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Coronavirus: 24 consiglieri contro Testolin e Baccega

24 consiglieri regionali hanno inviato, mercoledì 8 aprile 2020, una lettera aperta al presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e all’assessore alla sanità.

I firmatari della sono: Stefano Aggravi, Giovanni Barocco, Alberto Bertin, Jean-Claude Daudry, Luca Distort, Alessia Favre, Elso Gerandin, Roberto Luboz, Diego Lucianaz, Andrea Manfrin, Pierluigi Marquis, Carlo Marzi, Chiara Minelli, Patrizia Morelli, Manuela Nasso, Alessandro Nogara, Daria Pulz, Emily Rini, Claudio Restano, Maria Luisa Russo, Paolo Sammaritani, Nicoletta Spelgatti, Luisa Anna Trione, Luigi Vesan.

Scrivono: «Riteniamo che non ci potrà essere per la nostra regione nessuna ripresa economica se non risolviamo il problema dell’emergenza sanitaria. 

Nessuno di noi avrà mai il coraggio di inviare i propri figli a scuola, di recarsi al ristorante e di entrare nei negozi e difficilmente i turisti verranno in vacanza nella nostra regione finché ci sarà la possibilità di contagio.

Dopo quasi un mese di “quarantena”, siamo la prima Regione in Italia per numero di contagi, 6 ogni 1000 abitanti e la seconda come numero di decessi. I dati ci dicono in modo inequivocabile che le misure di contenimento finora utilizzate non sono sufficienti e che si sono rivelate poco efficaci.

Fino ad oggi, specialmente nelle realtà territoriali, sono stati adottati provvedimenti goccia a goccia, cercando di risolvere i vari problemi man mano che si sono presentati, rincorrendo emotivamente la quotidianità, senza avere però una visione e un piano d’azione.

Noi sottoscritti consiglieri regionali vi sollecitiamo pertanto a mettere rapidamente in campo azioni che garantiscano la salute e la sicurezza di tutti i cittadini, convinti che la battaglia contro il coronavirus si vincerà sul territorio, ancor prima che negli ospedali.

Chiediamo quindi di:

  1. Attivare ogni canale possibile per garantire DPI e mascherine a tutti sanitari e parasanitari che lavorano nei reparti ospedalieri Covid e non Covid, nei distretti sociosanitari (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta), nelle Microcomunità, nelle Case di riposo, nelle Comunità per minori e malati psichiatrici;
  2. Effettuare uno screening, tramite tamponi ed indagini sierologiche, a tutto il personale sanitario operante nei presidi ospedalieri e convenzionati, nei distretti sociosanitari nonché nelle strutture pubbliche e private che accolgono anziani e minori, estendendolo, poi, in tempi rapidi, anche alle forze dell’ordine e a tutte le categorie di lavoratori che in questo momento sono a contatto con il pubblico, compresi coloro che svolgono le consegne a domicilio;
  3. Effettuare tamponi domiciliari a tutte le persone che chiamano il medico lamentando i sintomi nonché anche ai conviventi, anche se asintomatici;
  4. Provvedere affinché ai soggetti positivi, ai quali non sia possibile garantire l’isolamento in condizioni di sicurezza presso il proprio domicilio, sia assicurata la possibilità di essere ospitati in alberghi e strutture ad hoc, per interrompere la catena del contagio;
  5. Redigere un Piano di fabbisogno delle Risorse Umane con un preciso programma per reperire tali risorse

Riteniamo che queste azioni, insieme ad altre, possano essere effettuate in tempi rapidi da un Commissario Straordinario che, inoltre, si occupi del coordinamento di tutte le parti che intervengono nella gestione di questa epidemia (protezione civile, Assessorato, associazioni, fondazioni, volontari…). Siamo davanti ad un’emergenza sanitaria che durerà ancora diversi mesi: ribadiamo la necessità improrogabile di cambiare passo».

Lavevaz si dissocia

Erik Lavevaz, consigliere regionale e presidente di Union valdôtaine e capogruppo del mouvement in Consiglio Valle ha però chiesto una rettifica alla notizia com’era stata diffusa, che lo vedeva fra i firmatari: «Ritengo assolutamente necessario chiarire che né in qualità di semplice consigliere, né tantomeno in qualità di capogruppo, ho sottoscritto la lettera inviata al presidente Testolin e all’assessore Baccega […]».

Scrive di condiviso, nella riunione dei capigruppo alcuni dei contenuti che sono stati enunciati nella lettera in questione («in particolare l’attivazione di ogni canale possibile per garantire DPI e mascherine a tutti sanitari e parasanitari, effettuare uno screening al personale sanitario, la possibilità di trovare una locazione sicura e confortevole per le persone che devono affrontare l’isolamento e la redazione di un piano di fabbisogno delle risorse umane con un preciso programma finalizzato a reperire tali risorse»). Che sostiene essere «Tutti punti inderogabili ed ai quali l’unità di crisi sta già lavorando».

Ma, al contrario, «non condivido i toni della lettera, che paiono poco rispettosi del lavoro della squadra che ad oggi si trova in prima linea per arginare e gestire la grave pandemia in atto. Mi auguro che il tempo delle polemiche sia finito e si possa quanto prima uscire piuttosto con un comunicato stampa condiviso da tutte le forze politiche, dedicato all’approvazione del secondo provvedimento legislativo, a cui stiamo lavorando in seconda Commissione da diverse settimane, che metta in campo gli ulteriori interventi a favore delle imprese e delle famiglie così duramente colpite».

VdAlibra non ha firmato

I consiglieri del gruppo Vdalibra Roberto Cognetta e Stefano Ferrero affermano di condividere della lettera in questione soltanto i ringraziamenti espressi agli operatori sanitari.

«Vdalibra non ha sottoscritto la lettera – spiegano – perché è da tempo che sosteniamo l’inadeguatezza di questa Giunta, basti pensare come l’assessore alla sanità fosse già stato oggetto di mozione di sfiducia nel giugno del 2019. Tante cose non funzionano nella sanità valdostana e, fuori da quest’incubo, andranno ridiscusse. Ma, oggi, invocare un commissario all’emergenza Coronavirus appare tardivo oltre che dannoso, considerato che la gestione dell’emergenza è in fase avanzata e una nomina fatta ora non farebbe che rallentare le azioni già intraprese. Sono anni che diciamo che la gestione delle microcomunità andava centralizzata in capo all’USL e oggi, alla luce di quanto accaduto, forse non avevamo così torto; così come riteniamo del tutto inopportuni e inutili i continui litigi in Giunta, tanto Testolin, che si comporta da padrone assoluto della Valle d’Aosta e avendo subìto per anni l’imperatore Augusto, sa benissimo come schiacciare i suoi avversari.»

«Più che di commissari tardivi – concludono Cognetta e Ferrero -, ci sarebbe bisogno di un governo con un presidente che usi buon senso, strategia e azione. Basta con le parole, basta con la vecchia politica.»

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