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Coronavirus: Icv chiude le sale operatorie e apre a 20 lungodegenti non infettati

Sabato 14 marzo 2020, l’Istituto clinico Valle d’Aosta di Saint-Pierre ha sottoscritto con l’Azienda Usl un protocollo di emergenza che prevede la disponibilità di 20 posti letto di lungodegenza nella propria struttura – da lunedì 16 marzo –  dedicati a pazienti non affetti da Covid 19, al fine di decongestionare l’ospedale per far fronte all’emergenza sanitaria in corso. 

Contestualmente l’Istituto ha deliberato la chiusura delle sale operatorie per 15 giorni. 

«Il senso di questa decisione è duplice – ci comunica l’Istituto in una nota fatta pervenire tramite la struttura alla quale ha affidato la comunicazione –: da un lato quello di ottenere nuovi spazi con i posti letto di chirurgia da dedicare ai pazienti non affetti da Covid 19; dall’altro quello di offrire maggiori tutele, in primis, ai pazienti, unitamente a tutti gli operatori che lavorano in ICV, rimandando le operazioni chirurgiche programmate per evitare il più possibile rischi sanitari collegati a questa situazione di emergenza». 

Una versione dei fatti che contrasta con quanto riferito dall’assessore Mauro Baccega al termine della riunione della II Commissione del Consiglio Valle del 12 marzo 2020. Riferendosi alla clinica, ha detto: «i cui chirurghi si sono autosospesi e non faranno più interventi chirurgici se non quelli ovviamente, anche loro, necessari e obbligatori».

La nota inviataci da Icv era infatti in risposta a due quesiti molto precisi: corrisponde al vero che avete chiuso le sale chirugiche a causa dell’autosospensione del vostro personale e corrisponde al vero che questa autosospensione è avvenuta anche come forma di protesta contro la mancata messa a disposizione dei dispositivi di protezione individuale?

Rispetto ai dpi, la nota risponde: «Ad oggi ICV non ha registrato alcun caso di Covid 19. Già dall’inizio dell’allarme sanitario, e ben prima che si sviluppassero focolai in Nord Italia ICV aveva diffuso e adottato le indicazioni di igiene e prevenzione, provvedendo poi a potenziarle anche con parziali chiusure al pubblico, in linea con le ordinanze emesse dalle Regioni in cui si sono verificati i primi casi di contagio.   
I dispositivi medici di sicurezza sono stati garantiti sin dall’inizio dell’emergenza a tutto il personale della struttura
». 

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