioni di euro nel 2020 per attivare e sostenere l’economia. Nel triennio gli investimenti saranno oltre 670 milioni e vedranno tra i settori maggiormente coinvolti con 110 milioni per la mobilità e i trasporti, 81,6 milioni per la tutela della salute, 71 milioni di euro per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio. L’attenzione del bilancio si è focalizzata anche sulla necessità di chiudere positivamente la programmazione europea 2014-2020 e di porre le basi per partire con la nuova programmazione 2021-2027. Saranno inoltre garantiti nel 2022 5 milioni di euro per assicurare agli agricoltori valdostani i pagamenti nel periodo di transizione tra l’attuale e il futuro Piano di Sviluppo Rurale

«Gli Enti locali, nonostante abbiano a disposizione la stessa cifra degli ultimi esercizi per la parte di spesa senza vincolo di destinazione (91,5 milioni di euro all’anno), vedranno aumentare a circa 102 milioni di euro il sostegno a favore di specifiche leggi di settore relative a tutela del territorio, microcomunità e asili nido. È poi previsto nel 2020 un bando di 2 milioni per l’efficientamento energetico degli stabili di proprietà comunale, dal 2021 invece un contributo di 5 milioni all’anno per interventi di manutenzione e nuove opere comunali. A seguito dell’approvazione della finanziaria statale, è stato riconosciuto alla Valle d’Aosta un contributo di 5 milioni all’anno, per il triennio 2020/2022, per interventi da destinare alla salvaguardia dai rischi idrogeologici. Si è data attenzione alla sanità: sono previsti 13 milioni nell’investimento in tecnologia sanitaria e l’aumento di poco meno di 8 milioni per i livelli essenziali di assistenza, i livelli essenziali aggiuntivi e per il miglioramento dell’attrattività sanitaria. Risorse sono poi stanziate per l’attrattività turistica, per lo sviluppo delle politiche del lavoro e il potenziamento dei trasporti

Ha concluso: «Si tratta di un documento sicuramente perfettibile, in quest’ottica di miglioramento è certamente andato il lavoro di arricchimento e di completamento avvenuto in Commissione, ma di base rimane il lavoro svolto per cogliere le potenzialità dei vari settori cercando di indirizzarci verso una gestione il più attenta possibile ai bisogni dei cittadini e alle caratteristiche del nostro territorio. Ed è con lo spirito di operare nel solo interesse collettivo che crediamo sia assolutamente importante dare tramite un voto positivo al bilancio una traccia chiara e sostenibile al futuro della nostra regione

La discussione generale

La seduta mattutina del Consiglio straordinario del 28 gennaio 2020 è stata dedicata al dibattito sui documenti di bilancio della Regione per il triennio 2020-2022.

Il consigliere Roberto Cognetta (Vdalibra) si è detto colpito dall’appello del presidente Testolin, «che ci ha chiesto un forte segnale di responsabilità. Un segnale che però noi abbiamo già lanciato in più occasioni, senza aver riscontro. L’emendamento cardine, quello che modifica l’Irpef, è stato un segnale inascoltato, nonostante i tanti discorsi in Commissione. Concordiamo che sia fondamentale non concentrarsi sulla pagliuzza ma sulla trave, e non è scontato in quest’Aula. Dichiaro la mia disponibilità a votare questo bilancio, pur essendo un documento a mio avviso non votabile. Eppure lo voterò, ma soltanto ad una condizione: che venga firmato almeno da diciotto Consiglieri il foglio delle dimissioni. Questo sgombrerebbe ogni dubbio su questo bilancio e sulle reali intenzioni di chi sta cercando nuove maggioranze e governi. Sono pronto anche a dare il mio voto al bilancio per poter far terminare questa Legislatura; mi pare uno scambio equo per fare davvero il bene dei valdostani, di tutti i valdostani. Il foglio delle firme sta passando tra i Consiglieri, questa non è una proposta provocatoria. Basta fare melina: gettate la maschera e dimostrate di voler davvero andare alle urne dopo l’approvazione del bilancio. Altrimenti, state solo perdendo tempo per sistemare i vostri affari, senza voler risolvere qualcosa

«Je porte une réflexion – a dit le conseiller de la Lega VdA Roberto Luboz – qui part de la Journée de la Mémoire: il y a matière à réfléchir, en voyant les chroniques que nous lisons ces jours-ci. Il est nécessaire de rendre hommage à ce qui est arrivé dans le passé, mais il faut également se souvenir de tout ce qui est arrivé dans ce Conseil, dans celle qui pourrait être la dernière séance de cette Législature. Les élections de 2018 avaient donné un signal de changement: on a essayé de concrétiser ce changement, pendant la très brève expérience de gouvernement, comme le dossier Casino l’a démontré. Les résultats d’aujourd’hui portent à une confrontation impitoyable entre ce que nous avons fait, bien que critiqués avec une véhémence extraordinaire pars ceux qui nous ont menés ici.» Per il Consigliere, «il 2019 è iniziato con l’operazione Geenna e non poteva concludersi peggio, con le dimissioni di tre ottavi del Governo. Nessuno esce vincitore da questa esperienza legislativa: non noi, non chi ha cambiato casacca, non chi lava i propri panni sporchi in pubblico. Non la maggioranza, forse la peggiore della storia valdostana. Non ne esce vincitrice la nostra patria, vittima della più ipocrita delle espressioni, quella del “senso di responsabilità”.» 

Per la capogruppo di Alliance Valdôtaine, Patrizia Morelli, «questo bilancio va votato rapidamente mettendo fine a questo percorso che dura ormai da un mese e mezzo e cui la nostra comunità assiste attonita e preoccupata. L’invito che rivolgiamo oggi è quello di procedere con serietà e pragmatismo, confrontandoci anche con durezza ma senza sollevare polemiche sterili. La campagna elettorale è partita, ma evitiamo di trasformare questo Consiglio in un palcoscenico, in una bagarre senza fine. Oggi, limitiamoci a constatare che siamo in netto ritardo: i tanti confronti hanno prodotto dei miglioramenti, ma è arrivato il momento di mettere fine all’esercizio provvisorio, salvaguardando la credibilità della nostra Assemblea.» Per Morelli, «questo è il bilancio che ridà un po’ di sicurezza alla nostra regione: garantisce e consolida i servizi legati alla quotidianità e lascia intravedere un po’ di luce dopo i momenti di crisi. Dà alcune priorità: prime fra tutte la sanità, con fondi in aumento che si attestano a 293 milioni di euro, e il diritto allo studio, con la valorizzazione dell’educazione plurilingue, la formazione per gli adulti, l’edilizia scolastica, il sostegno ai disabili. Per noi sono settori da privilegiare perché indici di civiltà: sanità e scuola devono garantire pari opportunità per tutti e quindi devono rimanere pubbliche. Questo bilancio pone anche attenzione al turismo, incrementando i fondi per la promozione e con misure in coerenza con una strategia regionale di sviluppo sostenibile e di miglioramento dei trasporti. In un momento in cui tutto si frammenta, noi di Alliance valdôtaine abbiamo fatto un percorso inverso: abbiamo unito anziché dividere cercando i punti in comune tra Alpe e Uvp e su questa strada intendiamo proseguire con convinzione e coraggio. Per incidere significativamente abbiamo però bisogno di stabilità che il quadro politico attuale non può garantire: ribadiamo quindi in modo chiaro – pur non raccogliendo i ricatti e le provocazioni perché decidiamo noi tempi e modi di firmare le nostre dimissioni – che si torni a dare la parola agli elettori e proponiamo che si decida per un election day. Questo aumenterà il coinvolgimento dei cittadini e permetterà di ottimizzare i costi per l’Amministrazione

La consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha sostenuto: «In questa Legislatura c’è una sostanziale differenza tra la politica fatta da voi e la politica come la concepiamo noi. Nei mesi del nostro Governo, abbiamo portato i fatti, ottenendo risultati che hanno cambiato il destino della Valle d’Aosta. Abbiamo dimostrato la nostra caratura morale: prima di far politica siamo uomini e per noi non c’è nulla di più importante della dignità; combattiamo per ideali, non siamo attaccati alle poltrone e quando diciamo una cosa la facciamo, altrimenti andiamo a casa. Potete raccontare col vostro tono mellifluo ciò che volete, mentre noi andiamo in giro a testa alta. Ho una visione diversa: miro ad un confronto a ben più alto livello, con un dialogo franco tra maggioranza e opposizione. La vostra è l’unione della disperazione e delle debolezze, è uno strumento per essere rieletti, anche portando nel baratro i vostri movimenti. Abbiamo dimostrato la nostra disponibilità a venirvi incontro, anche nel caso di questo bilancio che arriva per la terza volta in Aula, ma ci avete chiuso le porte in faccia

«Questo bilancio – ha detto il capogruppo di VdA Libra, Stefano Ferrero – ha dei padri, come quello dell’Union Valdôtaine che veniva chiamato “jolly” nelle intercettazioni, o quel “cavallo vincente” dell’Union Valdôtaine Progressiste, che però è scomparso. Questo bilancio dà un segnale non ai valdostani, ma a qualcuno in particolare: qualcuno con cui bisogna saldare dei debiti, facendo capire che ci sarà ancora possibilità di voto di scambio nelle prossime elezioni. Per questo il bilancio è inaccettabile: c’è un disegno che va ben oltre la presentazione del bilancio stesso. Gli emendamenti proposti possono inserire qualche correttivo, ma manca una visione strategica a medio e lungo termine. Non possiamo parlare di eccellenze nel turismo, nella sanità, nell’istruzione, nell’assistenza agli anziani, nel soccorso come testimoniato dalla gestione ostinata dei Vigili del fuoco. Ci troviamo a votare questo bilancio per la terza volta: la responsabilità quindi è vostra, di chi lo ha portato in Aula senza i voti necessari. Adesso avete la possibilità di porre la firma per decidere la fine di questa triste Legislatura: firmate le dimissioni, e turandoci il naso voteremo per approvare il bilancio. Chiudiamo questa pagina vergognosa della storia della Valle d’Aosta.»

