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Coronavirus: il 12 marzo un altro giro di vite

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe conte, nella serata di mercoledì 11 marzo 2020, ha annunciato alla nazione un ulteriore giro di vite al piano #iorestoacasa.

«Oggi siamo consapevoli che, in un Paese complesso come il nostro, bisogna procedere gradualmente, affinché tutti possano comprendere i cambiamenti richiesti – ha esordito -. È il momento di compiere un passo in più. Ora disponiamo la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, a eccezione dei negozi di alimentari, dei beni di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie».

Chiusi negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, servizi di mensa (in quest’ultimo caso, solo se non riescono a rispettare le distanze di sicurezza).

Per quanto riguarda le attività produttive e professionali, il premier ha chiesto di «incentivate le ferie, i congedi retribuiti, il lavoro smart». Industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le loro attività – salvo che per i settori e reparti non indispensabili – a condizione che assumano protocolli di sicurezza per proteggere i loro lavoratori, al fine di prevenire il contagio.

Resta garantito lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali: trasporti, bancari, postali, assicurativi poiché (anche se accessori) sono necessari ai settori rimasti in attività.

Garantite – nel rispetto della normativa igienico-sanitaria – le attività del settore agricolo e zootecnico e continueranno le loro attività le filiere a essi relativi.

«Dobbiamo limitare gli spostamenti alle attività lavorative, per motivi di salute e per motivi di necessità», ha ricordato Conte, aggiungendo che «L’impatto di questo misure lo si vedrà solo fra un paio di settimane».

A breve, Domenico Arcuri, sarà nominato commissario delegato per valutare la risposta delle strutture ospedaliere a queste misure. Avrà il potere di impiantare nuovi stabilimenti per la produzione delle attrezzature medicali necessarie.

«Se saremo tutti a rispettare queste regole, usciremo più in fretta da questa emergenza – ha concluso il presidente del Consiglio dei ministri -. Il Paese ha bisogno della responsabilità di 60 milioni italiani che, quotidianamente, compiono piccoli e grandi sacrifici per tutta la durata di questa emergenza. Ognuno giova dei propri e degli altrui sacrifici. Tutti insieme ce la faremo».

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