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II Commissione: un dl da 25 milioni contro la crisi del coronavirus

La seconda Commissione del Consiglio Valle, riunita in modalità telematica nel pomeriggio di venerdì 27 marzo 2020, ha deciso il cronoprogramma delle attività per l’elaborazione di un nuovo provvedimento legislativo di sostegno economico e sociale, da approvare in Consiglio entro la metà di aprile 2020.

«Il Presidente della Regione – dice il presidente di Commissione, Pierluigi Marquis – ha prospettato una disponibilità di 25 milioni dal mese di aprile e di ulteriori 123 milioni di euro a seguito dell’approvazione dell’assestamento di Bilancio, il cui termine di presentazione è slittato al 31 maggioL’importo complessivo ammonta quindi a 148 milioni. Come Commissione riteniamo indispensabile procedere subito con il primo intervento da 25 milioni, per sostenere prioritariamente i cittadini e le attività economiche che soffrono maggiormente di questa situazione.» 

Sarà creato un gruppo di coordinamento tra uffici del Consiglio e della Giunta affinché le azioni siano valutate e verificate dai responsabili dei vari settori dell’Amministrazione che dovranno poi dare attuazione alle disposizioni legislative con procedure snelle.

Da lunedì 30 marzo, sarà avviato un percorso di condivisione politica con il Governo regionale che porterà a individuare le azioni da sviluppare nell’arco di una settimana, per sottoporle poi all’attenzione delle parti economiche e sociali.

Le proposte della Lega Vallée d’Aoste

Queste le misure proposte della Lega Vallée d’Aoste.

 Misure a favore delle imprese

La Lega ritiene prioritario scongiurare l’insorgenza del rischio di liquidità di cui soffriranno la maggior parte delle micro, piccole e medie imprese nonché gli autonomi, le singole partite Iva e i professionisti. 

È necessario che l’erogazione di misure che prevedono aiuti in forma agevolata avvenga in richiamo alle prerogative dell’art. 107 del Trattato di funzionamento dell’Unione Europea, in quanto aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da eventi eccezionali quali l’emergenza da Covid-19.

A tal riguardo propone di creare, per mezzo della finanziaria regionale, uno specifico Fondo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato al fine di fornire alle imprese, agli autonomi, alle partite Iva e ai professionisti le risorse utili per scongiurare la crisi di liquidità generata dalla forzata chiusura ovvero dal significativo calo di produttività. I finanziamenti di natura chirografaria dovranno essere principalmente destinati alle micro e piccole imprese, professionisti e partite Iva attive per esigenze di liquidità (a esempio erogati in proporzione ai costi per gli addetti per l’annualità 2020 e in misura non superiore a euro 60mila). Tali finanziamenti potranno essere erogati anche a favore di quelle realtà che, per le mutate condizioni economiche successive a questa emergenza, dovranno mutare le proprie produzioni o erogazione di servizi. 

La Lega ritiene, inoltre, necessario che una quota di questo fondo sia erogata a favore di tutti quei soggetti (a esempio nella forma del micro credito) che a causa dell’emergenza e delle successive conseguenze debbano scegliere se proseguire o chiudere l’attività. È fondamentale in questo frangente che gli impatti negativi della crisi non generino una categoria di “soggetti falliti” a margine della società. La misura è infatti finalizzata a permettere a chi si troverà in questa condizione di poter ripartire una volta chiusa la propria attività. 

L’introduzione dell’indennità per la chiusura forzata dell’attività volta a sostenere tutte quelle attività produttive, artigianali, commerciali, alberghiere, turistiche, professionali, nonché tutte quelle realtà che hanno dovuto interrompere la propria attività lavorativa per effetto delle misure di sicurezza sanitaria. Al fine di razionalizzare efficientemente la quantificazione della misura, sarà opportuno identificare diverse classi di beneficiari sulla base del livello di ricavi delle vendite e/o delle prestazioni di servizi e di numero di addetti.  

Con l’obiettivo di sostenere il reddito dei lavoratori che si troveranno in difficoltà per l’interruzione delle attività lavorative o che perderanno il proprio posto di lavoro, ovvero anche di tutti quei soggetti già privi di reddito, la Lega ritiene necessario istituire un Fondo di solidarietà regionale con una duplice funzione: 

  • di finanziare la cassa integrazione in deroga nella forma dell’anticipazione per quelle realtà che non sono ricomprese all’interno dei provvedimenti già definiti dal Governo centrale (e.g. Decreto “Cura Italia”);
  • di integrare la misura del reddito di ultima istanza introdotto dal Decreto “Cura Italia” (le cui modalità di erogazione devono ancora essere definite con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali).