Pour le chef de groupe de l’Union Valdôtaine, Erik Lavevaz, «le budget est le moment de programmation le plus important de l’administration, un moment de dialogue, de partage. Mais aujourd’hui il est difficile de faire de la programmation financière et politique. Pour l’Union Valdôtaine, la priorité est d’approuver le budget; ensuite, il faut procéder aux élections. Il s’agit d’une décision sérieuse, ni impulsive ni prise à la hâte: de façon claire et cohérente le mouvement de l’UV a toujours porté en avant cette idée.» E ha proseguito: «purtroppo, le vicende di cronaca hanno leso i rapporti di fiducia tra cittadini e amministratori, hanno comportato conseguenze politiche pesanti, per cui la fine della Legislatura è l’unica soluzione possibile. E l’UV sostiene le elezioni pur sapendo di non essere in un momento di forza. Questo non è un bilancio di marchette, ne sono certo, ma non vorrei lo diventasse con gli emendamenti presentati in un clima ormai di campagna elettorale. Teniamo poi presente che il Governo che verrà sarà legittimato a rivedere questo documento contabile, nelle parti di discrezionalità politica. Ma il bilancio va assolutamente approvato. Focalizzandomi sugli Enti locali, rappresento la necessità di fare un’inversione di rotta rispetto agli ultimi anni, caratterizzati da una sussidiarietà inversa motivata dalle esigenze del bilancio regionale. Ma ora il trend deve tornare ad essere quello di un tempo. E questa è una convinzione ancorata nel mio essere federalista. In futuro bisogna ridare agli Enti locali maggiore dignità e maggiori risorse, ridando in toto la finanza locale ai Comuni. Non firmerò le mie dimissioni in bianco prima dell’approvazione del bilancio. Prima il voto al bilancio, poi si proceda alle considerazioni per ridare voce ai cittadini

La consigliere del M5S Maria Luisa Russo ha parlato di «bilancio con pesanti ombre scure nei suoi capitoli e con interferenze della ‘ndrangheta locale e condizionato anche dalla questione della discarica di Pompiod. Oggi paghiamo i danni di una classe politica che negli anni ha fatto scelte scellerate e che ha isolato la Valle d’Aosta dal resto d’Italia. Questo ultimo mese è stato come vivere in una pièce théâtrale, in una farsa, con giochi di poteri esterni a questo Consiglio regionale. Vi siete dimenticati che il bilancio è il futuro per la nostra regione, ma vedo davvero poco amore e interesse reale per la Valle d’Aosta.» La Consigliera si è quindi soffermata su alcuni temi: «Dobbiamo ripartire dall’istruzione se vogliamo dare un’occasione di rinascita sana e pulita alla nostra regione. La scuola secondaria di secondo grado è vissuta male: gli aspetti deboli sono la didattica, la valutazione, il ruolo dei dirigenti, l’eccessiva burocrazia. Per noi la scuola deve puntare sull’inglese, sulla formazione degli insegnanti. Nel DEFR, poi, le politiche per i giovani sono appena accennate mentre le politiche sociali non sono nemmeno citate, quando invece c’è il problema del welfare per gli anziani e mancano le politiche per la natalità e il sostegno alle famiglie. Per noi la sanità deve restare pubblica a tutti i costi: il prossimo Piano per la salute e il benessere dovrà trovare nuovi modelli per migliorare il sistema sanitario. Abbiamo proposto degli ordini del giorno e una serie di emendamenti anche se non condividiamo l’impianto del DEFR e del bilancio: lo abbiamo fatto per portare il nostro contributo, confrontandoci con le esigenze della comunità. Noi ci asterremo sul voto di fiducia a questo bilancio e riteniamo che il ritorno alle urne sia inevitabile perché questi 35 Consiglieri non sono in grado di far funzionare questo Consiglio

«Al di là delle vicende investigative che faranno il loro corso – ha dichiarato la consigliere Chiara Minelli (RC-AC) – la conseguenza politica è che siamo di fronte a una crisi istituzionale che ha visto Giunte cadere per 8 volte negli ultimi 6 anni e mezzo. Per questo, prima di andare a votare, noi riteniamo che fosse necessario riscrivere le regole: la prospettiva oggi è di recarci alle urne con un sistema vecchio, mentre serve la possibilità di scegliere una maggioranza e un Presidente che governino in modo stabile, senza continui stravolgimenti, in modo da poter chiedere conto di quanto fatto al termine della Legislatura. Sono anche personalmente contraria a un “election day” che rischia di svilire le elezioni comunali, magari permettendo candidature in entrambe le competizioni elettorali. Noi ritenevamo che ci fosse ancora lo spazio per confrontarsi, fra tutte le forze politiche, mettendo da parte calcoli personali e di bottega. C’era una strada alternativa, quella di un Governo istituzionale che in sei mesi, fino ad ottobre, poteva realizzare alcune riforme condivise e poi andare al voto con regole nuove. Rete Civica non ha sostenuto la nascita della Giunta Fosson, ma abbiamo osato, con l’accordo di luglio, proporre coraggiosi obiettivi in tempi definiti, introducendo concetti e metodi sconosciuti alla politica valdostana: alcuni risultati li abbiamo raggiunti, altri no. Sulla manovra finanziaria, dopo un lungo periodo di calo, il quadro delle entrate regionali è in crescita ed è più stabile: il paradosso è che il Consiglio rischia ora di paralizzare la propria operatività per mezzo anno. Non subordiniamo il nostro voto sul bilancio all’accettazione dei nostri emendamenti, ma siamo critici su diversi punti del DEFR: sulle linee individuate per la diffusione delle colonnine di ricarica elettrica, sul collegamento con impianti a fune tra Cervinia e Monterosa, sui tempi della concessione delle acque a CVA.»

La capogruppo di ADU VdA, Daria Pulz, annunciando il voto contrario, si è detta «disillusa rispetto al DEFR che non esplicita una programmazione innovativa, ma presenta priorità troppo generiche: una lista di buoni propositi che si trascinano stancamente di anno in anno, come nel caso del lavoro e dello sviluppo delle attività produttive, per cui l’immobilismo della politica elargisce finanziamenti senza costruire un tessuto economico stabile e crescente. Molte risorse sono state dirottate su turismo, beni culturali, sport, commercio e agricoltura: una sinergia positiva, ma con un tesoretto che stride con la differenza di investimenti per il lavoro e la formazione professionale (senza una strategia per far trovare ai giovani lavoro in Valle d’Aosta) e per l’edilizia. Siamo preoccupati per gli studi che puntano sull’accrescimento degli impianti a fune, visto che ci sembra più opportuno puntare a una gestione sostenibile degli esistenti. Sempre nell’ambito dei cambiamenti climatici e della tutela del territorio, siamo in particolare apprensione per la grande opera delle Cime Bianche; è inoltre imbarazzante la situazione dei trasporti pubblici, in particolare della ferrovia, vorremmo attenzione alla vera mobilità sostenibile e alla lotta al rischio idrogeologico. Non viene affrontata la questione della raccolta dei rifiuti malgrado lo scandalo di Pompiod e le diffuse preoccupazioni per la discarica di Issogne. Non si capisce il disegno di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari. La spesa complessiva per l’istruzione è in diminuzione e solo una piccola parte è riservata agli investimenti per l’edilizia scolastica, eppure la politica dovrebbe concentrarsi proprio sulla formazione dei nostri giovani, ovvero del nostro futuro. In conclusione, è dal 23 gennaio 2019 che ripetiamo che questo Consiglio è delegittimato: dovremmo avere tutti e 35 insieme il coraggio di dare un segnale alla comunità valdostana dimettendoci affinché possa lavorare al rinnovamento della classe politica.»

Il consigliere Luciano Mossa (M5S) ha richiamato il percorso dei documenti di bilancio in Commissione e in Consiglio: «La condivisione auspicata dal Governo e dalla maggioranza era nei fatti una menzogna: il vero obiettivo era quello di prendere tempo per arrivare a un accordo nella spartizione delle marchette. Ormai lo hanno capito tutti. Nonostante tutto, il M5S ha lavorato con serietà portando un contributo concreto, anche se non è servito a nulla: malgrado la nostra ampia collaborazione, la maggioranza ha approvato solo i suoi emendamenti bocciando quelli dell’opposizione. Oggi auspichiamo che la ex maggioranza abbia finito di giocare a “marchettopoli” e chiediamo: avete i numeri per votarvi il DEFR e il bilancio davanti agli occhi indignati dei valdostani? È giunto il momento di tornare alle urne

«Ogni volta – ha detto il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin – che ci siamo trovati a discutere di questo bilancio, ci è stato detto che era il migliore possibile: ogni volta, invece, è stato emendato dalla stessa ex-maggioranza. Ci si dice che la responsabilità della mancata approvazione del bilancio è di tutti: ma invece è solo di chi ha voluto, da dicembre 2018, fare un ribaltone contro il volere dei valdostani. Noi vogliamo coerenza tra la campagna elettorale e i temi che poi vengono effettivamente affrontati in Aula. Nel programma di governo dell’ex maggioranza c’è una lunghissima serie di fallimenti: rappresentanza valdostana a Bruxelles, utilizzo delle risorse di CVA per lo sviluppo economico, ente unico del turismo, profonda riforma dell’amministrazione regionale, potenziamento del sistema sanitario, rilancio del sistema culturale, riorganizzazione del welfare, legalità. Un esempio è quello della situazione degli agricoltori, che definite “vostri”: le risposte sono quelle che leggiamo sui giornali sui prezzi del latte, sulla disperazione degli allevatori che vendono le pecore in Piemonte, sui fondi europei destinati all’agricoltura. La condizione delle politiche sociali è ancora peggiore, per non parlare della sanità: i casi di cronaca di questi giorni ne sono la testimonianza.»

La consigliere Emily Rini (PNV-FV-AC) ha osservato: «Il tempo di discussione in Commissione è stato ben utilizzato: oggi possiamo analizzare un testo con elementi di novità. Ho presentato due emendamenti: uno intende fornire una prima risposta alla galassia delle partite IVA, un mondo che, in trincea, soffre in silenzio per mandare avanti la baracca; l’altro va incontro alle associazioni senza scopi di lucro, in particolare le Pro Loco, fondamentali per la prosecuzione di iniziative identitarie sul nostro territorio ma messe in ginocchio dalle stringenti previsioni della circolare Gabrielli sulla sicurezza, non confacenti alla nostra realtà. Ma è solo un primo passo: per le partite IVA dobbiamo lavorare a un disegno di legge; per le piccole Associazioni bisogna far fronte comune a livello nazionale. Come Presidente del Consiglio, questa mattina ho poi depositato un ordine del giorno sulla parifica di bilancio con la Corte dei Conti, al fine di equiparare la nostra Regione alle altre, sarebbe un segnale di totale trasparenza. La Valle d’Aosta deve essere unica, ma non facciamoci riconoscere per non essere al passo con i tempi. Inoltre, non si può tacere su CVA, perché non scegliere vuol dire scegliere e io mi dissocio da questo atteggiamento. Queste sono le nostre priorità ed è a queste che vincoliamo l’appoggio al bilancio. Con coerenza confermo la mia posizione ribadendo la mia intenzione di dimettermi dopo l’approvazione del bilancio ma per serietà e concretezza, agli atti folcloristici preferisco quelli che producono effetti. E quindi rilancio dicendo che aspetto tutti i colleghi con la penna in mano nell’ufficio del Segretario generale del Consiglio per firmare le dimissioni che produrranno così effetti immediati.»

«Il clima – ha detto intervenendo la consigliere Alessia Favre (AV) – è quello di un anticipo di campagna elettorale. Andare a votare è opportuno: a titolo personale, però, propongo di riflettere su quanto in questa Aula siamo autoreferenziali, perdendoci in considerazioni che, seppur legittime, interessano solo noi. È anche colpa nostra se la comunità valdostana si allontana dalla politica. La priorità adesso è trovare un modo decoroso di approvare il bilancio: è compito di chi lo ha scritto, ma anche di chi ha cercato di migliorarlo. Non è certamente un bilancio perfetto, ma è lo strumento necessario. Non siamo però a un bilancio che serve a ottenere consenso. Non stupisce chi vuole proporre alternative, né stupiscono le accuse: lasciano invece perplessi i toni continui che parlano di marchette e ‘ndrangheta, accuse gravi che non possono essere generalizzate. Nessuno, invece, sottovaluta lo tsunami che si è abbattuto sul Consiglio. Dovremmo invece avere paura di coloro che si sentono ancora di manovrare dall’esterno la politica valdostana: di certo a loro interessa il bilancio. Qualcuno ha detto che la battaglia per cambiare la Valle d’Aosta non è finita: occorre fare un passo per volta

Le conseiller Diego Lucianaz (Lega VdA) a souligné: «La situation est dramatique, les Valdôtains demandent au Conseil de démissionner, bien sûr après avoir approuvé le budget. Mais les Valdôtains invoquent aussi la réduction des impôts et il faut être plus proches des entreprises qui ont des difficultés. Tout d’abord, pour avoir un gouvernement stable, des gens stables sont nécessaires, des règles stables ne suffisent pas. Nous sommes convaincus que les prochains Conseillers seront des gens sérieux. Enfin, je reproche au Gouvernement de n’avoir pas suffisamment travaillé pour favoriser la langue des Valdôtains.»

