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Barocco: lavorare subito per il dopo-coronavirus

Jean Barocco, presidente della IV Commissione del Consiglio Valle, ha chiesto al presidente Rini di autorizzarne la convocazione «per dare il nostro contributo al percorso di progettazione delle misure economiche che dovranno garantire la ripresa economica in Valle».

Alle conseguenze di questa crisi sanitaria, che si trasformerà in economica, Barocco ritiene che il Consiglio Vallee sia chiamato a dare «risposte serie, concrete, affidabili» perché «Non c’è settore, lavoro, attività che non sarà toccato da questa crisi e quindi il progetto di ripresa dovrà tener conto di tutte le categorie, quelle rappresentate da organi e associazioni, al pari di quelle che non lo sono, ma che devono avere assoluta dignità d’aiuto e sostegno. Lavoratori delle grandi aziende e delle piccole, del settore turistico, agricolo e di quello artigianale, commercianti, partite IVA, liberi professionisti: l’elenco di coloro che sono e saranno toccati dalla crisi è totale».

Il consigliere indipendente si dice consapevole che «Per il dopo servono soldi, tanti, da investire bene e a “tempo zero” in un piano che dia immediato ossigeno alle famiglie e a tutti i lavoratori che, a vario titolo, sono rimasti a piedi o con lo stipendio ridotto e, chiusi nelle quattro mura del loro appartamento, fanno fatica a vedere uno spiraglio di sereno».

Lunedì 23 marzo 2020, il Consigli si presume approverà il primo pacchetto di misure. Dopo queste, secondo Barocco, è necessario prevedere:

  1. Immediati provvedimenti finanziari per la Sanità, per la fornitura di dotazioni tecnico-scientifiche e di dispositivi di protezione individuale
  2. Riduzione del 50% di IMU, TASI, TARI, Acquedotto, TOSAP e altre da definire in collaborazione con le Amministrazioni Comunali.
  3. Indennità a fondo perduto per le attività produttive, artigianali, commerciali, alberghiere, turistiche, professionali e per tutte le realtà che hanno interrotto o ridotto la propria attività lavorativa per effetto COVID-19
  4. Priorità per tutte le imprese che hanno sede in Valle d’Aosta nelle gare a evidenza pubblica, per tutto il 2020/2023
  5. Norme regionali emanate tempestivamente per l’attuazione della cassa integrazione in deroga, prevista dal decreto “Cura Italia”
  6. Norme particolari a sostegno dell’agricoltura valdostana per garantire un equo prezzo del latte e della produzione di Fontina e di tutte le produzioni tipiche
  7. Finanziamento a fondo perso, per le aziende valdostane che creeranno servizi innovativi e attività sostenibili: e-commerce, e-learning, reti e comunità

«Per fare tutto questo servono 100 milioni di euro – ha calcolato Barocco – che è possibile reperire sia attraverso le risorse già stanziate, ovvero 20 milioni di euro, sia con gli utili delle società partecipate, con le risorse disponibili dall’assestamento di Bilancio regionale, tramite la trattativa con lo Stato che deve essere aperta da subito, come richiesto più volte dai Comuni e dalla quale sarà possibile recuperare i 32,5 milioni di euro dell’IMU pagata dai valdostani per il ripianamento del debito nazionale».

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