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Da Saint-Vincent due proposte per far crescere le biblioteche valdostane

Dopo quattro anni di esperienza come presidente della Commissione di gestione della Biblioteca Primo Levi di Saint-Vincent, Paolo Ciambi formula due proposte per far crescere le biblioteche valdostane.

Coordinatore comprensoriale

L’esperienza mostra che un bibliotecario non può gestire contemporaneamente e con efficacia sia il tradizionale prestito librario e la cura delle collezioni sia tutte le altre attività che in una biblioteca sono ormai indispensabili affinché essa sia davvero un centro culturale.

Le biblioteche sono l’unico presidio culturale diffuso su tutto il territorio regionale: non si può affidare solo ai volonterosi membri di una Commissione la gestione delle maggior parte delle attività.

Per uniformare qualità e quantità dell’offerta culturale (eventi, laboratori, collaborazioni con istituzioni culturali, scolastiche, sociali e scientifiche), sarebbe importante creare la figura di più coordinatori comprensoriali, ai quali le biblioteche del territorio possano fare riferimento.

Un ruolo operativo da introdurre all’interno di una nuova legge sul sistema bibliotecario valdostano. Quella attuale risale al 1992, quando ancora non esisteva il web.

Un albo di soli volontari per le Commissioni

Le Commissioni di biblioteca, così come sono, appaiono a Ciambi anacronistiche: devono essere nominate dal Consiglio comunale e ne devono far parte il sindaco o un suo delegato, due rappresentanti eletti dal Consiglio comunale in modo da assicurare la rappresentanza della minoranza, una rappresentanza degli utenti e una rappresentanza per l’insieme delle associazioni culturali presenti nel comune. Molto più efficace sarebbe l’istituzione di un albo di volontari, coordinati dall’aiuto-bibliotecario comunale e dal coordinatore comprensoriale.

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