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Inaugurato l’anno giudiziario 2020 del Tar

Giovedì 6 febbraio 2020, nella sala conferenze della Biblioteca Salvadori di Aosta, si è svolta l’inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo.

Il presidente del tribunale amministrativo della Valle d’Aosta, Andrea Migliozzi, ha svolto la propria relazione.

Questi i dati dell’attività giurisdizionale svolta: 

  • i ricorsi introitati al 31 dicembre 2019 sono stati 51, esattamente quanto erano stati i ricorsi pervenuti nell’anno 2018. Quanto all’oggetto dei ricorsi, i dati più rilevanti vedono 8 riguardanti gli appalti pubblici, servizi e forniture; 18 l’edilizia e l’urbanistica; 5 le autorizzazioni e concessioni, i restanti hanno ad oggetto vario genere;
  • i ricorsi definiti nel 2019 sono stati 51 di cui n. 47 con sentenza, altri 2 con sentenza breve e ancora altri 2 con decreto decisorio.

Sono dati sostanzialmente omogenei a quelli registrati per il 2018, in cui si erano avuti 10 ricorsi per gli appalti, 15 per l’edilizia ed urbanistica, 9 i ricorsi riguardanti le concessioni e autorizzazioni.

Relativamente agli esiti, 12 ricorsi sono accolti, 22 respinti, gli altri dichiarati inammissibili, altri improcedibili e altri ancora perenti.

Delle 49 sentenze emesse ne sono state appellate 11, i ricorsi pendenti alla data del 31 dicembre 2019 sono 32, uno in più rispetto a quelli pendenti alla data del 31 dicembre 2018, ma in entrambi i casi è d’uopo far rilevare che trattasi di una giacenza (per così dire) fisiologica e non riducibile, tenuto conto dei termini processuali accordati dal codice del processo amministrativo a garanzia del diritto di difesa delle parti.

In relazione al giudizio cautelare, vi sono state 21 istanze di sospensiva e 5 richieste di decreto cautelare monocratico ex art. 56 c.p.a., con 16 ordinanze di delibazione della domanda di sospensione di esecutività degli atti impugnati, mentre le altre istanze sono state rinunciate in vista di una celere fissazione dell’udienza di trattazione del merito della causa. Di tali ordinanze solo tre sono state appellate

Ai assiste quindi a una sorta di cristallizzazione del ricorso alla giustizia amministrativa che non cresce ma, semmai, diminuisce. Il presidente del Tar si è dunque chiesto: «Il fenomeno è imputabile al fatto che le Amministrazioni   negli ultimi anni hanno fatto corretto uso delle procedure amministrative?  oppure il tutto è riconducibile al fenomeno dell’inasprimento dei costi di giustizia dovuti ad una non accorta politica giudiziaria?  Se così fosse non possiamo non dispiacerci in ordine a questa causa o concausa della crisi della domanda di giustizia giacché lo Stato deve agevolare e non ostacolare l’accesso a tutti i soggetti senza alcuna distinzione di censo o classe».

Migliozzi tende a escludere che «questa stabilizzazione del contenzioso presso questo Tribunale  stia a significare  una sorta di sfiducia aprioristicamente insorta nei confronti  dell’organo  giurisdizionale  in relazione  non al merito del contenuto delle pronunzie a rendersi, ma ai tempi e le modalità di erogazione del servizio giustizia». Questo perché «ci siamo sforzati di dare alla domanda  di giustizia  risposte  chiare ed efficaci lì dove in particolare sono venute in rilievo  questioni giuridiche  rilevanti  e qualificanti  sottese a vicende aventi  non poca  importanza in ordine all’organizzazione della cosa pubblica e all’erogazione di servizi essenziali per la vita dei soggetti che nella comunità valdostana operano».

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