fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Bcc valdostana: non va in porto la trattativa sul costo del lavoro

Venerdì 7 febbraio 2020, a Roma, si è svolto l’ultimo incontro relativo alla trattativa tra Banca di credito cooperativo valdostana, Cassa Centrale Banca e le delegazioni sindacali nazionali.

Dopo oltre sei mesi di trattativa, prima in sede locale e poi – dal gennaio 2020 – in sede nazionale, non si è giunti a un accordo che consenta il risparmio dei costi amministrativi previsto dal Piano di rilancio della Bccv.

La Banca aveva richiesto una compartecipazione dei lavoratori per il raggiungimento dei risparmi necessari e lo scoglio riguardava la richiesta di 21 giornate di solidarietà, corrispondenti a un part-time per tutti i dipendenti pari a una riduzione di circa l’8% delle ore lavorative. Altre forme di risparmio, quali il ricorso al fondo di sostegno al reddito e giornate di formazione, erano state sostanzialmente accettate.

La versione dei sindacati

Anche le organizzazioni sindacali hanno diffuso una nota a commento del fallimento della trattativa. I sindacato partono dai numeri della Bcc valdostana (116 dipendenti e 17 sportelli) per ricordare che, da qualche anno, si trova a fronteggiare una situazione di notevole difficoltà «tale da richiedere un importante supporto patrimoniale della Capogruppo per portare i parametri al di sopra del minimo previsto dalla normativa di vigilanza».

I sindacati ricordano anche che l’informativa inviata dalla Bcc il 3 giugno 2019 e prevedeva, fra gli altri, un intervento di riduzione del costo del lavoro di 2,1 ml di euro, pari al 27% o a un costo medio annuo di 31 dipendenti. Il 28 ottobre, è stato presentato ai rappresentanti dei lavoratori il piano di risanamento (nel frattempo deliberato dai CdA della Capogruppo Cassa Centrale Banca e della Bcc) e questi hanno ritenuto che «i lavoratori erano gli unici a sopportare il peso del risanamento» poiché «poco o nulla veniva messo dai vertici della BCC (Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale) e dalla Capogruppo». Nei successivi incontri, i sindacati dicono di aver formulato una proposta «che si avvicinava molto all’obiettivo del piano di risanamento e poneva le condizioni per il raggiungimento dell’accordo» ma «alla BCC e alla Capogruppo non è bastato e, anzi, hanno richiesto ai lavoratori una ulteriore riduzione dell’orario di lavoro e della corrispondente retribuzione. Un sacrificio insostenibile e sbilanciato rispetto all’entità degli interventi posti a carico degli altri soggetti nonché incoerente rispetto al nuovo assetto del Credito Cooperativo». 

Dopo quattro incontri, «i vertici della Bcc non hanno modificato la loro posizione e non abbiamo potuto fare altro che chiudere la procedura con esito negativo», dicono i sindacati che aggiungono: «Ora non resteremo fermi ma chiederemo un incontro urgente direttamente all’amministratore delegato di Cassa Centrale Banca» per ribadire la volontà dei lavoratori di dare il loro contributo al risanamento e al rilancio della Bcc ma con sacrifici sostenibili, compatibili ed equilibrati. Concludono: «contrasteremo ogni atto unilaterale da parte aziendale tendente a danneggiare i lavoratori e a compromettere i livelli occupazionali perché metterebbe in discussione tutto l’operato del gruppo, costituendo un gravissimo precedente».   

La replica della banca

La Bcc valdostana replica alle affermazioni sindacali spiegando che sta realizzando un piano di rilancio che prevede la riduzione dei costi e un riposizionamento commerciale, aggiungendo che vi sono i primi risultati: dopo le perdite degli anni 2017 e 2018 il conto economico chiude l’esercizio 2019 con un utile di oltre 1 milione di euro.

Bcc valdostana precisa che «il risparmio sui costi è già stato intrapreso attraverso la riduzione dei costi amministrativi e il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale si sono già ridotti i compensi a inizio mandato, nel 2018, del 10% rispetto agli anni precedenti e di un ulteriore 25% ancor prima dell’inizio della procedura sindacale».

Quindi, «quanto riportato dalle organizzazioni sindacali non rispecchia l’andamento della trattativa, in quanto la riduzione sul costo del personale prevedeva il ricorso al Fondo di Sostegno al reddito, con risparmi attesi di circa 900 mila euro (in cui l’azienda impegna 1,9 mln di euro di accantonamenti), un intervento di riduzione dei costi della Capogruppo, giornate di formazione finanziata, altri istituti per risparmi complessivamente quantificati in circa 1,5 milioni».

La Banca afferma che «la riduzione netta a carico dei lavoratori di circa 640 mila euro, non accettata dalle organizzazioni sindacali, sarebbe stata pari a una riduzione delle ore lavorative di circa l’8%, equivalente a un part-time al 92% per tutti di solidarietà».

Potrebbe interessarti:

© 2020 All rights reserved.