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Coronavirus: la situazione in VdA alle ore 17 del 30/3/2020

Alle 17 di lunedì 30 marzo 2020, si è svolta la conferenza stampa nel corso della quale è stato dato conto delle azioni messe in campo per contenere e contrastare il contagio da coronavirus in Valle d’Aosta.

Microcomunità e strutture private

Nella mattinata, si è svolto un incontro con presidenti delle Unité des Communes valdôtaines e con il gruppo di lavoro costituito e integrato (ora composto dai medici Leonardo Iannizzi, Franco Brinato, Paolo Bonino, Marco Patacchini e Paolo Millo) per organizzare il servizio nelle microcomunità e per attenzionare gli utenti e supportare gli operatori. Il gruppo opera anche a beneficio delle strutture private.

Il dato complessivo è di 76 pazienti contagiati all’interno di queste strutture. A Perloz non vi sono casi di positività; a Hône ve n’era uno che è stato trasferito. Nessun operatore aveva febbre ma alcuni presentavano tosse e lievi sintomi: quindi sono stati sottoposti al test.

Sono state registrate positività anche nel reparto di Geriatria. La Geriatria non-acuti (che era stata chiusa) è stata riaperta per isolare nove pazienti. Non appena possibile, saranno trasferiti nell’Istituto clinico valdostano di Saint-Pierre, per liberare il Beauregard dai pazienti Covid-19.

Dieci infermieri e operatori socio-sanitari sono stati messi a disposizione dalla Croce rossa italiana, al servizio delle microcomunità. Provengono da altre regioni italiane.

Nuovo servizio di assistenza telefonica

L’Assessorato alla Sanità ha destinato parte del proprio personale per fornire assistenza telefonica alle persone o ai nuclei familiari che manifestano difficoltà e hanno bisogno di sostegno nel percorrere questa fase della loro vita. Chi volesse usufruirne può telefonare all’800122121.

Le novità sanitarie

Sono stati dimessi 24 pazienti dal reparto Covid al loro domicilio, poiché la sintomatologia si è notevolmente ridotta. Dalla Rianimazione sono stati dimessi due pazienti verso il repato Covid.

È stata definita l’attivazione del protocollo ministeriale per la terapia domiciliare. In modo che il protocollo-Marsiglia possa essere messo in atto e i farmaci relativi possano essere utilizzati dai pazienti domiciliarizzati.

È in fase di avvio un servizio di telemedicina riservato ai pazienti positivi al Covid-19, in ossigenoterapia e in isolamento domiciliare, distribuiti sull’intero territorio regionale.

L’apposito applicativo, denominato PHEBO, che rappresenta un importante sistema innovativo di e-Health Care, è finalizzato a supportare gli operatori sanitari  nelle attività di telemonitoraggio domiciliare. La piattaforma prevede la possibilità di acquisire da remoto i parametri vitali, evitando il più possibile le visite domiciliari, mantenendo comunque sotto controllo la situazione del paziente

La piattaforma è già in utilizzo presso la RSA di Pontey e, a breve, anche su quella di Verrès.

Nel caso in cui uno o più valori dovessero superare i parametri stabiliti, un alert giungerà al triage delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA), recentemente istituite, che avvieranno la conseguente presa in carico.

I numeri del contagio

Sono 567 le persone che, dall’inizio della crisi, sono risultate positive al tampone. I ricoverati nel reparto Covid-19 sono 86, mentre 26 sono in Terapia intensiva.

I decessi sono saluti a 50: 37 uomini e 13 donne. Di età compresa fra i 60 e i 98 anni. 42 persone sono decedute in ospedale e otto al domicilio.

I casi negativi sono 651.

2.517 persone sono in isolamento. Le persone guarite risultano essere sempre due: non possono esserne certificate altre poiché non è possibile sottoporle a tampone.

Non risultano decessi fra medici, infermieri od operatori socio-sanitari.

I tamponi refertati sono stati 5 e 19 sono stati inviati a Milano. 319 tamponi sono in attesa di refertazione.

I kit di reagenti per il laboratorio dovrebbero arrivare entro la fine della settimana. Per ora si lavora con gli Ospedali Sacco di Milano e Amedeo di Savoia di Torino.

