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Francesca Canepa: dopo 5 anni mi si tolga la squalifica dal TdG 2014

Nel pomeriggio di giovedì 20 febbraio 2020, dopo la sentenza del giudice di pace di Aosta nella causa per diffamazione intentata contro Paolo Rossi, Francesca Canepa e Renato Jorioz hanno raccontato la verità processuale rispetto alla squalifica comminata alla trailer in occasione del Tor des Géants 2014, quando è stata accusata di aver effettuato un tratto della gara a bordo di un’autovettura.

Tutto gira attorno al tratto fra il Rifugio Chalet de l’Épée e il Rifugio Sogno, più specificatamente al passaggio al punto di controllo di Les Goilles, alle ore 5.40 dell’8 settembre 2014. E le accuse a Canepa sono state mosse da Rossi al punto di controllo di Dondena.

Il ricorso allora presentato all’organizzazione della gara era stato respinto.

Il 5 dicembre 2015, il presidente del Tor des Géants e direttore di gara Alessandro Nicoletti aveva dichiarato alla Polizia giudiziaria: «direi che è possibile che all’esterno del rifugio di Goille non ci fosse nessun volontario».

«Ma ci sono voluti cinque anni per arrivare a far dire ciò che nessuno aveva prima voluto ammettere» ha commentato Jorioz.

Rossi è stati riconosciuto colpevole di diffamazione e condannato a una multa di 2.300 euro, al pagamento delle spese processuali e di una provvisionale di 15mila euro alla parte civile. È stato altresì condannato al pagamento dei danni cagionati, che dovranno essere determinati in sede civile. Il giudice Giuseppe De Filippo ha anche scritto che il “mancato passaggio” è stato derubricato a “mancata registrazione”, aggiungendo che le deposizioni «fanno sorgere non pochi dubbi» rispetto alle ragioni della qualifica.

«Io non merito la squalifica e la squalifica deve essere tolta, anche se la vergogna dell’accaduto non me la toglierà mai nessuno», ha concluso Canepa. «Se no valuterò nelle sedi opportune come procedere».

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