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Union valdôtaine congela Barocco e Peinetti

Nella serata di mercoledì 3 marzo 2020, a Verrès, si è riunito il Conseil fédéral dell’Union valdôtaine per decidere se e quali misure disciplinari assumere nei confronti di Jean Barocco e Flavio Peinetti. All’origine della vicenda, la loro decisione di non votare il Bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta in occasione della riunione del 27 dicembre 2019 del Consiglio Valle. Nel pomeriggio dello stesso giorno, il Comité ne aveva proposto l’espulsione.

In apertura, il presidente Erik Lavevaz, ha detto che era importante che il Conseil fédéral si esprimesse in relazione alle misure disciplinari nei confronti di Jean Barocco e Flavio Peinetti prima dell’avvio della campagna elettorale. Ha spiegato che, durante la riunione del Comité fédéral terminata poco prima, era stato valutato che Barocco ha assunto una posizione chiara rispetto al suo futuro percorso politico all’esterno dell’Union Valdôtaine. La proposta era di prenderne atto e di non assumere misure disciplinari nei suoi confronti ma di rivalutare la situazione nel caso in cui decidesse di chiedere di rientrare. Una soluzione che non gli permetterebbe di giocarsi la carta del vittimismo. Per quanto riguarda Flavio Peinetti, invece, la proposta è stata diversa, in considerazione del fatto che non ha espresso pubblicamente la propria posizione di dissenso e del suo atteggiamento nei confronti del mouvement: ha continuato a lavorare all’interno del gruppo consiliare e della sua sezione di appartenenza. La proposta è stata dunque di non assumere misure disciplinari nei suoi confronti.

Una posizione che – nel corso del dibattito che è seguito – è stata accusata di essere democristiana e oltretutto colpevole di smentire quanto il Comité aveva precedentemente deciso. 

Cesarino Collé, presidente della sezione di Quart si è levato in difesa di Barocco, invocando il dialogo per scongiurare la rottura. Giacinta Merlin ha invece parlato in difesa di Peinetti, auspicando la sua ricandidatura. Ipotesi avversata da altri.

Dunque è emersa la proposta di sostituire l’espulsione con una sospensione. Ma l’articolo 10 dello Statuto prevede che la sospensione possa essere proposta dalla sezione di appartenenza e non dal Comité fédéral.

Nel percorso di cambiamento che Union Valdôtaine sta portando avanti, ha invece detto Franco Montrosset, prendere una posizione chiara e non andreottiana sarebbe stato indispensabile per essere credibili. Ma Sara Favre gli ha risposto che si trattava solo di spuntare la lancia di Barocco in campagna elettorale, mentre la sua espulsione non avrebbe dato nulla in più all’Uv.

La proposta del Comité è stata messa in votazione. Proposta approvata con dieci voti contrari e altrettanti astenuti. 

Si è quindi innescata la discussione in relazione all’atteggiamento da adottare nel caso in cui Flavio Peinetti esprima il desiderio di ricandidarsi. Iris Voyat ha proposto di escludere radicalmente l’eventualità e il ragionamento si è esteso al rispetto degli ideali da parte degli eletti sino ad arrivare alla proposta di Manuela Zublena di istituire una sorta di vincolo di mandato. 

Alla fine è stato deciso che la sua eventuale candidatura sarà vagliata dalla sezione in primis e poi dalla Commissione politica.

Verso le elezioni

Si è passati dunque a parlare di elezioni. Un buon numero di candidature è arrivato dal territorio mentre la situazione è più difficile su Aosta. Difficile anche la ricerca delle 12 candidature femminili. I tempi sono stretti ma bisogna arrivare a presentare una lista credibile e interessante per gli elettori. 

In relazione alle possibili coalizioni, è stato detto che, domenica sera 1° marzo vi è stato incontro con Pays d’Aoste Souverain, Alpe, Uvp e Mouv’. Gli indipendentisti hanno chiesto agli autonomisti di dare vita a una coalizione.

Lunedì 2 marzo vi è stato un incontro con Alliance valdôtaine. Si è parlato di un’alleanza per le regionali e per le comunali di Aosta. L’incontro con Stella alpina si è svolto nel pomeriggio di martedì 3 marzo. È emerso che Stella alpina non è interessata a una coalizione con Alliance valdôtaine. Una coalizione solo con Alliance valdôtaine rischierebbe però di essere solo di immagine, senza grosse chance di arrivare all’obiettivo del 42% dei consensi. 

Non vi sono stati incontri con la Lega perché il mandato congressuale è di contrasto al populismo e al sovranismo non di alleanza con esso. Se il voto porterà alla sua affermazione, si valuterà l’apertura di un dialogo. 

Marco Calchera ha presentato la propria suggestione (così l’ha definita) in relazione alla non candidatura di chi ha fatto parte della XIV e XV Legislatura. 

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