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I commenti alla fine della legislatura

La politica valdostana commenta la fine anticipata della XV Legislatura.

Esulta la Lega

«Nonostante i tentativi disperati delle ultime ore per provare a rimanere attaccati alla poltrona, finalmente quel che resta della maggioranza ha dovuto arrendersi all’evidenza: non ci sono i numeri per formare l’ennesimo governo raffazzonato!». Questo il commento della Lega Vallée d’Aoste all’ammissione di Alpe, Stella alpina e Union valdôtaine progressiste che non è possibile costruire una nuova maggioranza in Consiglio Valle.

Prosegue la nota: «La strada da noi delineata dal mese di dicembre 2018 si è finalmente concretizzata: i Valdostani potranno tornare a votare e potranno decidere da chi vogliono essere governati».

E conclude: «Da quando, con una manovra di palazzo, siamo passati dal governo all’opposizione abbiamo sempre tenuto la barra dritta. Grazie alla nostra insistenza, la Valle d’Aosta potrà finalmente avere un nuovo governo legittimato dalla volontà popolare e non dettato dalla logica delle poltrone».

AduVdA chiede un sussulto di dignità civile

«Si chiudono così questi 19 mesi di Consiglio regionale, con gli stessi sentimenti di profondo imbarazzo e angoscia di quel 23 gennaio 2019, data spartiacque per la politica valdostana, quando l’arresto di un consigliere ha evidenziato i probabili stretti collegamenti tra la più alta Istituzione politica valdostana e l’ndrangheta. Sentimenti che sono riesplosi con forza dopo i profondi sconquassamenti originati dalle quattro dimissioni a dicembre, molti mesi dopo il ricevimento degli avvisi di garanzia, a partire dalla più alta carica politica valdostana». Questo il commento della consigliere del gruppo consiliare ADU VdA, Daria Pulz, che prosegue: «Non è nata sotto una buona stella questa XV Legislatura che presto ha reso evidente l’agonia della politica, per le precise responsabilità di chi ci ha portati in questa palude rischiando di prolungare il devastante esercizio provvisorio a causa di lotte intestine ai vecchi centri di potere, dove pure il bilancio è vissuto come cosa propria dal patronus che lo fa e lo disfa a favore dei suoi clientes.»

«Noi di ADU VdA – evidenza Pulz – continueremo a lavorare, più motivati che mai, per la liberazione della Valle d’Aosta dalla dipendenza al patronus e dall’illusione del cambiamento con virata a destra. Abbiamo bisogno, però, della partecipazione di tutti quei cittadini che vogliono una Regione diversa: più giusta e rispettosa dei diritti e dell’ambiente.»

La consigliere di ADU VdA auspica «un sussulto di dignità civile e un comune impegno per il rinnovamento della classe politica, ancora dominata dalla gerontocrazia, e per espellere il clientelismo che, facendo gli interessi di pochi, finisce per farci affondare tutti insieme. Come ha di recente sottolineato Zagrebelsky, “Nessuna democrazia può esistere in una società malata”».

Rete civica: pessima e volgare politica

«Si torna alle urne nel modo peggiore – commenta Rete civica –: aggiungendo altri cinque mesi di paralisi dell’attività amministrativa, iniziata a dicembre, penalizzando l’erogazione di servizi essenziali e bloccando decisioni fondamentali per il futuro della Regione, quali ad esempio il percorso della norma di attuazione sull’idroelettrico. Inoltre sciogliendo ora il Consiglio regionale si vanno a sovrapporre le due campagne per le elezioni regionali e quelle comunali, due appuntamenti che dovevano rimanere nettamente distinti per riservare, non solo a parole, la giusta importanza all’appuntamento per il futuro dei nostri Comuni. Una scomposta corsa alle urne in cui gli interessi della comunità valdostana sono stati immolati sull’altare dei calcoli di partito e personali». 

Rete civica ipotizza che il ritorno alle urne con il medesimo sistema del maggio 2018 possa restituire «la stessa frammentazione e instabilità».

Attribuisce la responsabilità a «molti» ma in particolare a «quelle forze che si sono rese permeabili alle infiltrazioni criminali. In particolare ricade sull’Union Valdôtaine che, oltre a non aver saputo reagire e difendere le istituzioni, ha usato questa crisi politica per i propri regolamenti di conti interni, senza un minimo di autocritica». E aggiunge «Se poi, come pare, alcune di queste forze pensano, in segreto, di trovare tra loro futuri compromessi, il cerchio di una pessima e volgare politica si chiude sulle teste di tutti».

Ree civica ricorda di avere proposta di affrontare alcuni «nodi irrisolti del sistema politico ed economico valdostano», e poi di andare al voto in autunno ma «non si è voluto farlo».

Rete Civica tuttavia si dice fiduciosa che« i cittadini valdostani sapranno giudicare chi ha lavorato con concretezza, senza chiedere posti di potere o perseguendo logiche di convenienza, senza rifugiarsi in una opposizione di principio contro tutto e tutti, ma operando nell’interesse della comunità» e che «voteranno senza farsi influenzare dagli slogan urlati e dalla demagogia di quei partiti come la Lega che, alla prova dei fatti, hanno già fallito nel governo della Regione e dimostrato, anche dall’opposizione, la propria sterile strumentalità».

Uv: contrasteremo l’avanzata della Lega

L’Union Valdôtaine risponde alle accuse: «Bien que quelqu’un veuille faire passer le message d’une décision prise à la hâte, impulsive ou, pire encore, fruit d’un règlement de comptes interne, la position du Mouvement vient plutôt d’une attitude cohérente et d’une analyse concrète et réelle de la situation politique valdôtaine».

Uv sostiene che la propria linea deriva dall’analisi di questo periodo politico (che definisce «très tourmenté») e ricorda che aveva dubbi rispetto all’efficacia di «une énième majorité à 18 conseillers» e del «soi-disant “accord administratif” avec Rete Civica», che ha condotto a un «immobilisme mal dissimulé».

Il presidente unionista Erik Lavevaz definisce «dégoutant de voir que dans la politique actuelle la cohérence semble presque une cause à expier».

Ora Union Valdôtaine «se penche, marchant la tête haute et avec confiance, vers les prochaines élections communales et régionales, avec l’objectif de mettre en oeuvre le mandat du dernier Congrès, en particulier d’arrêter l’avancée de la Lega de Salvini en Vallée d’Aoste».

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