Il Fondo di solidarietà regionale potrà costituire, in una seconda fase, la base per l’istituzione di un veicolo sul modello del Fondo di solidarietà del Trentino (rif. art. 40, Dlgs 148/2015) gestito in collaborazione con Inps, previa attivazione della necessaria interlocuzione con il Governo centrale.

A differenza di quanto fatto dal Governo centrale, la Lega ritiene necessario definire un piano di defiscalizzazione per i settori e le aree territoriali (e.g. fondovalle) colpiti dalla crisi attraverso la sospensione e/o esenzione dal pagamento di tributi e/o imposte regionali anche attraverso la rimodulazione delle aliquote, ad esempio in relazione all’Irap, Imu, Tari, Tosap, eccetera (ovviamente a seguito delle opportune e doverose valutazioni di fattibilità con gli uffici competenti). Ritengono anche necessario prevedere l’esenzione del diritto camerale per l’anno in corso. 

Per le annualità 2020/2021, anche al fine di sostenere il tessuto produttivo valdostano, la Lega che l’Amministrazione regionale debba prevedere nelle procedure di evidenza pubblica, attinenti a misure volte a favorire e salvaguardare l’occupazione e le professionalità dei lavoratori della Valle d’Aosta, una priorità per le imprese valdostane.

Con riferimento al settore dell’edilizia ritnene necessario disporre proroghe dei termini di validità per tutti i titoli abilitativi in scadenza entro il 31 dicembre 2020 e per gli adempimenti tecnico-amministrativi correlati (lavori di completamento, pratiche di variante, accatastamenti, attestati di prestazioni energetiche, operazioni di collaudo tecnico ed amministrativo, eccetera). 

Al contempo, considerato il disagio che l’attuale emergenza ha causato a tutte le categorie, la Lega ritiene che -per i bandi di concorso alla progettazione (e simili) per opere pubbliche – sia necessario prorogare i tempi per ogni adempimento annesso, dall’attivazione delle chiavi di concorso alla produzione della documentazione e delle relative consegne. Al contempo pur prevedendo una dilazione dei tempi di gara e relative procedure, ritiene fondamentale che le gare di appalto relative al Piano regionale dei lavori pubblici proseguano, così da poter dare alle nostre imprese una prospettiva futura certa seppur adeguandone le tempistiche e le relative modalità di esecuzione dei progetti e dei lavori.

Dare immediato corso al pagamento dei contributi per le rassegne bovine, nonché valutare anche l’erogazione di quelli relativi alla monticazione, per le cifre già stanziate in bilancio, quale aiuto di rapida liquidabilità a favore delle aziende zootecniche valdostane. 

Sarà necessario, secondo la Lega, potenziare la dotazione del fondo di garanzia istituito ai sensi della Legge regionale sulle Prime misure regionali urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 con l’obiettivo di supportare le imprese, gli autonomi, le partite Iva e i professionisti nel mantenimento di un buon status creditizio soprattutto con riferimento agli affidamenti bancari di breve temine (tipicamente fonti primarie di liquidità aziendale).    

A fronte anche delle misure stabilite dai decreti del Governo centrale, la Lega ritiene necessario e non più procrastinabile attivarsi con l’INPS locale per definire modalità anche straordinarie di attivazione delle misure di sostegno al reddito anche bloccate per effetto delle già conosciute problematiche relative al settore edile. Non può esserci il rischio che gli effetti dell’attuale crisi si sommino a quelli già conseguenti ad una problematica nota da tempo che ad oggi non è stata risolta. 

Misure a favore delle famiglie

Individuazione di una specifica misura di sostegno alle famiglie, specialmente quelle monoreddito, che versino in grave situazione di necessità a causa della perdita o assenza di lavoro, compresi i lavoratori stagionali o atipici. Il sostegno economico dovrà garantire l’accesso ai beni di prima necessità e una sussistenza dignitosa durante il periodo di crisi (anche per mezzo dell’erogazione di voucher spesa da spendere negli esercizi commerciali valdostani).

