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Un’indagine di ConfCommercio VdA sulla politica

Confcommercio Valle d’Aosta ha commissionato una ricerca per misurare il livello di soddisfazione degli imprenditori del settore rispetto alle azioni di settore messe in campo dalla politica regionale e nazionale.

L’86% degli esercenti si dice scontento dell’operato dell’attuale Giunta regionale sia in termini di azioni intraprese in favore del commercio al dettaglio e dei pubblici esercizi. In linea generale, gli imprenditori si mostra scettici in relazione alla capacità di fornire risposte adeguate. I principali elementi di malcontento sono il disallineamento tra il programma elettorale e quanto portato a termine. Le imprese chiedono interventi per ridurre il carico fiscale, migliorare la situazione della sanità e incentivare il turismo. 

Alle prossime consultazioni, il 58% non confermerebbe il voto del 2018.

Per quanto riguarda il Comune di Aosta, l’82% degli esercenti si dice scontento dell’operato della Giunta in termini di azioni intraprese in favore del commercio al dettaglio e dei pubblici esercizi. Il 51% degli esercenti si sente penalizzato da misure quali la Ztl, i parcheggi a pagamento. La pressione fiscale e burocratica si configurano come i principali fattori di ostacolo per le imprese del commercio al dettaglio. Il 27% teme la concorrenza dell’ecommerce, il 23% quella della grande distribuzione organizzata. Tre esercenti su cinque considerano Aosta scarsamente attratti dal punto di vista commerciale. 

Sono stati contattati 878 commercianti (iscritti e non iscritti a ConfCommercio) e sono 400 le interviste andate a buon fine. 

Un’invasione di campo

Non sono stati unanimi i consensi nei confronti di questo sondaggio di ConfCommerio. Anzi, si sono levate voci contrarie e di dissenso.

Centoz: statisticamente non rilevante

Fulvio Centoz, sindaco di Aosta, non era presente alla presentazione dei risultati dell’indagine ma ne ha dedicato alla questione un lungo post su Facebook, nel quale mette in dubbio l’attendibilità dei risultati. Scrive Centoz: «Ovviamente il dato che evidenzia il malcontento non si può nascondere e quindi va preso necessariamente sul serio, però alcune domande sarebbero opportune. […] Intanto il sondaggio è stato svolto su 280 attività, ma il totale complessivo è di 1.188 attività sul territorio di cui 413 pubblici esercizi e 775 esercizi commerciali. In realtà quindi il sondaggio riguarda solo il 23,5% del totale».

Alcuni si dissociano

Sempre sui social network, a commento degli articoli dedicati all’iniziativa, si sono levate voci di dissenso. Per esempio Margherita Fosson ha scritto: «Confcommercio non ha mai fatto politica e neppure segnalato le proprie scelte politiche. Mi dissocio da questa consultazione e non sono sola. Mi spiace, ma a noi la politica non interessa, ci dovete dare risposte al di là delle ideologie personali. Questo è il mio pensiero che, ribadisco, non è solo il mio».
Guido Grimod ha invece ritenuto il sondaggio «un po’ farlocco». Piero Barmasse ha commentato: «Maaaa xchè la Confcommercio si mette a fare sondaggi politici ???Incredibile !!! Chissà xchè …».

La replica di ConfCommercio

ConfCommercio Valle d’Aosta, martedì 18 febbraio, ha ritenuto necessario diramare una nota per ribadire che «l’Associazione rimane indipendente e neutrale rispetto alle forze politiche e valuterà i vari programmi elettorali senza peraltro entrare nell’agone elettorale».

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