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I commenti allo scioglimento di Saint-Pierre

Il giorno successivo allo scioglimento del Consiglio comunale di Saint-Pierre «a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali» e dell’«affidamento dell’amministrazione dell’ente a una Commissione di gestione straordinaria», sono stati espressi alcuni commenti.

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, ha scritto: «La nostra Regione si risveglia oggi trasformata dall’epilogo di un percorso iniziato nell’aprile scorso e che ci consegna un Comune valdostano sciolto per mafia. Il dolore, la rabbia e la consapevolezza che questa ferita colpisce profondamente il nostro ‘’senso di appartenenza’’ non può però che spronarci a lavorare sin da subito con umiltà, onestà, serietà e coesione per allontanare dal nostro territorio ogni dubbio in merito all’operato delle nostre Istituzioni e ai valori nei quali da sempre si riconosce la nostra comunità.

La Regione ha operato in questo difficile percorso quale corretto ed imparziale esecutore di deleghe ministeriali garantendo, con l’invio nel mese di novembre della prevista relazione, dei Commissari delegati, contenente la fotografia complessiva e veritiera derivante dalla disanima della situazione del Comune di Saint-Pierre. La situazione ha visto , durante tutto il 2019 e fino alla decisione assunta nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, un corretto, continuo e leale confronto tra Stato e Regione, con il rispetto dei ruoli e dei protocolli previsti per queste delicate situazioni.

A chi oggi, per meri motivi elettorali o per semplice piacere di insinuare falsi dubbi, polemizzando su situazioni che invece rimangono assolutamente in linea con i corretti confronti istituzionali tra Stato e Regione, rispondiamo con molta serenità che le nostre Istituzioni e le nostre prerogative istituzionali si difendono e si valorizzano giornalmente con il lavoro serio ed onesto che deve caratterizzare l’operato di ogni amministratore che abbia coscienza del proprio importante ruolo a tutela della comunità che rappresenta.

Non abbiamo bisogno di proclami e di sterili polemiche, ma di impegno, correttezza e disponibilità a rimboccarsi le maniche, per far sì che la cicatrice creata da questa situazione possa essere attenuata nel tempo dai tanti comportamenti virtuosi e meritevoli che la nostra gente di montagna e le nostre Istituzioni hanno saputo esprimere in passato e sapranno sicuramente dimostrare in futuro, nel solco della legalità.

I Valdostani hanno bisogno di buoni e quotidiani esempi di lavoro, serietà e dedizione e non di falsi moralizzatori.»

Libera Valle d’Aosta

Il coordinamento di Libera Valle d’Aosta si è espresso in questi termini: «Lo scioglimento del comune di Saint-Pierre decreta di fatto la fine della percezione della Regione Valle d’Aosta come un’ isola felice. Quando un’amministrazione comunale viene sciolta significa che le scelte di governo del territorio non sono state libere, democratiche e dove i  cittadini onesti sono stati le prime vittime di un sistema illegale e colluso. Davanti a questa violazione della democrazia esprimiamo la nostra preoccupazione e riteniamo  fondamentale proseguire nella costruzione di  un percorso partecipativo, di rete reale tra cittadini e associazioni  consci che soltanto rafforzando i legami di una comunità si possano occupare gli “spazi vuoti” in cui si annidano e proliferano mafie e corruzione. Le mafie vanno dove si possono fare affari, nessuna regione è esente, nessuno deve stupirsene  ma questa terra, i cittadini valdostani, gli abitanti del comune di St-Pierre, hanno sempre avuto  gli anticorpi per reagire. Ma  gli anticorpi da soli non bastano se manca una politica che abbia davvero a cuore il bene comune, una politica che  per essere sana e  migliore, ha bisogno della responsabilità e dell’impegno di ciascuno di noi».

Gruppo Sardine Valle d’Aosta

Le Sardine hanno dichiarato: «Lo scioglimento per 18 mesi e il conseguente commissariamento del Consiglio comunale di Saint-Pierre, disposto dal Consiglio dei Ministri rappresenta, per il Gruppo Sardine Valle d’Aosta, un elemento di forte preoccupazione. 