Ampliamento del sistema dei congedi parentali per sostenere i genitori nella cura dei ragazzi e nell’assistenza delle persone anziane. Come già evidenziato, con la perdurante chiusura di scuole e strutture, la gestione quotidiana della famiglia, sia con presenza di figli, sia con presenza di persone anziane, disabili o malate da assistere, diventa molto difficoltosa per chi deve contemporaneamente lavorare e garantire un reddito al proprio nucleo. 

Le proposte di Rete civica

Rete Civica ha consegnato alla II Commissione consiliare un documento con le proprie proposte, elaborate con alcuni contributi da parte del territorio e dalle associazioni, sulle misure da inserire in legge.

Si tratta di 17 misure che riguardano tre Aree di intervento: Area Imprese con 10 misure; Area Famiglie con 3 misure; Area Terzo Settore con 4 misure.

Proposte area imprese

Secondo Rete civica bisogna prevedere varie forme di sostegno al reddito, per tutta la durata della crisi, a favore delle piccole e micro imprese particolarmente danneggiate, degli artigiani e commercianti, dei lavoratori autonomi e free lance e di coloro che perderanno il lavoro a seguito della chiusura delle attività economiche. In questa situazione emergenziale occorre superare il concetto di rischio d’impresa, per tutto il tempo in cui sarà in vigore il decreto di chiusura imposta, ed eventualmente anche per il successivo periodo in cui si paventa la permanenza della situazione di criticità.

In particolare:

  • garanzia di accesso al credito per le esigenze immediate, il pagamento dei fornitori e per evitare crisi di liquidità; è necessario trovare la formula più adatta per garantire tale accesso anche alle fasce deboli identificate dalle banche come cattivi pagatori e che quindi non otterrebbero un prestito neanche con l’80-90% di garanzia. Per loro soprattutto è necessario prevedere una garanzia totale da parte del pubblico.
  • finanziare nuovamente il provvedimento che tramite Finaosta permette il consolidamento finanziario delle Piccole e Medie Imprese Valdostane, a valere sulla Legge regionale 16 marzo 2006, n. 7 art. 5, iniziando dal soddisfacimento delle domande già in lista di attesa. 
  • prevedere un reddito minimo garantito di 1200 euro mensili, più premio figli, per le piccole imprese familiari, nel periodo di inattività, con un limite parametrato al reddito conseguito degli ultimi due anni.
  • prevedere un reddito minimo garantito di 1000 euro mensili a ogni libero professionista, iscritto o no a Albi, e ad ogni lavoratore autonomo titolare di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio, che abbiano dovuto interrompere la propria attività per un periodo superiore ai 15 giorni. L’indennità non concorre alla formazione del reddito ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. L’indennità è cumulabile con eventuali indennità statali, e in tal caso concorre alla formazione del reddito.
  • prevedere un contributo a fondo perduto del 40% del mancato fatturato dal 15 febbraio fino a data di riapertura, calcolato in base alla media del fatturato degli ultimi 3 esercizi nello stesso periodo per le imprese con fatturato complessivo sotto i 2 milioni di €., a copertura anche delle spese fisse ineludibili (es. allacciamento elettrico, telefono, Siae, manutenzioni varie tipo ascensore, impianto riscaldamento, estintori, assicurazioni eccetera)
  • sospensione e successiva rateizzazione di tutte le bollette per la fornitura di energia elettrica, per almeno sei mesi
  • sospensione, successiva rateizzazione e parziale esenzione di tasse, imposte e contribuzioni;nello specifico tributi (Irap) e tasse comunali (Imu e Tari) per il periodo di chiusura o comunque per periodi in cui il fatturato è uguale a zero, costituendo un fondo a favore degli Enti locali.
  • facilitare l’accesso agli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti (Cassa integrazione in deroga e Indennità di disoccupazione in deroga);
  • prevedere per le scuole di sci riduzione Irap del 50% e un contributo di un milione di euro per far fronte ai minori introiti dei maestri di sci nel periodo dal 9/3/2020 a fine prevista della stagione sciistica
  • accelerazione dei pagamenti dovuti dalla pubblica amministrazione

Proposte area famiglia

A tutte le famiglie che, nel corso del 2020, si troveranno con una soglia economica inferiore al minimo vitale, maggiorato di euro 200,  Rete civica propone sia attribuito un contributo mensile determinato dalla differenza tra il valore della situazione economica del richiedente e l’importo del minimo vitale come precedentemente calcolato. Il contributo si erogherebbe a decorrere dal mese di marzo e fino a due mesi dopo la fine dello stato di emergenza.

