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Alliance valdôtaine: contro il coronavirus si cambi il modello di azione

Il gruppo consiliare Alliance valdôtaine (composto dai consiglieri di Alpe e Union valdôtaine progressiste, ha scritto al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e alla presidente del Consiglio Valle sull’emergenza Covid-19.

«A fronte di numeri che ci pongono attualmente fra le regioni percentualmente più colpite dal virus, corre l’obbligo di porsi domande puntuali in merito alla necessità di implementare e migliorare le strategie di contrasto e contenimento dell’epidemia», scrivono in apertura.

Precisano che «Non si tratta di disconoscere l’impegno sin qui profuso […], ma di dirsi che forse gli eroismi individuali devono essere supportati dalla miglior programmazione e dalla più efficace organizzazione possibili».

I quattro consiglieri e i due assessori ritengono che la politica abbia il dovere «di individuare le soluzioni giuste per contenere i contagi […] e cercare di porre fine all’aumento dei decessi, i cui numeri sono più che raddoppiati nell’arco di una settimana, raggiungendo quota 99 vittime».

Propongono quindi di adottare «i modelli che hanno mostrato efficacia in altre regioni o province e avvalersi di consulenze che integrino le competenze epidemiologiche e virologiche non presenti nella nostra regione».

In particolare, chiedono di procedere con:

  • tamponi e indagini sierologiche, con l’obiettivo di diagnosticare i soggetti malati, ma anche per indagare sull’esposizione del personale sanitario, con l’obiettivo di tutelarlo e di evitare il contagio agli assistiti, oltre a predisporre indagini mirate su campioni di popolazione finalizzate a produrre le valutazioni epidemiologiche che devono orientare le scelte organizzative;
  • interventi a favore delle famiglie. Se c’è un positivo in famiglia, il rischio di essere infettati è dell’84% superiore alla norma; identificando e isolando tutti i positivi la capacità di riproduzione del virus scende notevolmente. L’isolamento rigoroso degli infetti elimina il rischio di trasmissione. Laddove la situazione famigliare e abitativa non lo garantisca, potrebbe essere utile trasferire tutti i positivi in strutture ad hoc, gli alberghi ad esempio, ad eccezione naturalmente delle persone che necessitano di ricovero ospedaliero.

Chiedono «un’azione più decisa» e «adeguati investimenti», frutto di un preciso indirizzo politico perché «senza un’efficace azione di contrasto, la ripresa socio-economica sarà ancora più tarda a venire». E ritengono che «questo tipo di decisione non possa essere rinviata oltre».

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