«La nostra astensione sul bilancio – ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luigi Vesan – è nota: una posizione che abbiamo ribadito con coerenza in ogni occasione, confrontandoci però su tutti i tavoli disponibili. Relativamente alla proposta di stamattina, non siamo disponibili a partecipare a nessun tipo di accordo con la maggioranza, non siamo certo disposti a scambiare il voto anticipato di pochi giorni con il voto sul bilancio: ci siamo confrontati solo nel merito, e sosterremo in questo senso quegli emendamenti che riteniamo positivi. Ribadiamo infine di essere assolutamente disponibili a rassegnare le nostre dimissioni quando ci saranno altre 14 firme. Le elezioni non sono un risultato da sbandierare: sono l’unica soluzione a questa terribile situazione.» 

La consigliere Manuela Nasso (M5S), avanzata la proposta di «osservare un minuto di silenzio per celebrare la Giornata della Memoria, vista la giornata di ieri e i fatti accaduti in questi giorni», ha affermato: «Nonostante sia trascorso più di un anno dall’inizio della Legislatura, certi atteggiamenti ancora mi stupiscono; ad esempio, alcuni Consiglieri non hanno mai smesso di fare campagna elettorale, magari con inutili teatrini in Aula dettati dallo streaming. La politica è mediazione ma non c’è spazio per i ricatti: non accetterò mai di votare qualcosa in cambio di qualcos’altro se non ne condivido l’impianto. I vari corteggiamenti da parte di una maggioranza che perde pezzi non portano da nessuna parte. Le elezioni sono necessarie ma non risolveranno nulla, purtroppo. Rappresentano la soluzione per portare stabilità a questo Consiglio e mi auguro che il vincitore sia il partito della partecipazione. Non possiamo sostenere questo bilancio, a partire dal fatto che sia viziato dalla ‘ndrangheta. Ma altri aspetti non ci trovano d’accordo: ci sono mancanze nel settore della cultura e dei beni culturali, che non solo è un volano per la regione, ma consente di dare un’occupazione a tanti valdostani. Auspico che questo Consiglio ritrovi la dignità che merita. La comunità valdostana deve essere posta davanti a tutti i personalismi e a tutti i giochi di potere, nei fatti e non solo nelle parole.»

«Avremmo potuto seppellire di emendamenti il bilancio – ha sostenuto il capogruppo di Mouv’, Elso Gerandin -: invece abbiamo scelto il buon senso facendo proposte puntuali, di sostanza. Di fronte a fallimenti come quello di questa amministrazione spesso non c’è un solo colpevole. Ma c’è una differenza tra una maggioranza, per quanto decimata, e la minoranza. In questa fase è stato evidente: l’unica cosa che non è venuta meno è il narcisismo di chi governa, come è dimostrato dalla relazione del Presidente. A dicembre sarebbe dovuto iniziare un percorso di apertura: invece si è continuato con il manifestare una volontà superba. La proposta è stata quella di dare un “milioncino” all’opposizione per redistribuirlo: questo conferma la mancanza di disponibilità e di visione. Si poteva creare un bilancio di Commissione, ma la Giunta non ha voluto fare un passo indietro. Nella crescita del bilancio non c’è nessun merito da parte della maggioranza uscente: è mancata anche l’umiltà di ammettere che questo sia un risultato del Governo Spelgatti. La gestione dei mutui Finaosta è un esempio di questa incapacità di cogliere le vere esigenze dei valdostani; ma lo stesso vale per il destino segnato del settore agricolo, o per l’estrema confusione nella gestione degli Enti locali, o per la dimenticanza del sociale con l’eccezione dei fondi destinati al J.B. Festaz. Ed è triste che il mondo autonomista sia venuto a patti con chi dice che 1.200 milioni per la Valle d’Aosta sono troppi, o vuole rinunciare alle peculiarità delle prerogative prefettizie.»

Per il consigliere Alessandro Nogara (Uvp) «denigrarsi a vicenda non serve a niente e chi ne paga le conseguenze sono i cittadini valdostani. Oggi ci vuole serietà e responsabilità e votare questo bilancio. Non ho mai visto una maggioranza che approva un bilancio e un’opposizione che batte le mani, così come non credo che le proposte avanzate siano marchette, da una parte o dall’altra: è il ruolo della politica avanzare idee diverse. Ognuno porta avanti ciò in cui crede e ciò che rappresenta. Portando avanti questo bilancio si risolvono tante cose, mentre altre rimangono irrisolte e chi sarà chiamato a governare dovrà deliberare le misure che vi sono contenute. Mi auguro che il prossimo Governo si occupi immediatamente di CVA: se non si agisce per tempo, sarà lo Stato a prendere in mano le concessioni delle acque e ne deciderà le sorti, tenendosi anche il 10% per sé. È importante che oggi si discuta di questo bilancio e spero che sia approvato, al fine di dare risposte alla comunità.»

Il capogruppo di Rete civica, Alberto Bertin, ha sottolineato: «Tecnicamente la maggioranza non esiste più da dicembre: le maggioranze sono in funzione di un Governo e senza Governo non c’è maggioranza. Su questo però pare proprio essersi ingenerato un equivoco. Quello che sarà approvato sarà un bilancio virtuale, i cui contenuti politici saranno alimentati dal prossimo Governo; oggi in effetti non c’è corrispondenza tra maggioranza, Governo e bilancio. Negli ultimi mesi ho assicurato la continuità amministrativa essenzialmente con due obiettivi: fermare il processo di quotazione in borsa di CVA attraverso una norma di attuazione e approvare una riforma in merito all’elezione della Giunta separatamente da quella dell’Assemblea per dare possibilità ai cittadini di decidere e anche per dare seguito a un referendum del 2007 alla cui promozione avevo partecipato. In questo senso, la mia parte l’ho fatta: sono stati approvati la preferenza unica e l’aumento delle quote di genere che erano previste in quel referendum. Altre riforme andrebbero fatte, ma questi equilibri molto precari non lo hanno consentito. Ora, lo scenario più accreditato è quello delle elezioni in primavera: al riguardo, la soluzione più praticabile, nonché più comprensibile per i cittadini, è un election day che permetterebbe non solo un risparmio dal punto di vista finanziario, ma anche di arginare la disaffezione al voto. Ci troviamo in una situazione oggettivamente complicata, e la mancata approvazione del bilancio provocherebbe ulteriori fermi burocratici, con ricadute sui cittadini. Ulteriori problemi ad una Valle che di problemi ne ha già a sufficienza.»

Il consigliere Claudio Restano (gruppo Misto) è intervenuto dichiarando che «sarebbe attualissimo e calzante l’intervento del Presidente Testolin del 18 ottobre 2018, dove lamentava al Governo Spelgatti la mancanza di programmazione e il ritardo nel presentare il DEFR. Questo Governo si era presentato con ambizioni diverse rispetto a quelle che poi si sono rivelate reali: si parlava di cambiamento, condivisione, ascolto del territorio, esperienza. Tutto questo è mancato. A luglio, a una mia interpellanza è stato risposto che il DEFR sarebbe stato completato entro la fine del mese: sei mesi dopo, siamo ancora qui. Perché si è arrivati a questo punto? Non per i problemi giudiziari, ma per contrasti interni alla maggioranza, che aveva al proprio interno diverse velocità. Dopo un anno intero, i documenti di bilancio che vengono presentati dimostrano debolezza e confusione. Forse ci sono obiettivi comuni tra minoranza e maggioranza, ma sono i metodi e le priorità le differenze. Il settore sanitario è l’evidenza di queste carenze, con la mancata approvazione del piano socio-sanitario: alle richieste che arrivano dall’azienda mancano le risposte politiche, che il Governo dovrebbe dare. Non è più possibile agire per atti singoli: occorre una riforma sistemica. Nel DEFR è anche assente lo sport, con una legge vecchia di 15 anni in un mondo che è completamente cambiato. Poche righe liquidano il turismo, perché non è sufficiente dire che la riforma è stata avviata ma non è stata approvata: allora vi provoco chiedendovi di trasferire l’Office du Tourisme all’interno dell’Assessorato al turismo, una soluzione rapida ma molto efficace, gradita al personale e che porta dei risparmi. Parlando quindi degli impianti a fune, anziché fermare i collegamenti intervallivi, occorre continuare per cercare nuove soluzioni, fare nuove valutazioni, per cogliere le opportunità che si aprono senza perdere altro tempo. In conclusione, spiace apprendere che in maggioranza, come lo scorso anno, non vi sia stato un confronto preliminare sul bilancio.»

Il consigliere Jean-Claude Daudry (Uvp) ha evocato «la mole di lavoro enorme in Commissione per affrontare il percorso del bilancio: è stato difficile mettere a fuoco i punti di forza, così come gli aspetti di debolezza dei vari documenti. C’è stata una doppia velocità: alcuni dossier hanno avuto un’accelerazione, altri sono purtroppo rimasti fermi. Il dibattito odierno non poteva prescindere dal fatto che questo è un Consiglio “sospeso”, in attesa della scadenza naturale del 14 febbraio o delle 18 dimissioni che porteranno ad elezioni anticipate; elezioni alle quali guardiamo con serenità. Il nostro gruppo è sempre stato favorevole ad un percorso ordinato per giungere all’approvazione del bilancio per cui respingiamo con forza ogni tentativo approssimativo di fare pronostici elettorali sui risultati che otterranno le forze autonomiste, mettendo in circolo il messaggio che noi eletti siamo distanti dai nostri movimenti. Oggi abbiamo anche assistito a diversi spot in favore della carica di “Consigliere di opposizione” quale massima aspirazione per un candidato. Entrando nel merito del bilancio, voglio rilevare alcuni dati positivi che rischiano di rimanere in secondo piano e che riguardano l’industria, i trasporti, l’occupazione, l’agricoltura, il turismo e le attività culturali: settori cruciali in cui abbiamo lavorato e ottenuto passi in avanti. Confidiamo pertanto di uscire da questa impasse e di poter procedere all’approvazione del bilancio regionale.»

Ordini del giorno ed emendamenti

In Aula sono stati depositati 11 ordini del giorno collegati ai documenti di bilancio, di cui 7 del M5S, 1 della presidente Rini, 1 di ADU VdA e 2 di RC-AC. 

Gli emendamenti presentati sono in totale 138.  
Gli emendamenti al DEFR sono 41: 2 approvati dalla seconda Commissione; 39 depositati in Aula, di cui 4 RC-AC, 1 ADU-VdA, 4 M5S, 1 Mouv’-Misto-Lega VdA, 1 Marquis-Barocco-Daudry, 28 Mouv’-Misto-Lega VdA-Vdalibra. 
Gli emendamenti alla legge di stabilità sono 68: 36 approvati dalla seconda Commissione; 32 depositati in Aula, di cui 5 Vdalibra, 2 Misto-Lega VdA-Mouv’-Vdalibra-Rini-Daudry, 2 RC-AC, 1 assessori Bertschy e Certan, 2 assessore Chatrian, 3 ADU VdA, 4 M5S, 4 Mouv’-Misto-Lega VdA, 2 Lega VdA; 7 Lega VdA-Vdalibra.
Gli emendamenti al bilancio sono 7: 4 approvati dalla seconda Commissione; 3 depositati in Aula, di cui 1 dall’assessore Bertschy, 1 di Lega VdA, 1 di RC-AC.
Gli emendamenti alle disposizioni collegate alla legge di stabilità sono 22: 12 approvati dalla seconda Commissione; 10 depositati in Aula, di cui 2 RC-AC, 1 Assessore Certan, 2 Vdalibra, 1 ADU VdA, 1 Lega VdA, 1 AV-UV-SA-GM.