  • Rette scolastiche: Sospensione delle rette di nidi e tate familiari per i mesi di servizio non reso e conseguente trasferimento dei fondi corrispondenti ai comuni e agli enti preposti per evitare difficoltà di bilancio. Dimezzamento delle rette di nidi, materne e servizi di convitto per i restanti mesi 2020.
  • Rinvio del pagamento del bollo auto al 30 settembre 2020

Proposte area terzo settore

Rete civica ritiene che molte realtà del Terzo settore rientrano a pieno titolo nella categoria delle imprese ma alcune, per la loro specificità, pensa siano da considerare a parte.   

  • Verificare e superare le criticità del sistema del volontariato che assisteva persone anziane e che deve poter continuare a farlo in sicurezza e con i necessari permessi di circolazione
  • Stanziare risorse e redigere un protocollo per i servizi volontari di assistenza agli anziani non affetti da Covid-19 
  • Affrontare la criticità delle badanti in nero: in questo momento e nei prossimi mesi le badanti conviventi dei nostri anziani sono più che mai una risorsa, che permette di limitare il potenziale contagio, di cui possono essere responsabili familiari asintomatici che si muovono per motivi di lavoro. Occorre quindi prevedere di assicurare le badanti irregolari, incentivarle a vivere presso gli anziani; occorre integrare il loro reddito, sollecitare la registrazione dei contratti Inps, fiscalizzare anziché posticipare i pagamenti dei contributi sociali per le famiglie al di sotto di un certo livello di reddito per due mesi, promuovere una campagna di sensibilizzazione per le badanti, attraverso vari canali e in più lingue, circa le regole da osservare per prevenire il contagio. 
  • Modificare, in concertazione con il Forum del Terzo Settore e le organizzazioni di categoria, la legge 27 che regola gli incentivi e le agevolazioni per le imprese cooperative per estenderne l’applicazione e aumentare le risorse a disposizione in considerazione della particolare caratteristica mutualistica di queste imprese e l’alto tasso di occupati nei settori dei servizi alla persona.

Proposte area finanziamenti

L’insieme dei provvedimenti deve avere, secondo Rete civica, una copertura finanziaria adeguata.

Occorre partire dai bisogni a cui andare incontro per poi definire l’ammontare delle risorse necessarie. 

Gli strumenti finanziari da utilizzare devono avere un carattere straordinario.

Indicativamente le voci da utilizzare sarebbero:

  • Avanzo di amministrazione del 2019
  • Variazione del Bilancio 2020
  • Individuazione per l’anno fiscale 2020 di un tributo di scopo, ai sensi del Dlgs 184/2017, Art.2 (Istituzione dei tributi e autonomia nella rideterminazione delle aliquote), con un prelievo una tantum sui redditi o patrimoni più elevati
  • Rimodulazione aliquote addizionale Irpef per il 2021 in senso progressivo con alleggerimento per le fasce a basso reddito e aumento per gli scaglioni più elevati
  • Risparmi sui costi della politica regionale: riduzione almeno per un anno degli emolumenti dei componenti del Consiglio regionale e della Giunta, in una percentuale da determinare fra il 20 ed il 30%. Eliminazione per un anno dei contributi ai gruppi consiliari.
  • Fondo regionale di solidarietà per l’emergenza (in cui affluiscono donazioni di privati, contributi di persone che rinunciano a indennità, contributi vari, devoluzioni ecc.)  

Le proposte di Front valdôtain

Il gruppo consiliare Pnv-AC-Front Valdôtain – anche in rappresentanza delle forze politiche di Forza Italia e Fratelli d’Italia – ha sottoposto all’esame della II commissione consiliare misure anticrisi destinate a lavoratori autonomi, imprese e famiglie «al fine di addivenire in maniera rapida, chiara e decisa a un secondo intervento legislativo regionale per fare fronte all’Emergenza Coronavirus sul nostro territorio».

Non è attraverso l’ulteriore indebitamento di privati e imprese o attraverso il posticipo delle scadenze di pagamento, sostiene Front valdôtain, che il tessuto economico-sociale valdostano potrà reggere l’onda d’urto della crisi.

