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Suoniamo le campane: flash mob degli allevatori contro il coronavirus

Anche gli allevatori fanno sentire la loro voce con il suono simbolo del loro lavoro, quello di campanacci, campane e campanelle che accompagnano i momenti al pascolo, le transumanze, le fiere.

L’idea di Suoniamo le campane è nata in una piccola stalla della Valle d’Aosta, aspettando il parto di una capra, nel silenzio delle montagne non più interrotto dal transito delle auto dei turisti.

Le campane suoneranno alle 11:30 di sabato 21 marzo 2020, primo giorno di primavera. Il loro suono sarà un duplice messaggio, dice l’ideatrice del flah mob, l’allevatrice di Nus Marzia Verona: «da una parte ricordare a tutti che ci sono persone che continuano a fornire le fondamentali materie prime per l’alimentazione quotidiana, dall’altra un segnale di speranza e solidarietà per chi è malato, è isolato o sta contribuendo in prima linea alla lotta contro il Covid-19».

«Un suono che significa “noi ci siamo” – prosegue Verona -. Restiamo in stalla, ma non ci fermiamo, anche perché solo il più tragico degli eventi può allontanare l’allevatore dai suoi animali, che devono essere nutriti e accuditi quotidianamente. Gli allevatori ci sono, gli animali continuano a nascere e a produrre anche in queste difficili giornate».

Una mobilitazione che supererà i confini della Valle d’Aosta: «Una buona campana si sente da una parte all’altra delle vallate ma, grazie ai social e ai video che saranno realizzati, questa volta si sentirà in tutta Italia e non solo. Grazie al passaparola e alla collaborazione di alcuni amici allevatori sono arrivate migliaia di adesioni, anche dalla Svizzera, dall’Austria e dalla Francia. Inoltre, alcuni parroci piemontesi hanno comunicato che contribuiranno facendo suonare le campane dei loro campanili».

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