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A Châtillon, narrazione musicale e musicologica

Si svolgerà sabato 7 marzo 2020, alle ore 20.45, al Centro Congressi comunale di Saint-Vincent la performance musicale con la cantante Silvana Bruno, il pianista Andrea Bevilacqua e il chitarrista Valentin Lleshi che sarebbe dovuta svolgersi il 26 febbraio e che era stata rinviata a causa di un’indisposizione della cantante.

Il tema dell’incontro sarà sviluppato attraverso il commento e l’esecuzione di un repertorio di brani che, a partire dalla tradizione trobadorica del XII secolo, dopo un dovuto tributo a un anonimo del XVI secolo, attraverso Mozart, Paganini, Debussy, arriva fino a Gershwin.

Una serata evento organizzata dal Gruppo Cultura di Châtillon per scoprire come, anche nella musica, dietro all’evanescente sostanza del suo apparire, si celino individui concreti la cui esperienza coinvolge i sensi e l’intelletto del loro essere. Attraverso una chiave di lettura insolita, i musicisti ci accompagneranno alla scoperta del non-detto, del nascosto presente nelle opere e negli autori, alle cui musiche vogliono offrire il dovuto omaggio

Silvana Bruno eseguirà con il chitarrista A chantar di Beatrice de Dia (XII secolo) una fra le prime Trobairitz che si distinse perché, nonostante fosse di nobile rango, portò nei suoi componimenti un linguaggio spregiudicato, inadeguato per una donna del XII secolo, ma che ha rappresentato appieno il suo essere nobile e passionale annullando quell’apparire imposto dalla società del tempo.

Seguirà Amours, ou trop tart me sui pris di Bianca di Castiglia (XII secolo) nettamente all’opposto di Beatrice perché la sua formazione sociale, fu regina e madre di Re, il suo senso profondo della religione si proiettarono non solo nella praticità delle sue azioni ma anche nei suoi componimenti. Essere e apparire in lei coincisero.

Greensleves è un brano di origine anonima, del 1500, che sarà eseguito perché la sua storia rende molto forte l’idea di come l’apparire, il riadattamento del testo in base ai successivi autori e utilizzi non ha intaccato l’essere poiché la melodia è rimasta immutata nei secoli.

Al pianoforte di Andrea Bevilacqua sarà eseguita le Nozze di Figaro, Voi che sapete cos’è Amor. Il personaggio che canta questa celebre aria, Cherubino, sin dal testo di Beaumarchais, si presenta, per abbigliamento e intenti, come un giovane ragazzo seppur il ruolo sia affidato a una donna.

Da la Grande Sonata di Paganini il chitarrista Valentin Lleshi eseguirà la Romanza. Niccolò Paganini non è stato soltanto uno fra i più grandi violinisti mai esistiti, fu anche chitarrista ed è diventato un personaggio che, per i suoi caratteri di genio e sregolatezza perfino ai giorni nostri risulterebbe, all’apparenza, stravagante.

Il pianista Bevilacqua, farà un intervento al termine ed eseguirà Doctor gradus ad Parnassus da Children’s corner di Cloude Debussy, musicista impressionista che come i suoi coetanei pittori usava pennellate di suoni per creare emozioni soggettive e non oggettive. Emblematici sono i suoi preludi dove l’autore descrive qualcosa di oggettivo ma il cui titolo non viene scritto all’inizio del brano ma alla fine e tra puntini di sospensione come per dire: «attraverso questi suoni io volevo descrivere questo fatto ma ognuno di noi, con il suo vissuto e la sua esperienza può arrivare a conclusioni differenti».

Avrebbe chiuso, Summertime di Gershwin. Dall’autobiografia di Billie Holiday e tra i suoi successi c’è l’interpretazione di questo gioiello musicale. Sarà presentato raccontando, leggendo un passo del libro, come durante gli anni 30 Americani, il tema essere e apparire era oltremodo accentuato (Billie alla sua prima collaborazione con orchestra, tutti i componenti erano musicisti di colore, fu costretta a passare un cerone nero sul viso perché… non era nera come gli altri).

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