Le repliche della Giunta e dei relatori

Nella seduta notturna del Consiglio Valle del 28 gennaio 2020, in sede di replica, sono intervenuti gli assessori, i consiglieri relatori e il presidente della Regione.

L’assessore alla sanità Mauro Baccega ha evidenziato che «in alcuni interventi il clima è stato certamente da campagna elettorale. Francamente, non riesco a capire dove stiano le marchette di cui tanti parlano: forse diminuire il ticket è una marchetta? Si accusa questo bilancio di mancanza di programmazione, ma al mio esordio come Assessore, avevo evidenziato che il sistema sanitario è complesso e come tale va affrontato. E il 2019 è stato proprio un anno di programmazione. Si sono volute ottenere maggiori risorse per la sanità e il sociale, poi si è lavorato sulla progettazione e sulla pianificazione, dal contrasto alla carenza dei medici al consolidamento della direzione strategica. Un altro esempio è il trasferimento della psichiatria, che è stato inserito in una riorganizzazione più generale. Si lavora sullo sviluppo della medicina di montagna, sul sostegno alle misure di prevenzione e screening, sull’attenzione a chi vive situazioni di fragilità. Credo che il percorso avviato per la revisione del sistema di welfare sia capace di avere una definizione in tempi stretti. Sono elementi importanti, che ci permettono di dire che le risorse destinate alla sanità sono importanti anche in termini di pianificazione. Gli investimenti programmati nel triennio possono garantire adeguamento delle strutture e tecnologico. È un welfare fortemente in difesa delle fasce deboli, ma anche attento ad anziani e prima infanzia: lo dimostrano per esempio l’impegno per il Piano della povertà, o le risorse per gli asili nido. Sono quindi soddisfatto: le risorse messe a bilancio, insieme ai trasferimenti con vincolo di destinazione, permettono di portare avanti il percorso iniziato nel 2019, che è un itinerario di crescita che è anche certificato dalle valutazioni nazionali sul nostro livello di servizi.»

L’assessore all’ambiente e risorse naturali, Albert Chatrian, ha sostenuto che «le Istituzioni hanno una dignità, che può essere svilita dai propri rappresentanti. È il decoro che denota rispetto per sé e per gli altri. Esiste una sostanziale differenza tra chi critica soltanto e chi propone progetti e soluzioni alternative. Noi abbiamo cercato di declinare al meglio le sfide del 2019, basandoci sulla concretezza, perché è questo che fa la differenza: conosciamo il nostro territorio, lo viviamo, parliamo con le persone. Abbiamo puntato al rilancio e al potenziamento del settore forestale, perché la montagna non la amiamo solo a parole, vogliamo dare la giusta attenzione alla manutenzione del territorio, anche attraverso i consorzi di miglioramento fondiario; è un modo, questo, anche di dare occupazione e creare professionalità. Il rilancio della filiera legno permette di valorizzare i boschi. La semplificazione della macchina amministrativa sul vincolo idrogeologico dà una triplice risposta: ai cittadini, ai Comuni e ai professionisti. È fondamentale approvare il bilancio anche per completare le assunzioni degli agenti forestali e bandire il concorso pubblico per altri venti posti. Riguardo allo sviluppo sostenibile, dobbiamo definire un’unica strategia Valle d’Aosta 2030-2040. Non è banale la candidatura del Monte Bianco a patrimonio UNESCO: è importante dal punto di vista culturale e promozionale. Altro passaggio positivo è l’attribuzione di importanti risorse per le azioni di miglioramento della qualità della falda di Aosta. Sulla questione delle discariche, abbiamo cercato di capire i margini di manovra legislativa e abbiamo presentato tre emendamenti volti a ridurre criticità evidenziate da migliaia di valdostani. Auspichiamo di poter trovare una sintesi all’interno del Consiglio per dare un’alternativa a quanto autorizzato nel 2014 e 2016 per le due strutture presenti sul territorio.»

Per l’assessore all’istruzione, Chantal Certan, «il modo più evidente per procedere nell’attività amministrativa e politica è la programmazione: in questi ultimi anni di incertezza politica, abbiamo cercato di lavorare alacremente per portare a termine questa pianificazione che, seppur in ritardo, è pronta. Non abbiamo lavorato secondo logiche di “marchettopoli” come dice qualcuno: è venuto il momento di smetterla di usare determinate espressioni quando non si ha altro da dire. È più importante lavorare seriamente; chi non fa è difficile che sbagli qualcosa. Questo mese di approfondimento dei documenti di bilancio è stato pesante ma non è stato perso: ha permesso di affinare il confronto e di perfezionare alcuni aspetti che non erano stati considerati appieno. Certo, tutto ciò ha comportato l’ingessatura dei servizi e l’appesantimento dell’attività amministrativa. Ora, bisogna uscire da questa impasse approvando il bilancio, che non è più orfano e sarà uno strumento utile per tutti e non solo per qualcuno.» En rentrant dans le détail des documents financiers, l’Assesseure a remarqué que «nous avons beaucoup misé sur nos langues parce que le fondement de notre autonomie repose aussi sur la question linguistique. Pour valoriser les langues, il faut les maîtriser et il faut donner le bon exemple en les utilisant: nous avons ainsi introduit des épreuves de langue française qui porteront à la certification européenne pour les élèves du secondaire.» Certan ha poi evidenziato che «abbiamo impostato il Piano giovani, che abbiamo condiviso in Commissione e alla cui stesura hanno partecipato e stanno partecipando i giovani: un documento fondato su una vera programmazione triennale di politiche giovanili e non di soli interventi spot. Abbiamo poi lavorato al Piano di formazione triennale nell’ambito della prossima programmazione dell’Unione europea, che parla di una scuola inclusiva che punta sulla formazione continua e sulle competenze chiave, attraverso un lavoro sinergico e, finalmente collaborativo, anche con l’UniVdA. Abbiamo dato importanza alla sinergia scuola-lavoro, alla sperimentazione del Centro regionale per l’istruzione degli adulti, alla didattica e alla sua metodologia. Abbiamo poi investito sull’edilizia scolastica – che dovrà essere presa in considerazione assieme agli Enti locali – e sulla necessità di fare verifiche sugli edifici scolastici attraverso una mappatura per offrire garanzie di sicurezza e di benessere ai nostri studenti.»

«Credo – ha detto l’assessore agli affari europei, politiche del lavoro e trasporti Luigi Bertschy – che questo bilancio metta a disposizione risorse coerenti con i progetti di sviluppo che ci siamo posti. Stiamo lavorando su ogni atto con una prospettiva triennale, apprezzata da tutti i nostri interlocutori, ed è compito di tutti far sposare questa prospettiva con una stabilità di risorse politiche. In questo periodo abbiamo ricostituito il Consiglio per le politiche del lavoro, che ha permesso di lavorare la prima bozza di Piano regionale. Tra i progetti degni di segnalazione ci sono il primo corso per manutentori d’industria 4.0, fortemente legato alle possibilità lavorative; i primi progetti di utilizzo dei voucher, per l’acquisizione di formazione o qualifiche; la revisione del sistema dei progetti sui Lavori di utilità sociale. Sviluppiamo insomma investimenti per costruire progetti di formazione che permettano ai nostri ragazzi e alle persone disoccupate di acquisire competenze sui settori in cui investiremo. Sui trasporti abbiamo riallacciato i rapporti con lo Stato, con il Piemonte e con i gestori per affrontare le problematiche dell’infrastruttura ferroviaria. È in corso d’appalto il sistema di bigliettazione elettronica. Abbiamo provato a innovare in alcuni settori, come testimoniato dai dati positivi delle navette gratuite su Aosta, o dall’attivazione dei collegamenti con gli aeroporti, anche con la collaborazione dell’Adava; o ancora con il Piano regionale di mobilità ciclistica. Vogliamo dare risposte al settore degli impianti a fune, che oggi produce un fatturato notevole e che permette di tenere vive tante vallate e il sistema economico che orbitano intorno agli impianti. Progetti come lo skipass giovani e “Sci…volare” hanno avuto ottime risposte. Negli affari europei abbiamo lavorato per recuperare il gap sul Fondo sociale europeo e per avviare la programmazione europea 2021-2027: molto rimane da fare, ma i segnali positivi finalmente ci sono

Sono poi intervenuti i consiglieri relatori dei provvedimenti. Il Presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA) ha sottolineato: «Il nostro è un sistema di tipo parlamentare prettamente di tipo proporzionale; ogni eletto ha l’obbligo morale di lavorare per trovare soluzioni per la comunità valdostana. Non credo che l’obiettivo sia quello di alzare delle pareti che impediscono il confronto; la nostra responsabilità è quella di mediare, altrimenti ai valdostani non saremo mai in grado di dare risposte. Poniamo di andare ad elezioni anticipate: e se si riproponesse lo stesso scenario di oggi? Le elezioni non sono un regolamento di conti tra gruppi per determinare un rapporto di forze diverse, ma sono uno strumento per garantire la governabilità, per risolvere dei problemi dei cittadini. Sono stati presentati degli ordini del giorno: se oggi li approvassimo e domani ci dimettessimo, questi stessi ordini del giorno, frutto di lavoro e studio, potrebbero essere buttati nella pattumiera. Analogo discorso per le altre proposte che sono state avanzate. Evitiamo di reiterare il disagio arrecato in questo mese di esercizio provvisorio. Qualora si voglia procedere legittimamente su questa strada, è doveroso che ciascuno di noi si assuma la propria parte di responsabilità e che tutti siano consci di quello che sarà il futuro della Valle d’Aosta.»

Il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi, relatore di opposizione, ha affermato: «Non è un problema di convergenze ma di equilibrature. È vero che l’instabilità politica non aiuta la programmazione: stiamo vivendo una fase di continua pianificazione ma di mancata realizzazione. Il bilancio non è orfano, ha tanti padri: il mio auspicio è che prima o poi possa essere applicato, dopo che avremo ridato voce agli elettori. Riguardo alla tassazione, io ho la fissa sull’IRPEF: nel breve tempo che ho governato, mi sono reso conto della difficoltà di fare determinate scelte, ma c’è chi ama tagliare la spesa corrente, noi, e chi ama redistribuirla un po’, voi. Infine, riguardo al Casinò, la storia ha dato ragione alla parte che era sotto accusa e che per le scelte intraprese ha subìto un piccolo processo, anche se sommario.» 

