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Coronavirus: parte dai social la richiesta di chiudere la Valle d’Aosta

Dal 10 marzo 2020, tutta Italia è zona protetta (così la definisce il Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri) per contenere la diffusione del coronavirus.

Sono autorizzati gli allontanamenti dal proprio domicilio solo per tre ordini di ragioni: lavoro, necessità e urgenza. Le risposte ai quesiti più frequenti su cosa sia autorizzato e cosa no sono fornite sul sito internet del Ministero della salute.

Tuttavia, in una regione turistica e transfrontaliera come la Valle d’Aosta, c’è chi teme che i controlli non siano così stringenti da essere efficaci.

Sul territorio si registra la presenza di turisti lombardi spostatisi nelle seconde case ma ci sono anche i pendolari transfrontalieri e i trasportatori di merci che si muovo all’interno e all’esterno della nostra regione. Esterno inteso come estero: in Paesi che non hanno adottato le medesime misure decise dal governo italiano.

Circostanza che non è sfuggita e che, sui social, è sottolineata con sempre maggiore insistenza.

Sono richiesti controlli sulle strade (avvalendosi anche del supporto dell’Esercito, se necessario) e controlli da parte dei Comuni per verificare l’occupazione delle seconde case.

C’è chi ribadisce il valore delle frontiere, chiedendo la chiusura del traforo del Monte Bianco e di quello del Gran San Bernardo a tutti i veicoli, eccettuati quelli per il trasporto di merci. Analoga richiesta appare anche in relazione alla chiusura degli accessi dall’Italia, con le medesime modalità.

Nel corso della conferenza stampa di mercoledì 13 marzo 2020, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha specificato che, ai trafori, sono stati installati punti di controllo delle movimentazioni non autorizzate e che controlli analoghi sono effettuati all’imbocco della valli laterali. Per quanto riguarda i movimenti in entrata dal Piemonte, si è in attesa di disposizioni che rendano omogenei i comportamenti delle varie Regioni italiane.

La presa di posizione di Pays d’Aoste Souverain

Il comitato della direzione strategica di Pays d’Aoste Souverain ha assunto, mercoledì 11 marzo 2020, una posizione drastica: «visto l’evolversi della criticità sanitaria, considerato l’interesse supremo di preservare il popolo valdostano, preso atto del lassismo delle attuali autorità competenti, vista l’assoluta necessità di esercitare il diritto di autogoverno intima al governo italiano di agire nell’arco di 24h alla chiusura degli accessi alla Vallée d’Aoste dalla Francia e dalla Svizzera, salvo passaggi sanitari e approvvigionamenti di prima necessità. Scaduto tale termine, Pays d’Aoste Souverain si considera obbligato a agire di conseguenza».

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