La decisione assunta dal Governo, la prima in assoluta in Valle d’Aosta, deve necessariamente portare a una profonda riflessione sul grado di infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto istituzionale della nostra Regione.

In tal senso l’azione del Gruppo Sardine Valle d’Aosta sarà costantemente indirizzata ad una promozione della legalità in tutte le sue forme anche attraverso iniziative pubbliche, in collaborazione con il Coordinamento delle Sardine nazionali e con le associazioni valdostane operanti in questo settore.

Un impegno che ci vedrà in prima fila per proporre un dibattito quanto più condiviso sui rischi di un sistema che, se non debellato, rischia di creare gravi problemi al sistema socio economico della Valle d’Aosta».

Italia Viva Valle d’Aosta

Italia Viva Valle d’Aosta ritiene l’intervento del Ministero dell’Interno «un atto decisivo per la salvaguardia della democrazia nella nostra regione e un incentivo perché ci si assuma la responsabilità di capire le cause profonde della penetrazione della ‘ndrangheta nella politica e nella società valdostane.

L’autonomia speciale è stata tradita proprio da esponenti di quei movimenti che si attribuivano l’obiettivo di promuoverla e difenderla e da questa vicenda ne esce indebolita, se non sconfitta.

Italia Viva ritiene indispensabile ristabilire le regole della convivenza civile per garantire alle Valle d’Aosta un futuro di democrazia e giustizia».

Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta

«Questa data resterà impressa, almeno così dovrebbe essere, nella mente di ogni valdostana e valdostano: nessuno d’ora in poi potrà più minimizzare il pericolo della mafia nella nostra “isola felice”, né potrà mettere in discussione la sua inquietante pervasività.» Così la consigliere del gruppo ADU VdA in Consiglio Valle, Daria Pulz, commenta lo scioglimento del Consiglio comunale di Saint-Pierre per infiltrazione mafiosa e aggiunge: «Il presidente Mattarella ha infine firmato il decreto del Consiglio dei ministri, assise alla quale il presidente con funzioni prefettizie ad interim della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin non ha ritenuto necessario partecipare.

Che fare? È giunto il momento di prendere coscienza dei comportamenti e della cultura nella quale siamo immersi, dobbiamo smettere di delegare e di lamentarci, dobbiamo uscire dal finto sbigottimento del “signora mia…” e dal caustico qualunquismo del “così fan tutti”, ma, soprattutto, è necessario ricostruire insieme una comunità solidale, democratica e plurale che isoli e contrasti non solo la mafia come prassi criminale, ma la mentalità che la precede, le modalità, le parole, i fatti apparentemente asintomatici che, però, quotidianamente diffondono il morbo che per troppo tempo ci ha ammalato».

VdA Libra

Il gruppo consiliare di Vdalibra ritiene che «la gravità della situazione e le ombre di collusioni mafiose che incombono sul Consiglio regionale devono portare al voto.

Vdalibra significa prima di tutto liberare la Valle d’Aosta dai mafiosi e dal metodo mafioso – specificano i consiglieri Roberto Cognetta e Stefano Ferrero -. Ci batteremo, come abbiamo fatto da dieci anni a questa parte, per tornare ad essere orgogliosi della nostra Valle contro coloro che, dichiarandosi autonomisti, hanno lasciato intendere che gli altri non lo fossero, quando i primi a tradire lo spirito e i valori dell’autonomia sono stati proprio coloro che hanno fatto affari con la ‘ndrangheta.

Qui siamo tutti Valdostani e quindi tutti autonomistila vera differenza è tra chi ha a cuore la nostra regione e chi dice di averla a cuore per svenderla al peggiore offerente in cambio di qualche voto.

I falsi autonomisti che sono scesi a patti con la ‘ndrangheta devono ammettere le loro responsabilità politiche e andare a casa».

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