Infine, ha preso la parola il presidente della Regione e assessore alle finanze, Renzo Testolin: «Ringrazio chi ha voluto portare delle modifiche costruttive a questo bilancio e confrontarsi nel merito delle misure previste. Altri invece hanno voluto fermarsi a un livello superficiale, cogliendo l’occasione solo per parlare d’altro. Si possono criticare i contenuti e le scelte, ma non transigo sul metodo e sulla serietà del lavoro svolto. Non lo si può criticare con leggerezza, senza coscienza della profondità dell’azione messa in campo: le provocazioni, infatti, non sono una risposta. Ci sono esternazioni che sono contrarie alla mia visione delle cose: ci sono iniziative che vengono banalizzate o sottovalutate, che invece sono progettualità pensate per dare vitalità a tutto il tessuto economico. Ribadiamo la necessità di non cercare continuamente il contrasto: occorre mettere in luce gli aspetti positivi, provando a migliorare e non a umiliare ciò che si è fatto prima. In questi anni si sono succedute le une alle altre tante programmazioni: noi abbiamo scelto di non cancellare quanto fatto prima, ma abbiamo agito per seguire strade alternative dove ci sembrava che ce ne fossero di migliori. È quello che abbiamo fatto in tutti i settori, dai mutui agli investimenti sul territorio, dai fondi europei all’agricoltura, dagli impianti a fune alla sanità, fino agli Enti locali. Abbiamo cercato di creare un percorso che vada a massimizzare il futuro dei prossimi tre anni, con un documento sicuramente perfettibile ma costruito con i crismi della concretezza e con un’attenzione al territorio per il quale abbiamo lavorato con impegno e serietà

Gli ordini del giorno

Nel corso della seduta mattutina del Consiglio Valle del 29 gennaio 2020, il dibattito è proseguito su undici ordini del giorno depositati in Aula, di cui 7 del M5S, 1 della Presidente Rini, 1 di ADU VdA e 2 di RC-AC. 

Giudizio di parifica

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dalla presidente del Consiglio Emily Rini ed emendato dopo un confronto con la Conferenza dei Capigruppo, che impegna la prima Commissione consiliare ad avviare gli opportuni approfondimenti con la Commissione Paritetica in merito alla norma di attuazione che preveda la sottoposizione al giudizio di parifica da parte della Corte di conti del rendiconto generale della Regione. Inoltre sollecita il Governo regionale a presentare, non appena sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la norma di attuazione in materia di istituzione di un Collegio dei revisori dei conti, il disegno di legge regionale per l’istituzione dello stesso.

La presidente del Consiglio, Emily Rini, nell’illustrare l’iniziativa, ha parlato «di tema delicato e complesso. Questo ordine del giorno nasce nel momento in cui le Istituzioni appaiono sempre più distanti dai cittadini: c’è una sola strada per avvicinarli ed è la fiducia che si conquista con la trasparenza, nel rispetto del ruolo di tutti, senza ostilità e con spirito di collaborazione. Senza la fiducia nelle istituzioni, il futuro di una comunità resta incerto. Questa iniziativa vuole andare a mettere un tassello in questo percorso: la nostra Regione non ha il giudizio di parifica del rendiconto che io, invece, reputo uno strumento importante di supporto per chi è chiamato ad amministrare e di cui tutte le Regioni, anche quelle a Statuto speciale, sono dotate. Questa è un’anomalia che secondo noi va sanata. Ben vengano gli approfondimenti sollecitati dai vari gruppi, pur ribadendo che noi siamo favorevoli all’applicazione nella nostra regione del giudizio di parifica: sono una regionalista convinta e credo che siano altre le cose che stanno minando il nostro sistema, non certo il giudizio della Corte dei conti

Il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi ha evidenziato «l’importanza di dotarsi di un Collegio dei revisori e di approfondire il tema del giudizio di parifica non perché ci mette in linea con gli altri – perché noi vogliamo mantenere la nostra diversità – ma perché questo strumento potrà garantire sicurezza ai nostri conti. Tuttavia, bisogna muoversi con i piedi di piombo perché si toccano principi fondamentali della nostra autonomia: è bene quindi sondare ulteriormente questo tema.» 

Per la capogruppo di Alliance Valdôtaine, Patrizia Morelli, «non sempre le differenze sono delle anomalie: ricordiamo come talvolta nella storia, le peculiarità della Valle d’Aosta siano state considerate anomalie da cancellare. Pertanto, nel rispetto dei diversi ruoli, noi crediamo che, su un tema così complesso e delicato, vada fatto un percorso di approfondimento al fine di valutarne tutti gli aspetti.» 

La consigliere di ADU VdA Daria Pulz ha evidenziato che «il futuro giudizio di parifica della Corte dei conti deve essere visto come un momento di garanzia e non come un limite o un’invasione di campo da parte dello Stato. Ci auguriamo che i tempi di approvazione non siano troppo lunghi. In questa situazione di agonia della politica regionale, vediamo con favore questo strumento che è come un salvagente cui aggrapparsi, insieme anche all’istituzione di un Collegio esterno di revisori dei conti.» 

Il consigliere Carlo Marzi (SA) ha sottolineato: «Un momento di confronto, anche su questo tipo di tematica, è sempre proficuo e bene accetto. Alla base della nostra specificità ci deve essere il rispetto alla pari, sia nei confronti dello Stato sia nel rispetto dell’equilibrio che devono avere i tre livelli di potere dello Stato stesso. Il nostro Statuto e la nostra peculiarità devono essere un punto di partenza per confrontarci su queste tematiche in maniera arricchente per tutte le parti che si confrontano.» 

Il capogruppo di Vdalibra Stefano Ferrero, nel considerare «il ruolo della Corte dei conti come un baluardo di difesa della legalità», ha chiesto «attenzione perché andiamo a toccare una questione che è ancora in divenire: bisogna vedere tutti i risvolti per non rischiare una confusione dei ruoli. Tutti sono buoni autonomisti, ma quando ci si toglie qualcosa bisogna capire quali siano le implicazioni

Anche il capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne Alberto Bertin ha sostenuto «l’opportunità di valutare attentamente le scelte che si vogliono fare su una tematica così complessa per capire le conseguenze che questa potrà comportare. Avviare l’approfondimento è assolutamente necessario

Per il presidente della Regione, Renzo Testolin, «l’istituzione del Collegio dei revisori dei conti, come già detto quando abbiamo approvato la norma di attuazione in Consiglio, dà garanzia e sicurezza del lavoro svolto dagli uffici nella predisposizione di documenti di bilancio che sono sempre più complessi. Riguardo al giudizio di parifica della Corte dei conti, concordo nella necessità di un approfondimento serio ed equilibrato del percorso di valutazione

Approvati Defibrillatori, Università terza età, bandi europei e sostegno alla natalità

Altri quattro ordini del giorno presentati dal Movimento 5 Stelle sono stati approvati, sempre all’unanimità.

Il primo, proposto dal consigliere Luciano Mossa ed emendato su proposta dell’assessore alla sanità Mauro Baccega, impegna la Giunta a dotare tutte le strutture sanitarie di Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE), considerata l’importanza di questi dispositivi di primo soccorso per salvare vite umane.

L’ordine del giorno presentato dal capogruppo Luigi Vesan, così come emendato su proposta dell’assessore all’istruzione, Chantal Certan, impegna invece il Governo a presentare in seconda Commissione entro 240 giorni una proposta di contribuzione al riconoscimento e al sostegno dei corsi della Unitre Châtillon e della Associazione Amici della Terza Età di Pont-Saint-Martin, come avviene per la Università valdostana della Terza Età.

Altre due iniziative sono state poi illustrate dalla consigliere Maria Luisa Russo: la prima impegna il Governo a definire entro 60 giorni un calendario di incontri in cui l’assessore e/o gli uffici preposti forniscano a Enti locali, istituzioni scolastiche, uffici dell’USL, Terzo Settore e imprenditoria sociale tutte le informazioni necessarie per conoscere i fondi comunitari e accedere ai bandi europei; a indicare i consulenti, di cui si farà carico l’Amministrazione regionale, esperti in progettazione europea, che possano aiutare gli Enti coinvolti alla definizione e alla stesura dei progetti e che si occupino della formazione del personale già operante per garantire loro futura autonomia.

La seconda della consigliere Russo impegna il Governo a definire entro il 2020 e ad attuare entro il 2021 serie azioni di sostegno alla natalità e alla famiglia che aiutino concretamente a invertire l’attuale trend negativo delle nascite, agevolando le giovani coppie ad avere il numero di figli che desidera e sostenendo tutti gli aspetti che riguardano il ciclo della famiglia. 

Respinti gli educational turistici e la bonifica dei siti contaminati

È stato invece respinto con 27 astensioni e 6 voti a favore (M5S e RC-AC) l’ordine del giorno, presentato dal consigliere Luciano Mossa che intendeva impegnare il Governo a reperire maggiori risorse per gli “educational” dei tour operator e per operazioni di co-marketing e marketing diretto, al fine di realizzare campagne pubblicitarie per promuovere in tutto il mondo le peculiarità naturalistiche, sportive, culturali, di benessere ed enogastronomiche della regione. Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha annunciato il voto di astensione del Governo, «perché, pur condividendo le linee di indirizzo, questa presa di posizione deve essere valutata a bocce ferme alla luce delle risorse messe a disposizione con questo bilancio per la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e enogastronomico, per la quale è stato comunque già realizzato un ampio lavoro di promozione e di fruibilità.» Stessa posizione è stata espressa dal consigliere del gruppo Misto Claudio Restano.

Il Consiglio ha quindi respinto con 17 astensioni (UV, AV, SA, PNV-FV-AC e Barocco) e 17 voti favorevoli (ADU-VdA, M5S, Lega VdA, Mouv’, Vdalibra, RC-AC e Restano) un ordine del giorno del gruppo ADU-VdA, illustrato dalla consigliere Daria Pulz, che intendeva impegnare l’assessore competente a legiferare in materia di bonifica e di messa in sicurezza di siti contaminati a rilevanza regionale nel rispetto del principio di precauzione, a tutela della salute e in modo da prevenire e ridurre l’inquinamento ambientale, sollecitando la Regione ad ammettere nelle discariche per inerti esclusivamente rifiuti inerti che non richiedano caratterizzazione. L’assessore all’ambiente Albert Chatrian ha chiesto il ritiro dell’iniziativa perché il tema sarà affrontato in un emendamento alle leggi di bilancio nel prosieguo dei lavori.

È stato invece ritirato dalla proponente, la Consigliera Maria Luisa Russo (M5S), l’ordine del giorno sull’introduzione di un “bonus sport” per i minori tra 6 e 16 anni residenti in Valle d’Aosta.

Approvati Commissione paritetica, educazione bi-plurilingue e associazione contro le mafie

È stato approvato all’unanimità, così come emendato su proposta del presidente della Regione Renzo Testolin, l’ordine del giorno presentato dalla consigliere di Rete Civica-Alliance Citoyenne Chiara Minelli in merito alla ricomposizione della Commissione Paritetica Stato-Regione Valle d’Aosta. L’iniziativa invita i Parlamentari della Valle d’Aosta e le forze politiche presenti in Parlamento ad assumere iniziative incisive in modo da addivenire in tempi rapidi alla nomina dei componenti di parte statale della Commissione Paritetica; chiede altresì al Presidente della Regione di intervenire presso il Ministero competente e di darne immediata comunicazione.

Il Consiglio ha quindi approvato all’unanimità un ordine del giorno illustrato dalla consigliere Maria Luisa Russo (M5S) ed emendato dall’assessore all’istruzione Chantal Certan. Il documento impegna l’Assessore competente a confrontarsi con il Comitato tecnico per la stesura delle linee guida per la definizione del modello di educazione bi-plurilingue e a illustrare alla Commissione competente un documento contenente la bozza delle linee guida riguardanti la scuola secondaria di primo e secondo grado condivise tra esperti e mondo della scuola (dirigenti, docenti) entro maggio-giugno 2020.

