fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

18 imprese contro i disciplinari di gara delle società di impianti a fune

Diciotto imprese di costruzione con sede in Valle d’Aosta hanno espresso a Regione autonoma Valle d’Aosta, Finaosta SpA, Confindustria Valle d’Aosta, Avif, Courmayeur Mont Blanc Funivie SpA, Pila SpA, La Thuile SpA, Monterosa Ski SpA e Cervino SpA un dissenso tecnico rispetto alle modalità di espletamento delle procedure di gara di appalto generalmente adottate dalle partecipate regionali.Nello specifico, si riferiscono al disciplinare di gara per l’aggiudicazione dell’appalto relativo all’ampliamento dell’impianto di innevamento programmato del comprensorio sciistico della Courmayeur Mont Blanc Funivie SpA e alla realizzazione delle opere civili connesse ed accessorie.

Le imprese firmatarie sono: Consorzio Stabile Valle d’Aosta Società Consortile A rl (Alpi Scavi srl, Angelini Costruzioni srl, Besenval Costruzioni srl, Droz srl, I.R.&B. srl, SI AM di Carradore Mattia & C sas), Anelli Luca srl, Borre srl, Cometto & Tercinod srl, Edil Euro 2000 srl, Ediluboz srl, Favre Marino, L.E.V.I.T. srl, Micron srl, Sapia Benedetto Costruzioni srl, Saudin srl, Tour Ronde srl, V.I.C.O. srl.

Le imprese evidenziano come le scelte operate in merito alla procedura di Gara (seppure nell’ambito della discrezionalità della stazione appaltante) non tengono in considerazione alcuni aspetti di natura tecnica e amministrativa, annichilendo il reale apporto delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici.

Tali scelte, peraltro, sono le medesime effettuate in altre procedure similari e, si ritiene, saranno replicate in futuri affidamenti. È quindi interesse delle imprese sensibilizzare il Governo regionale e il sistema delle partecipate affinché ponderino le modalità di affidamento degli appalti nell’ottica di assicurare la par condicio agli operatori in possesso delle qualifiche necessarie all’accesso alle gare.

Nel caso in questione, la scelta di accorpare le prestazioni di “forniture” e “lavori”, qualificando l’appalto “misto” con prevalenza delle forniture, incontra, secondo le imprese che vi si oppongono, almeno due rilevanti criticità:

  1. accade spesso che, da una attenta analisi del computo di appalto, emerga una inversione della prevalenza delle attività, rispetto a quelle indicate nel bando.
    Nell’appalto in oggetto, i lavori incidono in misura superiore al 50% dell’importo di contratto, tenendo in considerazione le attività riconducibili alle prestazioni edili e valutando quelle che sono oggettivamente separabili rispetto alla fornitura dei generatori di neve.
    In concreto, quindi, si ritiene opportuno sensibilizzare le stazioni appaltanti al fine di tenere in debita considerazione la possibilità di scorporare le forniture dei generatori di neve dalla realizzazione delle opere edili/impiantistiche; modalità operativa, questa, già attuata (con risvolti positivi – di natura economica e non solo) da alcune società di gestione di impianti in Valle d’Aosta e in altre Regioni.
  2. La seconda criticità è strettamente legata alla prima, in quanto la scelta sul se e come accorpare le prestazioni nell’ambito di una unica gara incide sulla reale portata applicativa del principio di concorrenza. È chiaro, infatti, che se la stazione appaltante qualifica l’affidamento quale “appalto misto con prevalenza forniture” e se, nel medesimo tempo, richiede requisiti elevati e specifici come quelli indicati (nel caso, fornitura di almeno 100 generatori), la procedura sarà contesa da uno o due operatori, i quali a loro volta assoceranno uno o due operatori edili.

Laddove, invece, la stazione appaltante dovesse affidare i lavori e le forniture con due procedure distinte, i concorrenti risulteranno per la parte edile in misura decisamente superiore al minimo sopra indicato, garantendo una effettiva concorrenza.

Sul punto, le ditte fanno anche rilevare che la maggior parte dei comprensori sciistici utilizzano, attualmente, impianti di innevamento/risalita riconducibili a una/due aziende costruttrici, con le quali hanno rapporti di collaborazione e manutenzione. Tali rapporti, quindi, vincolano inesorabilmente – per i futuri sviluppi del comprensorio – le stesse stazioni appaltanti al massimo a una/due aziende che, a loro volta, operano con un unico operatore edile di riferimento.

La conseguenza è che, a fronte di decine di operatori edili valdostani (che concorrono al gettito Iva, all’occupazione di forza lavoro e al gettito imposte dirette per la Valle d’Aosta) in grado di eseguire le prestazioni di appalto, la gara si ridurrà alla competizione tra due operatori. Nel caso dell’appalto in oggetto, a un solo concorrente che ha la tecnologia e la struttura impiantistica più conforme e compatibile all’impianto esistente e richiesto dalla stazione appaltante.

La richiesta è di porre rimedio a tale distorsione della concorrenza e che la società committente riveda e rettifichi la procedura di gara e proceda con due nuove procedure distinte (una per le opere edili e una per la fornitura e posa cannoni e impianti correlati). Per le future procedure, le altre stazioni appaltanti riconducibili al comparto pubblico dovrebbero in considerazioni questi medesimi principi ed gli elementi.

© 2020 All rights reserved.