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Zucchi: e se invece di ricostituzione fosse commissariamento?

Una voce si distanzia dal coro che, in questi giorni, invoca la ricostituzione del Consiglio Valle e la restituzione dei poteri alla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta. È quella di Alberto Zucchi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia.

In un post pubblicato su Facebook il 18 marzo 2020, dopo aver ribadito la necessità di nominare, anche in Valle d’Aosta, un commissario per l’emergenza coronavirus che non sia un tecnico ma un manager, arriva alle questioni strettamente politiche. In primis la querelle in atto sulla nomina del direttore generale di Finaosta. E poi le riflessioni sul fatto che, passata l’emergenza sanitaria, occorrerà affrontare quella economica. E scrive: «Di fronte a questo triste scenario comprovante una deriva inarrestabile mi chiedo se l’obiettivo della ricostituzione dell’attuale consiglio regionale decaduto – da me per primo avanzato fino ad oggi come ipotesi prioritaria – sia l’unica o la miglior soluzione tecnicamente possibile per il bene della Valle d’Aosta, dei suoi cittadini e delle sue imprese per fronteggiare questo momento cruciale della nostra vita».

In considerazione del fatto che il Consiglio Valle è stato sciolto per non essere riuscito a esprimere una nuova maggioranza entro 60 giorni dalle dimissioni del presidente Antonio Fosson e che la Giunta opera in regime di prorogatio (potendo peraltro assumere solo atti di ordinaria amministrazione) e che le elezioni erano state fissate al 19 aprile (poi spostate al 10 maggio a causa dell’emergenza coronavirus) ci si trova nel caso previsto dalla legge regionale 21/2007 all’articolo 8: la data di svolgimento delle elezioni deve essere fissata entro i novanta giorni successivi alla data del decreto di scioglimento anticipato del Consiglio Valle.

Cosa succede se tale termine non è rispettato pare non essere normato.

In condizioni ordinarie, nel caso in cui le elezioni non si possano svolgere entro il termine indicato, verrebbe da pensare che l’ente dovrebbe passare a una gestione commissariale. Dunque Zucchi, allontanandosi dalla linea attualmente portata avanti dalla Giunta, che sta verificando con il Governo nazionale la possibilità di prorogare gli organismi in essere, restituendo loro pienezza di funzioni, pensa a un commissariamento? «Io per primo mi ero espresso a favore dell’apertura di una trattativa con lo Stato per una ricomposizione dei poteri di governo. Anche perché il vuoto normativo è un fatto grave. Tuttavia, di fronte all’emergenza straordinaria, alla totale inerzia dimostrata e alla mancata informazione sull’avanzamento dell’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, mi chiedo se una seconda strada – che nessuno vorrebbe neppure ipotizzare – non debba essere almeno verificata nella sua fattibilità tecnica».

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