Il Consiglio ha infine approvato, sempre all’unanimità, un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne Alberto Bertin, che impegna il Governo regionale ad aderire all’associazione “Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie” (di cui sono soci 437 Enti, tra cui 10 Regioni) e a organizzare, in collaborazione, attività di formazione e informazione rivolta innanzitutto ad amministratori e personale della pubblica Amministrazione, al fine di fornire gli strumenti utili all’interpretazione e al contrasto del fenomeno delle infiltrazioni mafiose.

Consiglio anche il 30 gennaio

Nella seduta straordinaria del 30 gennaio 2020, dopo un dibattito iniziato nella giornata di mercoledì 29, il Consiglio regionale ha approvato, con 18 voti a favore (AV, UV, SA, RC-AC, Barocco), 10 contrari (Lega VdA, Vdalibra, ADU VdA) e 7 astensioni (M5S, Mouv’, PNV-AC-FV e Restano), il Documento di economica e finanza regionale (Defr) per il triennio 2020-2022.

Il Defr è un atto di programmazione previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e di bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi e rappresenta il primo strumento di relazione tra la programmazione finanziaria e la programmazione gestionale dell’ente. Al documento proposto dalla Giunta il 18 settembre 2019 sono stati presentati 41 emendamenti, di cui 6 approvati.

Il Defr

Il Documento di economia e finanza è articolato in 5 sezioni. La prima presenta sinteticamente il contesto economico e finanziario internazionale, nazionale e regionale oltre che l’analisi del sistema delle società partecipate e degli enti strumentali. La seconda contiene il quadro delle entrate e il quadro tendenziale di finanza pubblica regionale, i programmi a cofinanziamento europeo, statale e regionale. 

La terza sezione indica l’attuazione del programma delineando le priorità politiche per il triennio 2020-2022: riorganizzazione delle strutture regionali per migliorare l’efficienza e l’efficacia nell’amministrazione e nell’erogazione dei servizi pubblici a cittadini e imprese; Enti locali con una sostanziale conferma dei trasferimenti senza vincolo settoriale di destinazione (91 milioni e 500 mila euro quale soglia per garantire continuità e sicurezza nella gestione della macchina amministrativa comunale sulla quale potranno, poi, innestarsi nuove iniziative); lavoro e formazione professionale, attraverso il rilancio dei centri per l’impiego nell’ambito del nuovo Piano politiche del lavoro e dell’istituzione di una Agenzia del lavoro, l’avvio delle misure di politica attiva del lavoro; politica regionale di sviluppo, attuata mediante i programmi a cofinanziamento europeo, statale e regionale; sanità (con l’attivazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2020-2025 e il Piano regionale delle liste d’Attesa e la modifica dell’Atto aziendale dell’USL) e politiche sociali a beneficio delle famiglie e con particolare attenzione a minori, persone con disabilità, anziani e persone che vivono nel disagio per problemi sanitari e di povertà; attenzione al settore della ricerca volta allo sviluppo delle attività produttive; trasporti (con l’approvazione del Piano regionale dei trasporti, l’avvio della procedura d’appalto per il nuovo sistema di bigliettazione elettronica, l’approvazione del Piano regionale della mobilità ciclistica, l’aggiornamento del servizio trasporto disabili, la prosecuzione delle attività per giungere all’elettrificazione della tratta ferroviaria Aosta/Ivrea e delle azioni per la riattivazione del servizio sulla linea Aosta/Pré-Saint-Didier) e sviluppo dei comprensori sciistici; valorizzazione e gestione complessiva del patrimonio immobiliare regionale non utilizzato per scopi istituzionali; attenzione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile nell’ambito della strategia regionale che porti all’azzeramento dell’emissioni di gas climalteranti entro il 2040 (sostegno alla mobilità elettrica, all’efficientamento energetico); la gestione delle risorse naturali, attraverso i cantieri forestali con l’aumento del numero degli addetti garantendo il periodo di assunzione e il rinnovamento di macchine e attrezzature; agricoltura (attenzione alle opere viarie e irrigue gestite dai consorzi di miglioramento fondiario, garanzia di regolarità dei pagamenti ai beneficiari degli aiuti in agricoltura, introduzione di un aiuto mirato alla pratica della monticazione), turismo (individuazione di un unico ente per le attività di promozione e commercializzazione dell’offerta turistica) e rilancio del patrimonio culturale materiale e immateriale; settore scolastico (predisposizione del Piano di formazione del personale scolastico, sviluppo del repertorio linguistico dei giovani partendo dalle lingue della Valle – italiano, francese, francoprovenzale e parlate germaniche – per arrivare al plurilinguismo in una prospettiva di sviluppo delle competenze in stretta sinergia col tessuto economico della regione, creazione del Centro regionale d’istruzione per gli adulti, valorizzazione dell’UniVdA, attenzione all’edilizia scolastica). 

La quarta sezione è dedicata alle linee di indirizzo agli altri soggetti del sistema pubblico regionale (società partecipate ed enti strumentali) nonché gli indirizzi alle società in house direttamente controllate. Infine, la quinta sezione illustra la pianificazione dei lavori pubblici.

Gli emendamenti approvati in Aula

L’Aula ha approvato 6 emendamenti. Il primo, dei gruppi Lega VdA, Mouv’, Misto-Restano, Vdalibra, riguarda la valorizzazione del commercio di vicinato attraverso misure funzionali all’accesso al credito agevolato degli operatori oltre che la promozione di una filiera virtuosa che coinvolga produttori, artigiani, commercianti e altri operatori del settore turistico incrementando le attività di formazione e aggiornamento. 

Il secondo, dei consiglieri Marquis (SA), Barocco (GM) e Daudry (AV), indica che, parallelamente ai mutui a tasso agevolato attivati su risorse dei fondi di rotazione, sia sviluppata una modalità alternativa di sostegno alle attività legate all’edilizia abitativa mediante la concessione di contributi in conto interessi, finanziabili anche attraverso il recupero di risorse giacenti presso i fondi di rotazione stessi.

Il terzo, del gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne, riguarda l’ipotesi di collegamento tra i comprensori di Cervinia e Monterosa e chiede che siano avviati i dovuti approfondimenti sulla realizzabilità del progetto prima di arrivare a una decisione, coinvolgendo anche le associazioni di categoria e i portatori di interesse oltre agli Enti locali e alle società di gestione.

Il quarto, sempre di RC-AC, prevede il coinvolgimento di CVA e di soggetti privati nell’implementazione della rete infrastrutturale per la ricarica di auto elettriche.

Il quinto, del gruppo M5S, determina i vincoli da rispettare nella definizione della destinazione futura della Compagnia Valdostana delle Acque e/o nell’assegnazione della gara di concessione: mantenimento e incremento dei livelli di occupazione e di produzione aziendale nel territorio regionale; supporto alla creazione di un ecosistema industriale locale centrato sulle core competencies dell’azienda, in sinergia con le competenze distintive di altri operatori presenti sul territorio; garanzia di assoluta priorità nello sfruttamento delle acque per gli usi umani, agricoli-zootecnici e ambientali, rispetto a quelli idroelettrici; garanzia di dedicare priorità nell’allocazione del budget di investimenti alle opere di manutenzione e di prevenzione del degrado ambientale in conseguenza del cambiamento climatico.

L’ultimo emendamento approvato è del gruppo RC-AC ed è volto a eliminare la scadenza temporale di febbraio 2020 per l’approvazione della norma di attuazione in materia di utilizzo di acque pubbliche a scopo idroelettrico, visto che i componenti di parte statale della Commissione paritetica non sono ancora stati nominati a seguito del cambiamento di Governo nell’agosto 2019.

Le dichiarazioni di voto

Le conseiller Claudio Restano (GM) a annoncé son abstention en observant: «Nous avons bien fait à nous confronter: je pense qu’en partageant nos idées et nos contributions nous avons bien travaillé.»

Il consigliere Carlo Marzi (SA) si è detto «contento del lavoro svolto e soddisfatto dal punto di vista amministrativo e politico. Meno contento dal punto di vista istituzionale che ci compete, perché mi spiace che ci siamo autoimposti di mancare alla Millenaria Fiera di Sant’Orso: mi impegnerò perché questo non sia possibile in futuro. Mai più la massima Assemblea regionale deve essere lontana dalla Millenaria

La presidente del Consiglio Emily Rini (PNV-AC-FV) ha annunciato la propria astensione «conseguente alla presa di posizione sui vari emendamenti: considerando il fatto che ho votato a favore di diversi emendamenti proposti dalla Lega, Mouv’, Vdalibra e Russo alcuni degli spunti proposti dai diversi colleghi, credo sia coerente astenermi sul documento nel suo complesso.»

Il consigliere del gruppo Misto Giovanni Barocco ha fatto un «plauso all’energia profusa dal Governo per predisporre il DEFR, ma, pensando al futuro, ritengo che bisognerà dedicarvi maggior tempo. In questi giorni abbiamo anche analizzato un documento politico “ombra” che ci ha permesso di ragionare su determinati argomenti. Poco abbiamo parlato di innovazione e di entrate: se vogliamo avere un modello di Valle d’Aosta in armonia con l’ambiente verso la società, dovremo guardare maggiormente alla questione delle entrate, che oggi sono potenzialmente positive. Non aspettiamo che sia solo lo Stato, se crediamo veramente al 2040 e al “fossil fuel free” dobbiamo osare e mettere risorse per risolvere il problema del cambiamento climatico.» 

La consigliere Chiara Minelli (RC-AC): «Il nostro voto è favorevole, ma non è un voto di fiducia: non potrebbe esserlo in una situazione in cui non si ha una maggioranza e in cui si prospetta il ritorno alle urne. Ma non possiamo prescindere dal fatto di dover sbloccare questa impasse e consentire la discussione del bilancio. Siamo soddisfatti dell’introduzione di importanti correttivi, anche se permangono diversi aspetti che ci lasciano molto perplessi o su cui non concordiamo.»

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha parlato di «due documenti di programmazione sostanzialmente diversi che si sono confrontati. C’erano possibilità di convergere su problematiche: ma questo contatto non c’è stato. Se stiamo andando verso le elezioni, i cittadini potranno quindi confrontarsi con due visioni diverse della nostra regione. Spero che ci sia più possibilità di convergere nel confronto su come verranno allocate le risorse nelle leggi di bilancio

Il consigliere di Union valdôtaine progressiste Jean-Claude Daudry ha sostenuto che «il nostro gruppo ha lavorato fin dall’inizio del percorso di approvazione del bilancio. Ora ci troviamo a votare il DEFR, il documento di programmazione che traccia il futuro della nostra Regione, la cui approvazione è fondamentale per poter iniziare la discussione del bilancio. Il dibattito sul DEFR è stato interessante, non abbiamo visto così grandi differenze; abbiamo visto piuttosto una differenza di stile, un modo diverso di interpretare il dibattito. Siamo quindi pronti ad iniziare la discussione del bilancio utilizzando gli spunti nati dal dibattito del DEFR in maniera oggettiva, ma partendo dal lavoro dei 16. Lavorare, assumersi delle responsabilità è un’attività importante, sempre meno gratificata, ma porta in sé un forte rispetto per le Istituzioni, per la comunità, dando un esempio concreto e fattivo per superare la diffidenza che c’è nei nostri confronti. Il nostro sarà pertanto un voto favorevole e convinto.»

