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Coronavirus: le indicazioni di ConfIndustria e il monito dei sindacati

A seguito dell’emanazione di un nuovo e più stringente decreto sulle misure di contenimento del coronavirus da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, il mondo del lavoro si adegua e attrezza.

Confindustria

Confindustria ha stilato un codice di autoregolamentazione per le aziende associate che prevede:

  • sul luogo di lavoro e in tutte le attività connesse, andranno applicati criteri stringenti di sicurezza sanitaria (già adottati alla data del 12 marzo 2020) ma che potrebbero essere ulteriormente implementati;
  • limitazione massima degli spostamenti all’interno dei siti e accesso contingentato agli spazi comuni;
  • Smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • incentivo per i propri dipendenti a godere di ferie e congedi retribuiti;
  • chiusura dei reparti aziendali non indispensabili per la produzione. Le fabbriche sono oggi probabilmente il posto più sicuro perché hanno adottato da subito misure di prevenzione per la tutela della salute.

Cgil, Cisl, Savt e Uil

Cgil, Cisl, Savt e Uil hanno invece rivolto un appello agli imprenditori affinché in ogni luogo di lavoro siano adottate tutte le misure necessarie a garantire la salvaguardia della salute e sicurezza di lavoratori e lavoratrici: «lavorare in sicurezza è la condizione necessaria per rilanciare la nostra economia e difendere l’occupazione, oltre ad essere una condizione imprescindibile per contenere al massimo la diffusione del virus».

Le strutture sindacali e i delegati e le RSU/RSA sono disponibili a negoziare specifiche intese, a  livello territoriale e nei luoghi di lavoro, per gestire la difficile e inedita  situazione di emergenza.

Annunciano che monitoreranno la situazione dei luoghi di lavoro e, nei casi in cui non dovessero esserci il rispetto delle norme e delle misure a tutela della salute dei lavoratori, chiederanno la sospensione delle attività.

Per quel che riguarda le misure economiche da mettere in campo, finalizzate ad affrontare l’emergenza che stiamo vivendo, Cgil, Cisl, Savt e Uil considerano «al limite del ridicolo quanto sta avvenendo nella nostra Regione. Ormai da diversi giorni si parla di possibili azioni ma al momento non vi è nulla di concreto. In questi giorni abbiamo assistito da minoranza e maggioranza a proposte e controproposte che hanno più le sembianze di spot elettorali che non di soluzioni concrete. E nel frattempo le aziende chiudono e le persone perdono il lavoro. In questo momento bisogna fare fronte comune e trovare soluzioni senza perdere tempo. Ci aspettiamo in tempi rapidissimi una proposta concreta e condivisa da tutte le forze politiche che possa essere portata in Consiglio regionale il prima possibile».

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