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Piovono critiche su Testolin

A seguito della risposta data alle richieste di venti consiglieri regionali dal presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin, fioccano le critiche.

Union valdôtaine

Il Comité fédéral di Union valdôtaine si è riunito nel pomeriggio di lunedì 31 marzo 2020, per riflessioni ad ampio spettro. In mezzo alle righe delle quali si legge un richiamo all’ordine nei confronti del presidente Testolin.

«I Valdostani – commenta il presidente Erik Lavevaz –, sono alle prese con preoccupazioni e angosce per la propria salute e per la salute dei propri cari, l’ultimo dei loro interessi è leggere comunicati a ripetizione di maggioranze trasversali che richiedono commissari, ricomposizioni di Giunte regionali con nuovi assessori, assessori che reclamano e indicano potenziali commissari, Commissioni consiliari che sollecitano la nomina di un commissario, un presidente che dichiara di non volerlo nominare e partiti e movimenti politici che accusano gli altri di incapacità e inefficienza. L’immagine della politica valdostana ne esce fortemente indebolita, in un momento in cui dovrebbe essere monolitica».

Union valdôtaine chiede – a sé e agli altri partiti e movimenti – un cambio di passo immediato nella gestione della crisi.

Gli eletti Uv devono farsi promotori di un nuovo approccio, «che permetta di superare le sterili divisioni interne e le contrapposizioni». E il Comité fédéral sollecita il Consiglio e il Governo Regionale a lavorare con una maggiore coesione, «evitando di dover continuamente assistere a esternazioni che disorientano la nostra comunità». E «Sarebbe auspicabile che le comunicazioni venissero fatte a nome delle commissioni, del governo o del consiglio regionale senza l’indicazione del singolo consigliere o del gruppo politico».

Nello specifico, «Gli eletti devono lasciare da parte le speculazioni elettorali e agire collegialmente. Mettiamo al bando i personalismi, le decisioni individuali o di parte. La maggioranza deve essere più disponibile e l’opposizione deve smettere di giocare di rimessa, criticando ogni azione messa in campo nella certezza che – per quanto si faccia – non sarà mai abbastanza. Se bisogna fare delle scelte bisogna farle insieme. Troppo facile criticare a posteriori».

Quindi, se dovrà essere ricomposta la Giunta regionale, secondo Union valdôtaine «dovrà essere una Giunta composta dalla più ampia rappresentanza dei gruppi consiliari».

Anche perché i problemi sono altri: «le difficoltà ad effettuare e refertare i tamponi, il materiale necessario a proteggere i nostri sanitari e di coloro che si occupano dei servizi alle persone, la gestione delle microcomunità, la sospensione delle prove per l’assunzione di 83 collaboratori professionali sanitari-infermieri. In campo economico occorrono risposte immediate, in particolare per trovare una soluzione sui tempi lunghi che paiono prospettarsi per l’erogazione della cassa integrazione e per dare liquidità a imprese e famiglie».

Famiglie che hanno anche bisogno che sia spiegato loro, con chiarezza, «cosa impedisce la soluzione immediata dei problemi e quando verosimilmente potranno essere risolti».

Dunque il mouvement suggerisce la sottoscrizione di un Patto per la ripresa, coinvolgendo inizialmente i soggetti che in passato aderivano al Patto per lo sviluppo. «Questa partecipazione strutturata potrebbe essere d’aiuto per i politici e le Strutture regionali per individuare misure e strategie utili per rimettere in modo l’economia valdostana».

Movimento 5 Stelle

«Il Consiglio regionale è delegittimato ma che la situazione emergenziale potesse trasformare la “Vicepresidenza Testolin” in un “Commissariamento” della nostra Regione è un’assoluta sorpresa e stigmatizziamo tale prepotenza.» A dirlo sono i consiglieri del gruppo Movimento 5 Stelle, in risposta alle considerazioni che Renzo Testolin ha espresso, replicando alla lettera dei 20 Consiglieri regionali.

E aggiungono: «Non esiste confronto con il Consiglio con le Commissioni e, a quanto pare, neppure con la maggioranza che ha nominato Testolin e con la Giunta, che presiede solo grazie ad altrui dimissioni. Siamo sicuramente in una situazione emergenziale ma il nostro Statuto, figlio della Costituzione e della Resistenza, meriterebbe maggior rispetto da parte delle figure che dovrebbero amministrarci “democraticamente”.»

«La Valle d’Aosta – concludono i consiglieri del M5S – si sta distinguendo per numero di contagiati per abitante, peggio di qualunque regione, Lombardia compresa. L’ospedale è stato potenziato ma è stata abbandonata l’assistenza socio-sanitaria sul territorio come dimostra la drammatica situazione di distretti e delle microcomunità. C’è bisogno di visione di insieme, coordinamento e confronto.»

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