Il consigliere Roberto Cognetta (Vdalibra) ha motivato il voto contrario, precisando: «Noi abbiamo scritto un documento con cui abbiamo dichiarato le nostre intenzioni, ponendo una netta differenza tra chi lo ha presentato, l’ha illustrato, l’ha difeso e chi invece l’ha portato in quest’Aula solo perché è propedeutico alla discussione del bilancio. In questi giorni abbiamo cercato di condurre un’azione politica, a volte interpretata come una perdita di tempo. Questa è un’Aula in cui si parla di politica e per esprimere i propri voti bisogna avere conoscenza e coscienza. Bisogna ascoltare di più i cittadini, bisogna tener conto delle suggestioni dell’opposizione, bisogna parlare di più.»

«Votiamo convintamente contro – ha dichiarato la consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) – per i metodi discutibili di lavoro e perché non ci riconosciamo in una programmazione stanca e sempre uguale a se stessa. Siamo contrari anche perché qualcuno ha barattato, con un vergognoso emendamento di scambio, un voto a favore del DEFR con la mancata tutela del vallone delle Cime Bianche, che anche le future generazioni avrebbero diritto di godere come noi.»

«Meglio un confronto aspro – ha detto il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin – rispetto ai politici che “auspicano”. Avete fatto delle scelte, in un documento che va molto vicino a una “grida” manzoniana, perché il suo valore politico sarà nullo se si andrà alle elezioni. Questo documento è frutto di un mercanteggiamento meschino, che ha portato al sostegno di due Consiglieri in cambio di un emendamento che né ferma né mette in moto il progetto di Cime Bianche. Un documento che dice tutto e niente. Avevamo presentato una proposta coraggiosa per le politiche sociali chiedendo di mettere i nostri cittadini al primo posto nelle case popolari e negli aiuti, che voi avete bocciato come avete fatto con tante altre idee che potevano dare alla Valle d’Aosta un futuro migliore

Le conseiller Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) a souligné que «nous avons joué le rôle d’un contre-gouvernement, pour proposer une idée différente de la Vallée d’Aoste. Nous avons des visions différentes, bien qu’on ait trouvé une synthèse sur le thème du commerce. Nous nous sommes confrontés avec force sur le thème de la langue: j’espère que tout le monde, selon sa position et son rôle, saura trouver la même force pour défendre notre autonomie quand il y aura besoin de cette défense.»

Il presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA) ha dichiarato: «Il DEFR è un documento programmatico estremamente importante per disegnare il futuro della nostra Valle. Il percorso in Aula è stato positivo, vista la discussione su temi di grande importanza. Sarà da implementare in futuro l’aspetto della politica delle entrate, ma servono stabilità politica, convergenza di idee e spirito innovativo. Anche il tema Europa dovrà essere sempre più presente e pregnante in questo documento per l’importanza crescente che riveste questo livello di governo sullo sviluppo delle realtà territoriali. Il voto del nostro gruppo sarà favorevole.»

Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha affermato: «Da questo confronto, lungo e serrato, sono emersi determinati argomenti che, avendo ricevuto un largo consenso, tracciano le strade che andranno inequivocabilmente seguite. È scaturito un documento che traccia un’attività amministrativa coerente col bilancio che andremo a discutere. Il nuovo Governo potrà correggerlo, sempre e comunque a favore della collettività.»

La legge di stabilità

Nella serata del 30 gennaio 2020, il Consiglio regionale ha proseguito i propri lavori con l’esame dell’articolato della legge di stabilità regionale per il triennio 2020-2022 e degli emendamenti presentati.

Al disegno di legge sono stati depositati 68 emendamenti: 36 della seconda Commissione; 32 depositati in Aula, di cui 5 Vdalibra, 2 Misto-Lega VdA-Mouv’-Vdalibra-Rini-Daudry, 2 RC-AC, 1 Assessori Bertschy e Certan, 2 Assessore Chatrian, 3 ADU VdA, 4 M5S, 4 Mouv’-Misto-Lega VdA, 2 Lega VdA; 7 Lega VdA-Vdalibra.

Nella seduta del Consiglio del 31 gennaio 2020, il Consiglio Valle ha approvato, con 19 voti a favore (AV, UV, SA, RC-AC, PNV-AC-FV, Barocco), 4 contrari (Vdalibra, Mouv’ e ADU VdA) e 12 astensioni (Lega VdA, M5S, Restano), il disegno di legge di stabilità della Regione autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2020-2022.

La legge di stabilità dispone le autorizzazioni di spesa coerentemente con le linee di indirizzo indicate nel Defr, che troveranno finanziamento nei capitoli della legge di bilancio.

L’Aula ha approvato 43 emendamenti al provvedimento. Tra questi vi sono: due del M5S (maggiorazione dell’aliquota dell’IRAP per le sale da gioco a partire dal 2021; disposizioni per rendere la procedura concorsuale dei Vigili del fuoco uguale a quella nazionale); uno dei gruppi Lega VdA e Vdalibra (per introdurre esenzioni dall’Irap, nel periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2022, per le nuove start-up che si insediano sul territorio valdostano per i primi cinque anni); uno dei consiglieri Marquis, Barocco, Daudry (per la concessione di contributi in conto interessi a sostegno dell’edilizia abitativa); due dei consiglieri Rini e Barocco (sostegno alla nuova apertura di esercizi di vicinato nei comuni con una rete distributiva non adeguata ai bisogni con contributi a fondo perso; contributi straordinari a favore delle Pro loco per le spese di gestione della sicurezza nelle manifestazioni pubbliche); due emendamenti dei consiglieri Restano, Gerandin, Ferrero, Aggravi, Daudry, Barocco, Spelgatti, Manfrin, Sammaritani, Rini (contributo di 12 mila euro annui a favore dell’Associazione cronometristi della Valle d’Aosta; contributo forfettario all’Asiva di 150 mila euro per il progetto di formazione e valorizzazione degli atleti Under 23 e Children, quest’ultimo emendato su proposta del presidente Testolin).

Tra gli emendamenti proposti dal Governo regionale, sono stati approvati, fra gli altri, la priorità nel reclutamento di personale per le la mitigazione del cambiamento climatico; il contributo straordinario ai Comuni di un importo di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 per spese di investimento per la tutela dell’ambiente alpino dai rischi idrogeologici; lo stanziamento per il 2020 di 500 mila euro per la messa in sicurezza degli edifici scolastici di proprietà degli Enti locali; la proroga al 31 dicembre 2020 delle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato; l’aumento della dotazione organica dell’Amministrazione regionale per l’assunzione di 13 unità di personale da destinare ai centri per l’impiego; la riduzione della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria; la concessione di aiuti a fondo perduto in regime de minimis agricolo a favore dell’apicoltura per danni causati da calamità atmosferiche; il pagamento diretto da parte della Regione delle spese di trasporto delle scolaresche che partecipano ad attività legate alla pratica dello sci; l’introduzione di disposizioni in materia di bonifica dell’area ex Cogne e la rideterminazione delle tariffe per tipologia di rifiuto, prevedendo la misura massima per i rifiuti speciali in modo da scoraggiare questi conferimenti; il consolidamento del progetto Sci…volare a scuola; l’esenzione per il trasporto pubblico dei soggetti che svolgono servizio civile; la priorità di destinazione dell’avanzo di amministrazione per l’edilizia scolastica e per i cambiamenti climatici; i contributi ai patronati; l’aumento delle risorse per gli anziani e i disabili.

Il Bilancio

Nella seduta notturna del Consiglio del 31 gennaio 2020, il Consiglio Valle ha approvato, con 20 voti a favore (AV, UV, SA, RC-AC, PNV-AC-FV, Barocco, Nasso), 3 contrari (Vdalibra e ADU VdA) e 12 astensioni (Lega VdA, M5S, Mouv’, Restano), il bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2020-2022. La consigliere del M5S Manuela Nasso ha immediatamente precisato che il suo voto favorevole (anziché di astensione) è stato causato da un errore materiale durante la votazione. 

Il bilancio regionale pareggia sull’importo complessivo di 1 miliardo 506 milioni 839 mila 286 euro per il 2020, 1 miliardo 981 milioni 611 mila 170 euro per il 2021 e 1 miliardo 424 milioni 641 mila 79 euro per il 2022.

L’Aula ha approvato quattro emendamenti al documento finanziario, di cui te della seconda Commissione e uno dell’assessore Bertschy.

Le disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale

Nella seduta straordinaria del Consiglio del 3 febbraio 2020, in chiusura dell’adunanza dedicata alle leggi di bilancio, il Consiglio Valle ha approvato, con 19 voti a favore (AV, UV, SA, RC-AC, PNV-AC-FV, Consigliere Barocco), 1 contrario (ADU VdA) e 15 astensioni (Lega VdA, M5S, Mouv’, Vdalibra, Consigliere Restano), le disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale per il triennio 2020-2022. 

Il provvedimento modifica una serie di leggi regionali e disposizioni in materia di turismo e trasporti (piste di sci, professioni turistiche, trasporto di persone mediante autobus da noleggio, rilevazione dati turistici), di viabilità (strade regionali), di agricoltura (difesa delle api), di politiche educative (Fondazione musicale, diritto allo studio, refezioni scolastiche, autonomia scolastica, offerta formativa), di contratti pubblici (centralizzazione delle funzioni di committenza per affidamento di lavori e servizi e obblighi informativi e di pubblicità degli atti), di sanità (modalità di approvazione degli indirizzi e obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi, criteri di applicazione del decreto del Ministero della salute del 2015 in materia di standard qualitativi nell’ambito dell’autonomia organizzativa della Regione), in materia di pratiche edilizie, mobilità sostenibile, rifiuti, vincolo idrogeologico ed esercizio associato di funzioni e servizi comunali.

Dichiarazioni di voto sulle disposizioni collegate alla legge di stabilità

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, annunciando il voto di astensione, ha confermato che il gruppo, al termine della votazione, provvederà a recarsi nell’ufficio del Segretario generale per rassegnare le dimissioni.

Il consigliere Claudio Restano (GM) ha parlato di un confronto aperto, sereno, pur con qualche momento di tensione, che ha comunque portato a una sintesi proficua. Annunciando l’astensione, ha suggerito di prendere in considerazione l’istituzione di un’Università sportiva.

La capogruppo di Alliance Valdôtaine ha evocato il dibattito lungo, complesso e per certi versi arricchente: anche nelle sospensioni si è prodotto qualcosa di utile per rispondere alle istanze dei cittadini e l’emendamento sulle discariche ne è chiara dimostrazione. Questo Consiglio, per Patrizia Morelli, ha però ancora alcuni atti da affrontare, ad esempio, sarà convocata a breve una Commissione per quanto attiene ai cantieri forestali. Ha quindi espresso rincrescimento che non si sia potuto affrontare il tema dell’election day, ritenuto non attinente dagli uffici; pertanto, il gruppo presenterà una proposta di legge su questo, considerato lo strumento ideale per affrontare le elezioni.

Il capogruppo del Mouv’, Elso Gerandin, si è rammaricato per il fatto che l’Assemblea non abbia fatto di più per i valdostani in difficoltà e ha osservato come l’accanimento terapeutico per questa Legislatura pare continuare. Ha quindi annunciato il voto di astensione.

Il capogruppo del M5S ha annunciato il voto di astensione dichiarando che nel momento in cui vi saranno 18 Consiglieri a firmare nell’Ufficio del Segretario generale ci saranno anche loro, altrimenti il Consigliere Vesan vedrà con soddisfazione le coraggiose, dichiarate dimissioni del Consigliere Manfrin.

