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Pays d’Aoste Souverain chiede un Fondo coronavirus alimentato dai consiglieri regionali

Il comitato politico di Pays d’Aoste Souverain considerato si è riunito e ha effettuato alcune riflessioni in relazione alla situazione gravemente critica che la Valle d’Aosta sta attraversando e attraverserà in conseguenza del coronavirus.

Sono partiti dalla considerazione che «gli attuali eletti, in rappresentanza del popolo valdostano, nel Consiglio Valle non hanno saputo assicurare un governo stabile al Pays d’Aoste dimostrando, oltre che la mancanza di un progetto politico chiaro e definito, poca disponibilità a superare, nell’interesse generale, personali differenze e diffidenze. La loro visione politica miope e la loro inazione hanno portato il Pays d’Aoste a una stagnazione culturale, sociale ed economica. Tale inerzia ha, tra l’altro, causato lo scioglimento anticipato del Consiglio della Valle e obbligato il Governo valdostano, in prorogatio, a operare in regime di ordinaria amministrazione».

L’inerzia citata, «nel contesto attuale di emergenza sanitaria, economica e sociale, non può, inoltre, che portare al blocco delle attività economiche e dei circuiti finanziari».

Secondo Pays d’Aoste Souverain, «la classe politica, non adottando le misure consentite dalle nostre prerogative statutarie (vedasi ad esempio competenze prefettizie, azioni in capo a Finaosta, Cva, enti locali e sistema creditizio) ha atteso e tutt’ora attende le direttive del Governo italiano per prendere quelle decisioni urgenti, necessarie ed indispensabili, in campo sanitario ed economico, che il popolo valdostano si aspetta».

Gli indipendentisti sostengono che «la mancanza di scelte e di decisioni ha generato confusione e sconcerto nella comunità valdostana, oltre a causare difficoltà economiche per famiglie, lavoratori ed imprese» e che «il rinvio delle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Valle a metà maggio e, molto probabilmente, a causa dell’attuale emergenza sanitaria, all’autunno prossimo non giustifica, visto di fatto la loro inattività, la permanenza in carica dei suoi attuali componenti».

Quindi invita gli attuali consiglieri regionali nonché quelli temporaneamente sospesi, «a istituire, dando prova di senso civico e di responsabilità, un Fondo di solidarietà a favore degli anziani, delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, devolvendo allo stesso le loro indennità di carica, diarie e indennità di funzione del presidente e dei vicepresidenti del Consiglio, dei presidenti di Commissione e segretari dell’Ufficio di Presidenza. Tali emolumenti non hanno più, infatti alcuna giustificazione vista l’inattività del Consiglio della Valle».

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