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Potere al popolo e Savt contro Testolin in difesa degli oss

Nel corso della conferenza stampa di lunedì 30 marzo 2020, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha accusato alcuni Osss (operatori socio-sanitari) delle micro-comunità valdostane «di essersi tirati indietro evidentemente per motivi di opportunità, e di preferire “non presentarsi al lavoro”».

Affermazioni contestate da Potere al popolo e dal Savt.

Potere al popolo

Potere al popolo risponde in questi termini: «È da settimane che le/gli OSS hanno lanciato l’allarme sulla mancanza di dispositivi di sicurezza e sulle condizioni molto difficili e pericolose per la propria salute in cui si trovano a dover lavorare. Se qualcuno, stremato dal lavoro o dal forte stress psicologico con cui è costretto a operare all’interno di queste strutture (ormai diventate polveriere) non se la sente di recarsi al lavoro, noi supponiamo che lo faccia per seri motivi e nell’ambito dell’esercizio dei suoi diritti e riteniamo che, in caso contrario, sarà compito dei dirigenti preposti, e non Suo, di avviare eventuali procedimenti disciplinari».

Potere al popolo considera «del tutto inopportuna e offensiva la Sua dichiarazione nei confronti di chi si è ritrovato fin dai primi giorni di questa emergenza sanitaria in prima linea, quando Lei ancora invitava i turisti a venire in Valle definendola – in maniera perlomeno azzardata – un territorio sicuro».

Savt

Questa la risposta del Syndicat autonome des Travailleurs valdôtains: «Considerato che si tratta di dichiarazioni piuttosto gravi e che mettono in discussione anche la professionalità dei medici di base che hanno, nel caso, certificato la malattia, prima di parlare forse sarebbe opportuno interrogarsi sul perché questo si sia eventualmente verificato. Forse perché le persone non si sarebbero sentite sicure a recarsi sul posto di lavoro? Forse perché ci sarebbero stati grossi problemi con la distribuzione dei DPI? Forse perché non sarebbero state messe in atto per tempo le necessarie procedure per evitare che all’interno delle microcomunità si diffondesse con rapidità il virus?».

Secondo il Savt, «Invece di preoccuparsi di fare denunce pubbliche su presunte assenze strategiche, tra l’altro tutte da dimostrare ed eventualmente da denunciare nelle sedi opportune e non in una conferenza stampa, denigrando così una intera categoria, sarebbe opportuno che chi è chiamato a gestire questa emergenza concentrasse tutti i propri sforzi per garantire la sicurezza degli ospiti delle strutture e di tutto il personale che ogni giorno vi opera con impagabile professionalità. È infatti evidente come, nelle microcomunità, la situazione sia fuori controllo e i dati comunicati dalla protezione civile siano fortemente inquinati dal fatto che molti ospiti che manifestano i sintomi tipici del Covid-19 non hanno fatto il tampone: il coronavirus si sta diffondendo in maniera incontrollata e, ogni giorno, aumentano i numeri dei contagi e dei morti, oltretutto con grandi difficoltà anche per i parenti degli utenti ad avere notizie sulle condizioni di salute dei loro cari».

In chiusura, un consiglio: «Prima di fare i moralisti, è meglio risolvere i problemi, altrimenti si rischia di perdere di vista la vera e unica priorità: prendersi cura della salute dei Valdostani!».

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