Occorrono azioni straordinarie tese sia all’attivazione di forti leve di defiscalizzazione e di decontribuzione, tendenti non soltanto al differimento, ma ove possibile all’esenzione del pagamento/al consistente abbattimento di quanto dovuto alle scadenze (anche in virtù dell’extragettito Imu da recuperare in favore dei Comuni valdostani e da utilizzare eventualmente come risorse a compensazione dei mancati introiti) almeno per un periodo non inferiore a 6 mesi dall’entrata in vigore dei primi provvedimenti restrittivi emessi dal Governo, sia all’avvio di una coraggiosa campagna di investimenti, anche attraverso l’istituzione di specifici fondi regionali dedicati.

La parola d’ordine è: semplificazione. Perché in emergenza occorre innanzitutto abbattere la burocrazia.

Sanità

  • Costituire uno specifico fondo per l’acquisto di test rapidi da effettuare a tappeto, anche attraverso l’apertura di laboratori di analisi diffusi sul territorio, appoggiandosi prioritariamente alle strutture medico- sanitarie già presenti, così da poter ovviare all’ormai cronica carenza di estrattori e di reagenti che ha finora fortemente condizionato l’operatività dell’unico laboratorio a oggi dedicato alla refertazione dei tamponi in Valle d’Aosta (tale disposizione è fondamentale per potere finalmente avviare un’ampia campagna di screening per individuare e, nel caso, isolare il più precocemente possibile anche i positivi sintomatici lievi e asintomatici, a partire dagli operatori sanitari, dai farmacisti, dalle forze dell’ordine impegnate nei controlli sul territorio e dalle persone costrette a uscire di casa per garantire servizi essenziali a contatto con il pubblico);
  • Incrementare le risorse utili alla predisposizione di azioni che vadano nell’ottica di garantire maggiori livelli di protezione e sicurezza a tutti gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza, con particolare riferimento a quelli in servizio all’ospedale Umberto Parini di Aosta, a quelli in servizio nelle microcomunità, nelle residenze sanitarie- assistenziali e nelle case di riposo, anche private, e a quelli in servizio più in generale nell’ambito della medicina territoriale;
  • Prevedere uno specifico fondo utile a riconoscere una mensilità supplementare per l’anno 2020, rispetto a quelle già previste a livello contrattuale, a tutti gli operatori sanitari e non che hanno prestato servizio direttamente all’interno dei reparti Covid-19, misura che vuole in qualche modo rendere onore a coloro che stanno lavorando in primissima linea nell’emergenza.

Lavoratori autonomi

  • Integrare su base regionale il contributo previsto dal decreto statale ‘Cura Italia’ in proporzione al fatturato medio degli ultimi due anni, diviso in dodicesimi (il contributo non dovrà comunque essere inferiore a 800 euro e, a differenza di quello a oggi previsto dalla normativa statale, dovrà andare a coprire tutti i mesi interessati dai provvedimenti restrittivi emessi dal Governo);
  • Creazione di un fondo a sostegno delle spese vive rimaste invariate nonostante la chiusura forzata ex lege di attività e studi professionali a causa dell’emergenza sanitaria;
  • Sospendere con decorrenza immediata tutte le imposte dirette e indirette, i tributi addizionali regionali e comunali, i contributi autonomi e dipendenti, l’Iva, la gestione separata e le casse professionali almeno per un periodo non inferiore a 6 mesi (al termine del periodo di sospensione, prevedere la possibilità di rateizzare su 18 mesi il pagamento degli importi dovuti, senza l’applicazione di interessi di mora);
  • Prevedere specifiche proroghe per i lavoratori dell’arte, dello spettacolo e della cultura, fino a 12 mesi, per la realizzazione delle iniziative già programmate in materia di eventi e manifestazioni a carattere culturale e turistico che non hanno potuto tenersi a causa dell’emergenza sanitaria (in caso di annullamento della manifestazione, sarebbe opportuno valutare l’attivazione di un apposito fondo dedicato al ristoro delle spese già effettuate per l’iniziativa poi annullata e al mancato guadagno che ne è derivato).