Non si ritiene ipotesi plausibile quella dell’Einaudi institute of technology che, in uno studio, ha ipotizzato la data dell’8 aprile come quella in cui non dovrebbero più esserci nuovi casi in Valle d’Aosta.

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Il grafico con la situazione del contagio da coronavirus in Valle d’Aosta, alle ore 17 del 30 marzo 2020

Distribuzione dpi

La Protezione civile regionale ha iniziato, nel pomeriggio, la distribuzione ai Comuni di 70mila mascherine protettive in tessuto non tessuto, da destinare alla popolazione. La suddivisione è stata eseguita in modo da poter distribuire mediamente una o due mascherine per unità familiare. I Comuni si organizzeranno secondo le proprie specificità per la distribuzione alla popolazione.

Le mascherine protettive fornite non sono destinate a un uso di tipo sanitario-ospedaliero-ambulatoriale, in quanto non certificate per tale utilizzo, ma sono comunque riconosciute “mascherine filtranti” e quindi in grado di contribuire alla riduzione dei possibili contagi, in quanto hanno una buona capacità di filtrare i cosiddetti droplet (micro goccioline di saliva) emessi da chi le indossa, anche in relazione alla possibile presenza di soggetti asintomatici che quindi possono inconsapevolmente essere fonte di contagio. Le stesse mascherine forniscono comunque un certo grado di protezione, anche se minore rispetto ai dispositivi per sanitari, anche nei confronti dei droplet emessi da terze persone.

Insieme alle mascherine verrà distribuito anche un sintetico vademecum su come devono essere utilizzate e indossate.

Il problema delle mascherine chirurgiche dovrebbe essere risolto con la dotazione attuale e con gli stock in arrivo.

I 200 saturimetri erano stati acquistati e poi sono stati sequestrati e dirottati altrove. A breve dovrebbe essere consegnato il quantitativo di pertinenza regionale.

La coltivazione degli orti

Sulla questione della coltivazione degli orti, il presidente Testolin ha detto: «bisogna entrare nell’ottica che le regole sono necessarie, se non obbligatorie, per uscire al più presto da questo periodo di crescita dell’epidemia. Quando ci sono limitazioni, sono indicate per evitare che ci siano possibilità di uscire da casa, creando momenti di contatto e interlocuzione con le altre persone. La coltivazione può essere fatta in solitudine, nelle vicinanze di casa. La logica è diminuire al massimo gli spostamenti». Se gli orti si devono raggiungere in auto, dunque, non ne è consentita la coltivazione.

In relazione all’approvvigionamento delle sementi e delle piante, è stato precisato che non sono autorizzate le aperture di una serie di vivai e rivendite. Il meccanismo è «particolarmente complesso nella sua semplicità», ha detto Testolin, aggiungendo: «Abbiamo posto un quesito al Ministero per sapere se queste attività possano rimanere aperte alla stregua delle altre attività agricole. Quando avremo risposta ne daremo conto».

Commissario no, squadra sì

Rispetto alle sollecitazioni per la nomina di un commissario all’emergenza, il presidente Testolin si è così espresso: «Per lavorare c’è bisogno di serenità e dedicare le energie alla risoluzione dei problemi. Sono arrivate sollecitazioni per la nomina di un commissario. Ci sarà un allargamento della base di coloro che vogliono collaborare alla gestione della crisi. Ci può essere qualcosa che non funziona e deve essere migliorato; sono ben accetti gli spunti positivi. Ma siamo nella convinzione di poter fare un ottimo gioco di squadra».

«Se il dottor Pesenti avrà voglia di mettersi a disposizione in qualche modo, potrà farlo», ha poi aggiunto.

Donazioni

Sul conto corrente della Regione autonoma Valle d’Aosta sono stati versati 35mila euro in donazioni mentre le donazioni all’Ausl superano i 700mila euro.

Controlli sulla mobilità

Sono stati effettuati , nella giornata di domenica 29 marzo, 512 controlli dalle forze dell’ordine, che hanno portato a 19 sanzioni.

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