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Inaugurazione della targa ai Martiri delle Foibe

Lunedì 10 febbraio 2020, al parco Martiri delle Foibe di Aosta, in via XXVI Febbraio, si è svolta la commemorazione organizzata da CasaPound Valle d’Aosta in ricordo delle vittime delle Foibe e degli esuli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia.

Nella mattinata è stata ufficialmente inaugurata la targa a loro dedicata e donata dai militanti di CasaPound. 

«In un momento storico nel quale diverse forze politiche e organizzazioni si ostinano ancora a minimizzare – se non addirittura negare – la portata della tragedia che ha causato la morte di circa diecimila dei nostri connazionali e l’esodo di altri trecentomila dai territori dell’Istria, Fiume e Dalmazia, è per noi un dovere ricordare le vittime di Tito e dei partigiani yugoslavi.» dichiara in una nota il movimento.

Le critiche di AduVdA

«Oggi, ad Aosta, l’Amministrazione del capoluogo regionale ha posato un cippo commemorativo in onore dei “martiri” delle foibe, noncurante, anzi, diremmo compiaciuta del fatto che l’iniziativa sia del consigliere comunale di Casapound (che raccoglie il testimone dall’ex collega Manfrin), talmente compreso nella solenne impresa da avere egli stesso provveduto all’acquisto del manufatto.» Così la consigliere di AduVdA Daria Pulz commenta la cerimonia. «Oggi alla foiba di Basovizza Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Maurizio Gasparri si presentano senza imbarazzo tra bandiere repubblichine e labari della X Mas, simboli immancabili, in quel luogo, ogni 10 febbraio.»

«Come per i 15 anni precedenti – continua la consigliere – oggi assistiamo a un vero e proprio “sdoganamento” degli argomenti e dell’ideologia delle vecchie e nuove destre nell’ufficialità istituzionale contornata da narrazioni squinternate e odiose, ricostruzioni storiche infondate e leggende metropolitane. La data del 10 febbraio ricorda il giorno della firma del Trattato di pace che dettò dure condizioni alle ex-potenze dell’Asse, Italia compresa; è una data che non dovrebbe portare con sé macchie di revanchismo e nostalgie varie, ma tant’è. Da quando, nel 2005, è stato istituito il Giorno del Ricordo appare evidente la strategia di manipolazione degli eventi storici che si intendono commemorare in modo ufficiale, la ricorrenza è stata di fatto imposta dalle forze politiche di destra in risposta alla Giornata della Memoria e da questa discutibile genesi si può facilmente desumere di fronte a quale retorica ci troviamo immancabilmente ogni 10 febbraio. Le destre post fasciste hanno bisogno di una “loro” narrazione nella quale il collaborazionismo diventa “eroismo” o “martirio” e nella quale scompaiono i crimini di guerra italiani nei Balcani

Secondo la consigliere, «così il ricordo diventa il modo per riabilitare di fatto il regime nazifascista in nome della “italianità” e per condannare in blocco il Fronte di Liberazione del Popolo Sloveno in nome di una stucchevole retorica anticomunista. Eppure molto altro ci sarebbe da dire sull’esodo istriano, fiumano e dalmata. Persone che lasciarono per sempre i loro averi pensando che sarebbero stati via forse qualche mese, ma che dopo avrebbero potuto fare ritorno alle loro abitazioni, cittadini di Zara mandati nei villaggi dell’Appennino umbro-marchigiano, pescatori del Quarnaro mandati a morire di crepacuore nelle nebbie della Padania, contadini dell’Istria spediti a fare i coloni vicino ad Alghero… Uomini e donne spediti come pacchi da un capo all’altro d’Italia, come oggi vengono spediti i richiedenti asilo, esseri umani rigettati ai margini mentre si moltiplicano commemorazioni e Giornate per ricordare

«ADU VdA – conclude Daria Pulz – intende condannare la totale e cinica ipocrisia di queste e altre operazioni falsificatorie e stigmatizzare la partecipazione irresponsabile delle Istituzioni a momenti di spregio della memoria storica, la nostra ferma presa di distanza valga soprattutto come segno di rispetto per tutte le vittime le cui storie tragiche vengono manipolate e strumentalizzate per bassi fini propagandistici

La risposta di CasaPound

«Ancora una volta Daria Pulz non ha perso un’occasione per travestirsi da maestrina del pensiero – scrive il rappresentante di CasaPound nel Consiglio comunale di Aosta, Lorenzo Aiello -. Comprendo la vicinanza con il carnevale, ma mi permetto di sconsigliarle il vestito da commissario politico sovietico per festeggiare: la sua non è nemmeno una posizione provocatoria, ma solo vergognosa».

Aiello prosegue: «Non contenta di rappresentare lo schieramento politico che, per più di 50 anni, ha fatto sì che questa vicenda venisse letteralmente e totalmente rimossa dai libri di scuola, oggi ci propina e si impegna a divulgare tesi nella migliore delle ipotesi giustificazioniste, quando non proprio negazioniste. Quello che maggiormente preoccupa è che presto la consigliere Daria Pulz potrebbe tornare a occupare una cattedra, luogo privilegiato per avvelenare le teste di ragazzi, che a scuola dovrebbero andare per imparare e non per farsi deformare dalle storture ideologiche, falsificatrici fino all’oscenità, dei propri insegnanti: vista la situazione, sarebbe quasi auspicabile il suo rientro in consiglio per contenere i danni.  Le ricordo infine che il giorno del ricordo è istituito per legge dello Stato e ha lo scopo di rendere giustizia a più di 10.000 vittime e circa 350.000 esuli, ai quali i suoi maestri hanno negato, prima ancora che la dignità, qualsiasi umanità, arrivando a versare sui binari le razioni di latte destinate ai bambini delle famiglie dalmate e istriane. È di questo che stiamo parlando e che ricordano dolorosamente tutti coloro dotati di un’anima, qualsivoglia sia il loro orientamento politico, non di isteriche farneticazioni che, non si trattasse appunto di etnocidio e di un’insegnante di storia, già direttore di un istituto finanziato con fondi pubblici, susciterebbero un sorriso di compassionevole pietà».

Un approfondimento dell’Istituto storico della Resistenza

In relazione alle polemiche sorte sull’inaugurazione del monumento alle vittime delle foibe, il Consiglio direttivo dell’Istituto storico della Resistenza e della Società contemporanea della Valle d’Aosta esprime le sue perplessità rispetto alle modalità con cui si è svolta, ad Aosta, la cerimonia di commemorazione del Giorno del Ricordo.

Segnala che organizzerà un’iniziativa scientifica sul fenomeno delle foibe e dell’esodo istriano-dalmata. L’Istituto rimane a disposizione di tutti gli interessati per fornire documentazione sulla storia complessa del confine orientale.

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