Imprese

  • Azionare specifiche leve di defiscalizzazione e di decontribuzione che possano portare – per il periodo di imposta in corso – all’esenzione dall’imposta sui redditi, all’esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive, all’esenzione dai tributi di diretta competenza comunale e all’esonero del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente;
  • Attivare un fondo straordinario di solidarietà dal quale poter attingere per anticipare e/o integrare su base regionale le misure attivate dal Governo legate agli ammortizzatori sociali, siano essi Cassa Integrazione in Deroga oppure Fondo di Integrazione Salariale;
  • Introdurre una speciale indennità da chiusura forzata rivolta a tutte quelle realtà produttive, commerciali, artigianali, alberghiere e turistiche che sono state costrette ex lege a chiudere improvvisamente le proprie attività (occorrerà provvedere alla diversificazione del quantum da riconoscere in base a parametri che tengano conto del fatturato medio degli ultimi due esercizi, del numero degli addetti assunti e di ogni altra circostanza oggettiva che possa rendere più equa e corretta la ripartizione);
  • Creazione di un fondo a sostegno delle spese di locazione dei locali utili allo svolgimento delle attività di impresa e delle attività promosse dalle associazioni sportive dilettantistiche e dalle associazioni culturali soggette ai provvedimenti di chiusura imposti dalle autorità;
  • Dedicare una quota parte di uno specifico fondo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato al sistema del microcredito, che possa permettere a imprese e aziende, anche unipersonali, di potere accedere a linee di credito immediate a tasso zero, così da scongiurare la chiusura di quelle attività che, senza l’insorgere dell’emergenza, avrebbero continuato a operare regolarmente sui mercati di riferimento;
  • Attivare procedure di semplificazione per dare immediato corso al pagamento dei contributi per le rassegne bovine e per quelli relativi alla monticazione, già stanziati nel Bilancio regionale; valutare il differimento delle scadenze per le pratiche PAC e PSR; prevedere misure a compensazione della mancata vendita delle produzioni locali agroalimentari;
  • Istituire un vincolo di destinazione sull’imposta di soggiorno già incassata e contabilizzata, che preveda il suo completo utilizzo per azioni straordinarie di promozione turistica del territorio, da attuare a emergenza sanitaria conclusa, anche attraverso l’attivazione di iniziative in collaborazione con le associazioni di categoria interessate.

Famiglie

  • Attivare specifiche leve di defiscalizzazione con riferimento a imposte di competenza regionale e a tributi di competenza comunale, che peraltro sono quelli che maggiormente impattano sul bilancio familiare;
  • Prevedere l’istituzione di una social card in favore delle famiglie meno abbienti o monoreddito sul territorio, che versano in stato di necessità a causa della perdita o dell’assenza di lavoro, compresi i lavoratori stagionali o atipici, così da poterle aiutare nell’affrontare le spese in campo alimentare e per l’acquisto di medicinali (tale misura dovrebbe andare a integrare su base regionale la quota già prevista a livello statale);
  • Sospendere la corresponsione degli affitti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in capo ad ARER per un periodo non inferiore a 6 mesi dall’entrata in vigore dei primi provvedimenti restrittivi emessi dal Governo, prevedendo nel contempo la possibilità di applicare – almeno in certi casi – la morosità incolpevole, tenuto conto della situazione di sopravvenuta impossibilità da parte di diversi nuclei familiari a provvedere al pagamento del canone locativo per effetto della perdita o della consistente riduzione della sua capacità reddituale (con l’occasione, sarebbe opportuno rettificare pro futuro i criteri per la determinazione dei canoni di locazione ERP sulla base del valore ISEE e non ISE del nucleo familiare, nonché la conseguente riparametrazione dell’attuale tabella in uso, allegata alla DGR 1794 del 23.12.2016 – tale riparametrazione dovrà avvenire, quindi, con una valutazione secondo equità e sulla base dello stato manutentivo degli immobili e dell’indicatore ISEE al posto dell’ISE);
  • Provvedere alla sospensione del pagamento delle rette degli asili nido per il periodo non usufruito o, nel caso queste siano già state corrisposte, prevedere un sistema che possa permettere alle famiglie di recuperarle nei periodi di apertura futuri delle strutture;
  • Introdurre specifici voucher per baby-sitter;
  • Prevedere un sostegno per i canoni di locazione di alloggi o posti-letto a studenti fuori sede, che a causa dell’emergenza sanitaria si trovano comunque costretti a fare fronte a spese vive nonostante non possano materialmente usufruirne;
  • Ampliare le possibilità offerte dai congedi parentali, intervenendo sulla flessibilità di tali strumenti.

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