La consigliere del M5S Manuela Nasso ha aggiunto che se si lavorasse sempre come si lavora nei momenti di crisi si potrebbe fare bene: quando c’è la volontà possono trovare delle sintesi, con rispetto, tra forze di maggioranza e forze di minoranza.

Per la consigliere di RC-AC Chiara Minelli si concludono i lavori di questo Consiglio con alcuni elementi di soddisfazione per una serie di misure positive introdotte nei vari documenti. La Consigliera ha espresso anche un’amara constatazione – le modalità con cui si è arrivati all’approvazione dei documenti di bilancio: tre giorni di discussione in Commissione e sette in Aula – e il rammarico per la grande incertezza politica, sottolineando però che secondo quanto proposto dal suo gruppo le elezioni si possono programmare per ottobre, creando un governo istituzionale provvisorio al fine di gestire le risorse appena approvate e fare le riforme in tema elettorale. Le leggi di bilancio complessivamente, secondo Minelli, sono discrete ma non si tratta di una manovra particolarmente innovativa.

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha evocato il senso di responsabilità e l’importanza che la Lega VdA ha accordato a questa materia, presentando emendamenti e proposte che in parte sono stati accettati. Il Consigliere ha rivendicato le tempistiche e la disponibilità dimostrata dall’opposizione, che invece è stata accusata di rallentamento dei lavori e più volte rifiutata dal Governo.

Il capogruppo di Vdalibra Stefano Ferrero ha annunciato l’astensione e ha affermato di aspettare l’apposizione delle 18 firme per le dimissioni.

La consigliere Daria Pulz (ADU VdA) ha motivato il proprio voto contrario ad un atto politico lontano dai propri orizzonti, a partire dal modus operandi con cui ci si è approcciati. Per Pulz, questo bilancio è stato un’agonia e resterà epico per la fatica di una programmazione impossibile, con un ritmo affannoso, persino durante la Fiera di Sant’Orso e la Settimana della Memoria, le cui manifestazioni dovrebbero vedere tutti in prima fila come legislatori. La Consigliera ha confermato l’intenzione di firmare immediatamente le proprie dimissioni, pur percependo nell’aria un nuovo Governo di scopo, e si è detta soddisfatta per l’approvazione del suo primo emendamento in due anni.

Il capogruppo dell’UV, nel dichiarare il voto favorevole, ha parlato di una lunga settimana che non ha contribuito a riconquistare la fiducia del popolo valdostano. Se già a fine dicembre avessimo dato le dimissioni, ha detto Erik Lavevaz, avremmo già dato così delle risposte. Per Lavevaz, la fine della Legislatura anzitempo è una sconfitta ed è una responsabilità di tutti, perché questa è una democrazia con un sistema proporzionale. Per il Consigliere, dopo tutti i tentativi messi in atto per creare una nuova maggioranza, le elezioni in questo momento sono un gesto di civiltà. Ci dicono che l’UV è folle a parlare di elezioni in questo momento, ha aggiunto Lavevaz, ma cerchiamo di essere seri e coerenti con quanto deciso. Per Lavevaz, oggi non c’è alternativa: l’Union Valdôtaine sta cercando di cambiare pelle e non vuole farsi carico di risolvere una situazione di crisi. Riguardo alle dimissioni, Lavevaz ha sottolineato che a fine dicembre le avrebbe date, oggi a 14 giorni dalla scadenza anticipata della Legislatura, è innaturale.

Il consigliere Carlo Marzi (SA) ha rilevato l’importanza dell’essere giunti al momento dell’approvazione delle leggi di bilancio e ha affermato di essere fiero di votare a favore dei disegni di legge. Il Consigliere ha ribadito che la Stella Alpina non rassegnerà le dimissioni ed è contraria non solo alle elezioni anticipate ma anche a Governi a scadenza se non quella naturale del 2023. Qualora si raggiungessero le 18 firme, Marzi ha comunicato di volersi impegnare a fare in modo che la scadenza di una votazione anticipata nel 2020 abbia una durata massima di tre anni, in modo tale che non si ripeta un’interferenza tra elezioni regionali e comunali.

Il consigliere Giovanni Barocco (GM) ha specificato che il confronto non deve rispettare i tempi dello streaming: l’obiettivo è dare risposte ai cittadini, non badare all’audience. Per Barocco, in quest’Aula ci sono ancora idee, voglia di fare e di discutere: non è stato tempo perso, si è dibattuto per raggiungere una sintesi sul bilancio.

Il presidente della seconda Commissione Pierluigi Marquis, ripercorrendo le audizioni e i confronti in Commissione da cui sono scaturite proficue riflessioni, ha osservato che sono stati portati buoni contributi al bilancio anche se si sarebbe potuto fare meglio, ma così non è stato, tenuto conto anche del clima politico non facile. Per Marquis, questo documento contabile può contribuire a mettere in sicurezza la Valle d’Aosta, ma è soltanto una prima fase, perché occorrono soluzioni politiche per poter dare un governo alla Valle che attui le misure approvate.

L’assessore ai trasporti e affari europei ha detto che tanti temi potranno ancora essere trattati: ognuno ha valorizzato le proprie idee, con una maggioranza che ha rispettato una minoranza, ragionando su temi come quello del collegamento intervallivo. Secondo Bertschy, i Consiglieri sono degli eletti, rappresentano delle forze politiche e a queste viene riconosciuto il ruolo di decidere quello che andrà fatto nei prossimi giorni. Non ci dimettiamo, ha detto Luigi Bertschy, e andiamo avanti fino al 14 febbraio. Per l’Assessore, se oggi la Valle d’Aosta ha un bilancio è grazie a chi lo ha votato per dare certezze e mettere fine all’esercizio provvisorio.

L’assesseur à l’éducation a souhaité l’approbation d’un document financier très important pour la Région. Ce mois supplémentaire, pour Chantal Certan, a été dédié au débat, aux approfondissements et le document final tient compte aussi de propositions avancées au cours de cette séance. L’assesseur a remercié tout le personnel administratif qui a travaillé au cours de ces mois pour approfondir, évaluer et permettre de présenter les adresses politiques ou les variations économiques dans le budget.

Per il presidente della Regione questo bilancio è un bicchiere mezzo pieno, gestito in maniera comune in Aula e in Commissione, con rispetto reciproco. È un bilancio con prospettive di crescita per il territorio, che rilancia alcuni temi importanti che potranno trovare uno sviluppo nei prossimi mesi: nessuna sollecitazione è andata persa e sono state raccolte suggestioni che potranno essere rianalizzate per dare risposte a temi che nel tempo sono stati sottovalutati. Lasciamo, ha aggiunto, un bilancio in salute, sul quale si potranno fare delle modifiche, che lascia le porte aperte per dare delle risposte e un po’ più di tranquillità alla popolazione. Per il Presidente, le condivisioni hanno un momento finale, che è quello del voto: ha quindi ringraziato chi ha votato in modo positivo con senso di responsabilità.

La presidente Rini, in chiusura, ha ringraziato tutto il personale del Consiglio regionale per il supporto dato in queste lunghe giornate di lavoro.

Il dibattito sugli emendamenti in tema di discariche

L’Aula, nell’approvare 12 emendamenti, si è soffermata in particolare sulle disposizioni in materia di rifiuti, che hanno tenuto impegnati i Consiglieri durante la maggior parte della giornata per cercare una sintesi riguardante la tematica delle discariche e sulla quale sono stati depositati due subemendamenti a un emendamento della seconda Commissione: uno sottoscritto dai gruppi AV, UV, SA, RC-AC, PNV-AC-FV, GM, Lega VdA, Vdalibra e Mouv’ (approvato in votazione segreta con 26 voti a favore, 3 contrari e 6 astensioni) e uno del gruppo ADU VdA (respinto con 8 voti a favore, 10 contrari e 17 astensioni, sempre in votazione segreta). 

L’assessore all’ambiente, illustrando i subemendamenti dei gruppi consiliari AV, UV, SA, RC-AC, PNV-AC-FV, GM, Lega VdA, Vdalibra e Mouv’, ha detto che questi vanno nella direzione di salvaguardare la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente tracciando un cammino per una nuova visione futura, una svolta. I subemendamenti intendono proporre una soluzione legislativa alla questione della realizzazione e dell’esercizio delle discariche per il conferimento di rifiuti speciali provenienti da altre regioni, a fronte delle richieste avanzate su più fronti e, in particolare, dai Comitati dei cittadini e dalle Amministrazioni locali. A fronte della disposizione che impegna la Regione a disincentivare il conferimento di rifiuti speciali provenienti da altre regioni, si prevede per le discariche già autorizzate, ma non ancora in esercizio, il divieto di completare i lavori correlati alle attività di smaltimento dei rifiuti speciali, ad eccezione dei rifiuti inerti: conseguentemente, le autorizzazioni e le eventuali proroghe concesse si intendono revocate dal 15 febbraio 2020. Viene inoltre mantenuto il limite introdotto del 20 per cento della capacità annua extra regione autorizzata per le sole discariche già realizzate e già in esercizio.

Il consigliere di Vdalibra Roberto Cognetta ha parlato di sintesi che non accontenta tutti ma non scontenta nemmeno. Secondo il Consigliere, per la prima volta in Consiglio si discute su di un’autorizzazione dei dirigenti che oggi viene messa in discussione dalla politica: oggi la politica si assume delle responsabilità. Ha quindi chiesto il voto segreto perché nessuno su di un tema come questo si possa prendere dei meriti o dei demeriti.

Per la consigliere di RC-AC Chiara Minelli, il tema delle discariche per la sua importanza e per le sue implicazioni è stato spesso all’ordine del giorno del Consiglio. La popolazione non vuole la discarica di Chalamy e ha ragione, ha detto Minelli: spetta alla politica trovare delle soluzioni e trovare dei correttivi significativi per un danno che già c’è stato. Per Minelli, i correttivi avrebbero richiesto approfondimenti ulteriori, ma in una situazione di grande incertezza a livello politico, ci vuole una risposta immediata perché bisogna limitare i danni derivanti da scelte passate che sono per la Consigliera gravi. Per Minelli, a questo provvedimento dovranno seguirne altri incisivi per rivedere tutta la politica relativa alla gestione delle discariche che sia basata su una visione radicalmente diversa, che rientri nella logica di una economia circolare basata sul riciclo più che sullo smaltimento dei rifiuti.

Il presidente della Regione ha aggiunto che oggi la scelta forte è di tentare di cambiare le regole del gioco, pur evidenziando che chi ha operato fino a oggi lo ha fatto in coerenza con le leggi nel tempo in vigore. Secondo Testolin la politica, nonostante una fase delicata, ha voluto porre attenzione e lavoro per trovare una sintesi per attuare le scelte politiche che i cittadini si auspicano.

L’emendamento del gruppo ADU VdA è stato invece illustrato dalla Consigliera Daria Pulz. Il provvedimento intendeva portare la questione nella competente Commissione consiliare, che avrebbe dovuto valutare le modificazioni alla normativa regionale vigente, anche a seguito delle novità contenute nell’End of Waste e avanzare una proposta per l’introduzione nel Piano regionale dei rifiuti, come in tutte le regioni, dei limiti minimi di distanza dai centri abitati delle discariche, in collaborazione con le associazioni ambientaliste e i portatori di interesse. Nelle more di questa revisione, la Consigliera intendeva sospendere la realizzazione e l’utilizzo di nuove discariche per il conferimento di rifiuti speciali provenienti da altre regioni; negli impianti già autorizzati, tale conferimento avrebbe escluso in particolare lo smarino proveniente dalla TAV.

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