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La Valle d’Aosta al voto il 19 aprile 2020

Nella mattinata di martedì 18 febbraio 2020, la presidente del Consiglio Valle ha avviato l’iter per lo scioglimento anticipato dell’Assemblea legislativa, comunicando ufficialmente al presidente della Regione e ai consiglieri che il 14 febbraio 2020 è decorso il termine massimo di 60 giorni dalla data di presa d’atto delle dimissioni di Antonio Fosson dalla carica di presidente della Regione senza che si sia proceduto all’elezione del nuovo presidente della Regione e della nuova Giunta.

La Presidenza della Regione ha emanato e pubblicato  il Decreto di scioglimento anticipato del Consiglio regionale e di convocazione dei comizi elettorali per le elezioni regionali 2020, a poco meno di tre ore di distanza.

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta si svolgeranno domenica 19 aprile 2020.

I poteri del presidente della Regione e della Giunta regionale sono prorogati solo per l’ordinaria amministrazione, salva l’adozione degli atti indifferibili e urgenti, fino all’elezione del nuovo presidente e della nuova Giunta; i poteri del Consiglio regionale sono prorogati, solo per l’adozione degli atti indifferibili e urgenti, fino alla prima riunione del nuovo Consiglio regionale, fissata, nel decreto, per il 20 maggio 2020.

Rimozione delle cause di ineleggibilità e incandidabilità

Ai sensi dell’articolo 3, comma 7, della legge regionale 20/2007, i termini per la rimozione di tutte le cause di ineleggibilità previste dall’articolo 2 della stessa legge regionale sono stabiliti in 7 giorni, decorrenti dalla data di pubblicazione del predetto decreto di scioglimento e di convocazione dei comizi elettorali.

La cessazione delle cariche che danno luogo a ineleggibilità deve, pertanto, intervenire entro e non oltre il 25 febbraio 2020.

Entro quella data dovranno anche rassegnare le dimissioni i sindaci di Comuni con popolazione superiore a 3mila abitanti che intendano candidarsi.

La raccolta delle firme

In vista delle elezioni regionali del 19 aprile 2020, l’Ufficio elettorale precisa che le liste elettorali devono essere presentate dal 15 al 16 marzo 2020.

Per quanto attiene al numero dei sottoscrittori delle liste elettorali, le firme necessarie per la presentazione devono essere non meno di 450 e non più di 700, dovendosi applicare, in caso di scioglimento anticipato, la previsione relativa al dimezzamento del numero delle firme necessarie, di cui al dPR 361/1957, concernente le norme per l’elezione alla Camera dei deputati, cui la legge elettorale regionale, n. 3/1993, rinvia espressamente per tutto quanto non disciplinato.

Le liste dei candidati, da presentare alla cancelleria del Tribunale di Aosta, devono contenere le firme di persone aventi i requisiti di elettori . Si rammenta che sono elettori i cittadini iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione che hanno compiuto o compiono il 18° anno di età entro il giorno stabilito per l’elezione e che risiedono, alla data di pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali (5 marzo 2020), nel territorio della Regione da almeno un anno ininterrottamente.

Rete civica dice no al 19 aprile

Rete civica, appreso che l’ipotesi di data per le elezioni regionali potrebbe essere il 19 aprile, aveva scritto una lettera al presidente Testolin: «È di tutta evidenza che restringere al minimo i tempi di organizzazione delle liste, dei programmi e della campagna elettorale costringerebbe i partiti, i movimenti e le aggregazioni politiche a sacrificare molte delle necessarie fasi preparatorie e, in definitiva, la qualità dell’offerta politica riducendo per i cittadini la possibilità di un voto consapevole. Sarebbe un vulnus molto grave considerando soprattutto che ci troviamo di fronte a uno scioglimento anticipato e traumatico del Consiglio regionale».

Rete Civica chiedeva tempo perché «Va considerato anche il fatto che esistono forze politiche, non presenti in Consiglio regionale, che dovrebbero, in pochissimi giorni, formare le liste e raccogliere le firme per la presentazione, impostare la campagna elettorale e attivare risorse e volontari per informare i cittadini delle proprie proposte politiche».

La lista che è rappresentata in Consiglio Valle dai consiglieri Alberto Bertin e Chiara Minelli considerava «inaccettabile che, a partire da considerazioni puramente amministrative e burocratiche, si possa immaginare di comprimere l’offerta politica e alterare a tavolino la competizione democratica».

VdA Libra: non hanno voluto aspettare la sentenza di appello sul Casino

«Fissando al 19 aprile la data delle elezioni, la maggioranza uscente compie l’ultimo atto nauseante di questa deludente Legislatura». Questo il commento del gruppo consiliare di Vdalibra alla notizia della fissazione della data delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale.

«Il 22 aprile – osservano i consiglieri Stefano Ferrero e Roberto Cognetta – è previsto il processo davanti alla Terza sezione centrale d’appello della Corte dei conti di Torino sui 140 milioni di euro di fondi regionali erogati alla Casinò de la Vallée spa tra il 2012 e il 2015. Un processo che vede sul banco degli imputati, tra gli altri, Renzo Testolin, Mauro Baccega, Joël Farcoz, Emily Rini, Pierluigi Marquis. Dato che l’eventuale condanna degli imputati (in caso di mancato risarcimento del danno) comporterebbe l’interdizione dai pubblici uffici, probabilmente si andrà a elezioni con persone che decadranno dalla carica e dovranno essere sostituite. La notizia di un procedimento in corso dai risvolti così pesanti non farebbe bene alla campagna elettorale loro e dei loro movimenti. Quindi – concludono -, si anticipa al massimo la data, facendo sì che la scelta del 19 di aprile non risponda a interessi generali ma, al contrario, a precisi interessi delle solite forze politiche, incapaci di amministrare, che governano usando l’unica arte che conoscono bene: quella dell’esercizio di un potere arrogante svolto per soli interessi personali».

Italia Viva:disparità di trattamento fra forza politiche

Relativamente allo scioglimento del Consiglio regionale e all’indizione di nuove elezioni per il 19 di aprile, Italia Viva rimarca come la legge elettorale vigente consente ai gruppi già esistenti di non dover far sottoscrivere la propria lista dagli elettori.

«Questa norma crea una evidente disparità tra movimenti e partiti, dà ad alcuni cittadini, i consiglieri uscenti, un potere negato a tutti gli altri e toglie alle elettrici ed agli elettori il potere di scegliere quali liste possano presentarsi alle elezioni; ciò parrebbe in contrasto con il dettato costituzionale e meritevole di un approfondimento anche in vista di referendum abrogativo» commentano i portavoce Giovanni Sandri e Anita Mombelloni.

Italia Viva intende partire da un confronto con +Europa e Azione (Calenda) per coordinare le scelte dell’area riformista per le regionali nell’ipotesi o di presentare una lista comune o di inserire delle candidate e dei candidati comuni in una lista alleata.

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