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Il Savt chiede il bonus coronavirus per le famiglie

Il Savt aveva già denunciato come le risorse economiche, pari a 3,7 milioni di euro, messe in circolazione con la legge regionale finalizzata a fronteggiare l’emergenza economica derivante dalla pandemia coronavirus, fossero assolutamente insufficienti, praticamente una goccia nel mare.

Valuta invece positivamente che la Regione autonoma Valle d’Aosta sia riuscita a trovare ulteriori 25 milioni di euro, che potranno essere utilizzati con una prossima imminente norma di legge, e più di 120 milioni di euro, che saranno messi a disposizione con l’assestamento di bilancio.

Con le somme a disposizione, Savt ritiene che saranno finanziabili le necessarie misure strutturali finalizzate a salvaguardare il tessuto socio/economico valdostano, «mentre la cosa più importante che bisogna fare con la massima urgenza in questa prima fase è una sola: mettere soldi in tasca alle persone ed assicurare la necessaria ed indispensabile liquidità alle imprese!».

Scrive il segretario Claudio Albertinelli: «vi sono famiglie che rischiano di non avere più i soldi per fare la spesa e per fronteggiare le necessità minime per affrontare la quotidianità. È vero che lo Stato si è impegnato a fare in fretta per erogare le risorse attraverso i vari bonus e le varie forme di sostegno al reddito, ma i dubbi sulla rapidità degli organismi statali rimangono piuttosto forti».

Dunque il Savt chiede che sia prevista un’erogazione a favore delle famiglie valdostane che sono colpite direttamente dalla crisi. Un’erogazione da intendersi non come un anticipo o un prestito da restituire, ma «una sorta di bonus una tantum, che va ad aggiungersi e integrare quanto arriverà dalle iniziative statali». E questo perché «L’Amministrazione regionale ha il dovere e l’onere di farsi carico di sostenere le famiglie e le imprese in difficoltà in questa fase di emergenza».

Un ultimo suggerimento che Savt ritiene di dare è legato «alle tante lodevoli iniziative di raccolta fondi che si stanno susseguendo per aiutare i più bisognosi. Sarebbe opportuno che l’Amministrazione regionale istituisse un unico conto corrente, così come fatto per le spese sanitarie, dove far confluire tutte le offerte. Questo permetterebbe di avere un’unica regia per la gestione dei fondi e per la loro distribuzione, evitando il rischio che qualcuno venga involontariamente dimenticato nella ripartizione delle risorse raccolte. Con l’istituzione di un unico conto corrente sarebbe oltretutto più semplice poter dare il proprio contributo, senza doversi districare e/o dover scegliere tra le diverse proposte di solidarietà».

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