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Italia in stato di emergenza: VdA non può votare per il nuovo Consiglio Valle

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, nell’ambito delle iniziative assunte a fronte della situazione emergenziale COVID-19, ha emanato il decreto di revoca della convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio Valle, previsto per il 10 maggio 2020, e il rinvio degli stessi.

Nel quadro delle iniziative attivate dalla Presidenza della Regione, nell’ambito di un percorso di opportuno confronto istituzionale avviato con lo Stato, il presidente della Regione ha preventivamente comunicato al Ministro dell’Interno come la situazione emergenziale in atto dovesse imporre di decretare immediatamente la revoca del procedimento elettorale. Procedimento che, quindi, non potrà concludersi nei termini previsti, anche in conformità con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per 6 mesi dalla data del provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

La nuova convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale sarà, dunque, stabilita con un successivo decreto del presidente della Regione, da emettersi entro il 31 luglio 2020.

AduVda chiede la discussione della sua proposta di legge

AduVdA sostiene che «serve immediatamente una legge regionale che ufficializzi il rinvio in deroga all’attuale normativa e indichi quando potremo tornare alle urne. Abbiamo depositato a tale riguardo la settimana scorsa una proposta di legge che, a questo punto, chiediamo sia subito calendarizzata in commissione consiliare».

Rete civica chiede una Giunta bipartisan e tecnica

«Il rinvio pone tuttavia il problema della gestione dell’attività amministrativa nei prossimi mesi» commenta Rete civica, che chiede «di avere una Giunta con tutti i suoi componenti, in grado di operare pienamente, ed un Consiglio che possa agire efficacemente, per quanto riguarda tutti i provvedimenti a scopo sanitario ed economico derivanti dalla situazione di emergenza».

Quindi invita la presidente del Consiglio a riunire la Conferenza dei capigruppo e a concordare in tale sede gli atti necessari per arrivare a una convocazione straordinaria del Consiglio, che possa nominare una nuova Giunta o integrare quella attuale. «Lo spirito dovrebbe essere quello di un accordo istituzionale, con una Giunta unitaria, bipartisan e con una forte componente di tecnici. Una strada che anche autorevoli esperti di diritto costituzionale hanno individuato come fattibile in questa situazione di emergenza».

Infine è nelle facoltà della presidente del Consiglio e dei capigruppo individuare più efficacemente ed estesamente il ruolo che il Consiglio regionale può avere nei prossimi mesi e fino alla scadenza elettorale.

Il M5S chiede assessori tecnici

«L’accorpamento nella sola figura del presidente Testolin di una decina di deleghe – sostiene il Movimento 5 stelle -, se poteva avere un significato per un breve periodo in cui traghettare la Regione verso nuove elezioni, oggi diventa improponibile per garantire la gestione di una situazione emergenziale imprevedibile ma destinata a durare fino alla stagione autunnale». 

Pertanto il Gruppo consiliare propone il reintegro della Giunta con figure «che sarebbe opportuno fossero tecniche, con l’individuazione almeno di un assessore alle Finanze, in una situazione in cui la gestione delle risorse economiche è particolarmente delicata.  Inoltre sarebbe auspicabile anche la scelta di specifiche figure al Turismo, all’Agricoltura e alle Opere pubbliche, settori che, ancorché colpiti dall’emergenza, non possono essere lasciati in stand-by per un periodo così lungo».

La Presidenza del Consiglio frena

All’invito formulato da alcuni gruppi consiliari riguardo alla convocazione di una Conferenza dei Capigruppo per decidere di un Consiglio straordinario per l’elezione di una nuova Giunta regionale o il reintegro di quella attuale, la presidente del Consiglio Valle risponde: «Non è così semplice come vogliono farla passare.»

«La legge regionale 21 del 2007 (quella sulla forma di governo) non fa riferimento a uno scenario successivo ai 90 giorni dalla firma del decreto di scioglimento anticipato del Consiglio regionale – aggiunge Emily Rini – : ho chiesto, da tempo, al presidente della Regione di avviare una interlocuzione congiunta con lo Stato riguardo sia allo spostamento della data delle elezioni – cosa che il presidente Testolin ha sostenuto di aver fatto -, sia alla possibilità di reintegrare la Giunta con nuovi assessori in questi mesi di emergenza sanitaria. Siamo tutti autonomisti ma la legge va rispettata: di fronte a un vuoto normativo è importante avere una garanzia ai più alti livelli per non correre il rischio di vederci commissariare per gravi violazioni di legge. Non appena avremo un quadro chiaro, sarà mia premura convocare una Conferenza dei Capigruppo sulla tematica».

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