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La bozza di disegno di legge per sostenere l’economia colpita dal coronavirus

Il disegno di legge sulle Prime misure regionali urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (coronavirus) non è ancora stato depositato al Consiglio Valle ma una bozza è stata resta disponibile ai commissari della II Commissione.

Lo analizzeranno, venerdì 20 marzo, nel corso della riunione convocata per le ore 9.30.

La proposta di legge contiene le prime misure regionali di sostegno per le famiglie, i lavoratori e le imprese necessarie per fronteggiare e per contenere gli effetti negativi dell’emergenza coronavirus in Valle d’Aosta.

Si propongono la sospensione per un anno del pagamento delle rate dei mutui agevolati previsti da leggi regionali, su istanza dei beneficiari (con corrispondente prolungamento del piano di ammortamento, senza interessi di mora e oneri aggiuntivi a carico dei mutuatari), e l’anticipazione, con fondi regionali, del trattamento di integrazione salariale prevista dallo Stato. Emerge, infatti, dai dati forniti da Confindustria Valle d’Aosta e dai consulenti del lavoro operanti sul territorio, che i tempi di istruttoria e di erogazione dei trattamenti di integrazione salariale da parte dell’INPS non sono brevi: a oggi, risultano ancora inevase domande presentate nel quarto trimestre 2019. Il decreto-legge Cura Italia prevede per le imprese la possibilità di accesso a forme di integrazioni salariali in deroga. A fronte di un probabile considerevole numero di domande che perverranno all’INPS, è plausibile ipotizzare ulteriori rallentamenti nella loro evasione. Le imprese che presentassero domanda di anticipazione si impegnerebbero a restituire alla Regione la differenza tra l’anticipazione erogata e l’importo effettivamente riconosciuto dall’Inps e le somme anticipate nel caso in cui l’istanza non sia accolta dall’Inps.

Per sostenere il rilancio del sistema produttivo regionale, il disegno di legge propone la costituzione di un fondo rischi regionale presso i Confidi, del valore di 3,5 milioni di euro, per la durata di 48 mesi, che garantisca la concessione di garanzie fideiussorie a favore delle piccole e medie imprese e ai liberi professionisti. Le garanzie concesse dai Confidi sul fondo rischi, a titolo gratuito, sarebbero attivabili dalle PMI e liberi professionisti per un ammontare pari almeno a tre volte l’importo del fondo rischi assegnato e a fronte di operazioni connesse a investimenti, fabbisogni di liquidità e rinegoziazione dei prestiti. La copertura massima delle garanzie non potrebbe superare l’80% di ciascuna operazione finanziaria. Eventuali e ulteriori risorse, fino a un massimo di 200mila euro, potrebbero essere attribuite a Confidi diversi da quelli territoriali o ai Confidi valdostani nel caso in cui gli stessi avessero già esaurito le risorse messe a loro disposizione. Le somme presenti sui fondi rischi, se non utilizzate, dovrebbero essere restituite alla Regione entro 48 mesi dalla data di entrata in vigore della legge. La Regione risponderebbe delle insolvenze nei limiti del fondo rischi costituito.

Altre misure riguardano l’autorizzazione alla Giunta regionale ad approvare i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione del bonus affitti, in modo da garantire ai soggetti meno abbienti, tra i più colpiti dall’emergenza, le risorse per non pregiudicare il loro diritto all’abitazione.

La proposta di legge prevede, inoltre, il rinvio delle elezioni comunali a una domenica compresa tra il 15 settembre e il 1° novembre 2020.

Infine, è prevista la proroga al 30 aprile del termine per il pagamento della tassa diconcessione regionale per l’esercizio venatorio.

La proposta di legge si compone di undici articoli.

Oltre a quando già descritto, ci è l’articolo 9 costituisce un vincolo di destinazione alle donazioni effettuate da terzi verso la Regione finalizzate al finanziamento degli interventi urgenti per fronteggiate eventi calamitosi e di emergenza sanitaria in modo da permetterne un più agevole e tempestivo utilizzo. La norma prevede che le variazioni necessarie per la loro iscrizione nella parte entrata e nella spesa del bilancio possano avvenire con deliberazione della Giunta regionale.

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