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Polemiche sulla nomina di Giachino in Finaosta

Lunedì 16 marzo 2020, il Consiglio di Amministrazione di Finaosta SpA ha votato la scelta di Paolo Giachino quale direttore generale della società finanziaria.

Una decisione che era stata assunta il 2 marzo 2020 e che è stata ratificata dopo le verifiche di legge, contro la quale si era immediatamente espressa AduVdA.

Il commento di Mouv’

Mouv’ commenta in questi termini: «La scelta di Paolo Giachino alla Direzione generale di Finaosta lascia esterrefatti. Lo è nel metodo – e cioè il voto favorevole dei due membri del Consiglio di Amministrazione restanti dopo dimissioni precedenti e contro il no del presidente di Finaosta -, che suona come una presa di distanza giusta ma da choc per il futuro della Finanziaria regionale, senza un intervento salvifico della Banca d’Italia che cassi la nomina. Lo è nel merito perché Giachino, fuoriuscito da CVA per una serie di vicende oscure, fa carriera addirittura nella società controllante, con un colpo di scena mai vista nella storia delle partecipate».

E la nota diffusa da Mouv’ conclude: «Ogni volta si deve registrare un vero e proprio degrado che sembra passare con troppi silenzi e collusioni, compreso l’inspiegabile sì del presidente della Camera di Commercio, Nicola Rosset».

Il commento di Fratelli d’Italia

Alberto Zucchi, coordinatore di Fratelli d’Italia in Valle d’Aosta, si esprime in questi termini: «Aldilà della persona in discussione e alle perplessità espresse da più forze politiche ad essa riferite – che, in ogni modo, avrebbero dovuto essere valutate prima di una ratifica formale e non pubblicate in modo improvvido -, ora è indifferibile fare partire a pieno regime il primo motore finanziario regionale dimostrando unità a tutti i livelli». E specifica: «Se c’erano perplessità andavano espresse prima. Poi se qualcuno sbaglia pagherà».

Il commento di Union valdôtaine

«In questa situazione – commenta il presidente di Union valdôtaine, Erik Lavevaz –, la politica dovrebbe tacere e lavorare, senza riempire la stampa di comunicati e dichiarazioni che sono quanto di più lontano ci sia dalle necessità dei Valdostani in questo momento».

Venendo alla nomina di Giachino, aggiunge:«Le dichiarazioni di alcuni movimenti o esponenti politici degli ultimi giorni sono quantomeno fuori luogo ed estemporanee, il fatto di mettere in discussione una nomina tecnica fatta da Finaosta, peraltro fatta sulla base di un bando e dall’analisi di curricula professionali indiscutibili, è veramente deplorevole nel momento storico che viviamo».

Il commento di Lega Vallée d’Aoste

Lega Vallée d’Aosta, in una nota, sostiene che «Anche nel corso di un’emergenza come quella che stiamo vivendo, il rispetto delle decisioni prese a suo tempo dal Consiglio regionale (tra l’altro all’unanimità) e delle corrette modalità di valutazione delle scelte amministrative costituiscano aspetti fondamentali e non derogabili. Per tale ragione, […] i dubbi relativi alla nomina a Direttore generale di Finaosta di una persona che lo stesso azionista socio RAVA aveva già screditato in Consiglio regionale attraverso una risoluzione, non possono essere messi a tacere».

Lega si augura che «chi in questi giorni ha contribuito alla conferma della designazione oggetto di attenzione abbia ben valutato la definizione di rischio reputazionale, cioè il rischio attuale o prospettico di creare un danno di immagine (e potenzialmente anche di altra natura) alla finanziaria regionale, alle sue controllate e indirettamente alla stessa Regione autonoma Valle d’Aosta».

Stupore è infine espresso per il fatto «che mentre il suo movimento abbia chiesto in sostanza alla politica tutta di “tacere” sulla nomina del Direttore Generale di Finaosta S.p.A., il presidente della Regione abbia chiesto di relazionare circa la “correttezza della procedura” adottata».

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