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ConfCommercio: aiuti e riapertura per mitigare l’effetto del coronavirus

In Valle d’Aosta sono oltre mille i pubblici esercizi chiusi per effetti dei Dpcm e delle ordinanze di contrasto al coronavirus.

Nel 2020, in Valle d’Aosta, il fatturato del settore turistico crolla di -58 milioni di euro, fra ricettività e ristorazione.

«Abbiamo l’impressione che la politica non si renda conto che la principale preoccupazione degli imprenditori in questa fase è avere risorse per il pagamento degli stipendi, dei fornitori, degli affitti e delle imposte, mentre si aggrava rapidamente la situazione finanziaria – spiega Graziano Dominidiato, Presidente di Confcommercio Fipe VdA -. Urgono misure immediate per sostenere economicamente le aziende l’occupazione, con incentivi mirati e sgravi a quelle imprese che garantiranno il mantenimento della forza lavoro al momento della riapertura».

Il 30% degli imprenditori già prevede di dover ridurre il proprio personale una volta ripresa l’attività.

Per Confcommercio si può pensare una ripresa progressiva delle attività, con tutte le cautele sanitarie che servissero, a cominciare da quelle che offrono un servizio utile per i cittadini, rispettando le misure di distanziamento tra i cittadini e di protezione dei lavoratori.

«Percepiamo tangibilmente tra i nostri associati – sottolinea Adriano Valieri, direttore di ConfCommercio Valle d’Aosta – la crescente incertezza circa i tempi di riapertura dei pubblici esercizi, bar, ristoranti, pubblici esercizi e negozi, il ritardo nell’emanazione e nell’attivazione di strumenti appropriati alla gravità del momento».

Non possiamo restare chiusi a oltranza o moriremo tutti per crisi economica – conclude Dominidiato -. Così come accade per gli esercizi di vendita di generi alimentari e negli iper/supermercati, deve essere garantita almeno la possibilità di vendita con modalità di asporto assieme alla consegna a domicilio, mantenendo l’obbligo di distanza interpersonale fra i clienti, controllo degli accessi all’area di vendita e l’utilizzo obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale quali guanti e mascherine».

Gli imprenditori del settore terziario che rappresentano il 64% del tessuto produttivo valdostano.

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